ARCHEOLOGIA | Due domus romane tornano alla luce nell'antica colonia Luni, la città della Luna

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L'antica città romana di Luni, colonia romana di età repubblicana fondata dopo la lunga guerra contro i Liguri e dedicata alla stessa divinità già venerata dai liguri, la Dea Luna, continua a riservare sorprese. Due domus romane costruite nel I secolo a.C. sono tornate alla luce nel corso di una campagna di scavi diretta da Simonetta Menchelli, docente di topografia antica ed archeologia subacquea dell’Università di Pisa.

 

(TurismoItaliaNews) Le ricerche rientrano nel “Progetto Luni, la città della Luna”, che ha l’obiettivo di ricostruire i paesaggi urbani e territoriali della città, fondata come colonia romana nel 177 a.C. e ancora attiva, dal punto di vista e strategico ed economico, sino all’alto medioevo. La colonia serviva a controllare il territorio e il porto sul fiume Magra. I resti si trovano nell'odierna frazione di Luni Scavi nel territorio del comune di Luni, in provincia dI La Spezia.

“La domus meridionale aveva le pareti affrescate, come documentano numerosi frammenti di intonaco rosso e alcuni ambienti pavimentati con mosaici geometrici e vegetali a tralci di vite - spiega Simonetta Menchelli – quella settentrionale ha subito profonde ristrutturazioni nel IV e V secolo, la costruzione poi di una grande vasca evidenzia con tutta probabilità che nella casa venne installata una fullonica, cioè un impianto per la lavorazione e lavaggio dei tessuti”. “Entrambi gli edifici – continua la professoressa dell’Ateneo pisano - sino a quando non furono abbandonati, fra il VII e l’inizio VIII secolo d.C., furono al centro di numerosi scambi e ricevettero merci di importazione mediterranea come vasellame e vino, olio e salse di pesce da varie regioni italiche, dalla Gallia, dalla Penisola iberica, dall’Africa settentrionale, dall’Asia minore, dalla Siria e dalla Palestina”.

E’ dal 2014 che il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa effettua scavi e ricerche a Luni nel quartiere di Porta Marina, vicino al porto antico. Le attività, coordinate sul campo dal dottor Paolo Sangriso, durano tre settimane l’anno e vi partecipano oltre venti studenti dell’Università di Pisa e anche ventiquattro allievi dell’Istituto Parentucelli Arzèlà di Sarzana e del Liceo Costa di La Spezia nell’ambito di un progetto alternanza-scuola lavoro. Le attività sono frutto di una sinergia fra l’Ateneo pisano, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (dottoressa Neva Chiarenza), il Sistema museale di Luni (dottoressa Marcella Mancusi e Antonella Traverso) e il Comune di Luni - Ortonovo.

Il carattere interdisciplinare e innovativo dell’iniziativa è assicurato dalla partecipazione del professor Adriano Ribolini del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa per gli aspetti geomorfologici ed un programma di indagini georadar, dal professore Vincenzo Palleschi del Cnr Pisa per il telerilevamento anche mediante drone e restituzioni 3D degli edifici, dal dottor Claudio Capelli dell’Università di Genova per le analisi archeometriche dei reperti.

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