ARTE | “Arte y arquitectura: un diálogo”, al Centro Botín di Santander la mostra che esplora nuovi formati e nuove narrazioni
Fino al 10 ottobre al Centro Botín di Santander, in Cantabria, viene presentata la mostra “Arte y arquitectura: un diálogo”, un'esplorazione avviata dalla Fondazione Botín di nuovi formati per esporre e contestualizzare la propria collezione, generando così nuove narrazioni basate su alcuni originali dialoghi tra le opere delle sue collezioni.
(TurismoItaliaNews) In questa mostra il punto di partenza è stato il rapporto degli artisti con gli edifici che ospitano le loro opere. Miradas al arte segue un approccio simile. Concepito come una nuova serie di mostre tematiche più piccole, aspira, sfruttando l'eclettismo della collezione, a promuovere l’apprezzamento e la comprensione delle opere in essa contenute, mostrandole in diversi contesti. La Sala 1 del Centro d’arte aggiunge alla sua mostra permanente “Portraits: Essence and Expression - un deposito della collezione Jaime Botín” e alle sculture di Joan Miró in prestito dagli eredi dell’artista, una serie di tre campioni di fondi della Fondazione. L'obiettivo è offrire tre prospettive simultanee.
La pittura
Per molti artisti la pittura è, in sostanza, un gesto, qualcosa che porta l’impronta della mano del pittore, circostanza non da ultimo in un’epoca caratterizzata dalla tecnologia e dalla produzione meccanica; altri si avvicinano al mezzo da un punto di vista più concettuale. La rappresentazione della rappresentazione continua ad essere oggi, nel XXI secolo, una preoccupazione ricorrente, come ai tempi di Altamira. Questa selezione di dipinti, la maggior parte dei quali di grandi dimensioni, esplora la natura in evoluzione della rappresentazione attraverso le opere di Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Rogelio López-Cuenca, Joan Hernández Pijuan, Julião Sarmento, Juan Ugalde e Juan Uslé.
Series
Il termine “Series” designa il processo attraverso il quale un artista lavora in modo iterativo, ma può anche riferirsi alla narrazione che si svolge con l’esposizione di un gruppo di immagini contigue. Questo è l’orientamento principale delle opere qui esposte. In tal senso, presentano una qualità un po’ cinematografica che potrebbe riferirsi anche alla struttura narrativa del fumetto. Alcuni documentano il passare del tempo mentre altri giustappongono tipi simili di immagini per creare una meta-immagine. La selezione contiene opere di Basma Alsharif, Bleda & Rosa, André Guedes, Paul Graham, Asier Mendizábal, João Onofre, Mabel Palacín, Oriol Vilanova, Jorge Yeregui e David Zink-Yi.
Arte e architettura
Questa mostra funziona come un’estensione di quella con lo stesso titolo che viene presentata contemporaneamente nella sala espositiva 2 del Centro Botín. Qui l’architettura è vista come tema in sé, ma anche dal punto di vista concettuale dell'arte minimalista, con opere di Atsuko Arai, Nora Aurrekoetxea, David Bestué, Carlos Bunga, Nuno Cera, Eva Fàbregas, Juan López, Jorge Méndez Blake, Julia Montilla, Clara Montoya e Juan Luis Moraza. Il Centro Botin è un fantastico testimonial di Santander: il centro d’arte è stato progettato dall’architetto e vincitore del premio Pritzker Renzo Piano, in collaborazione con Luis Vidal + Arquitectos. L'edificio, con una superficie totale di 8.739 mq, si articola in due volumi collegati tra loro da una struttura di piazze e camminamenti, il pachinko. Luce e leggerezza sono aspetti essenziali nella concezione del progetto da parte dell’architetto italiano: a sbalzo sul mare, la struttura non tocca il suolo, è sospesa su pilastri e colonne all'altezza delle cime degli alberi dei Giardini Pereda, fungendo da “darsena” sul mare.
Per saperne di più
www.centrobotin.org/en
turismo.santander.es
www.spain.info/it


