BRESSANONE | Plose, la montagna che rinasce: tra rifugi, sapori e panorami, l’anima alpina si risveglia
Basta alzare lo sguardo da Bressanone per incontrare la Plose, la montagna che da secoli accompagna la vita e il respiro della città vescovile. Con i suoi oltre 2.500 metri di altezza, domina l’orizzonte come una presenza familiare e allo stesso tempo maestosa. Oggi, però, la Plose non è solo la montagna “di casa”: è un simbolo di rinascita. Negli ultimi anni, infatti, ha vissuto un’autentica trasformazione, un equilibrio perfetto tra innovazione e memoria, tra architettura alpina e natura incontaminata.
(TurismoItaliaNews) Dal 12 dicembre la Plose riapre le sue porte alla stagione invernale con un volto rinnovato, grazie a investimenti, restauri e nuove esperienze che stanno ridefinendo la sua identità. Protagonista di questa rinascita è senza dubbio lo storico Rifugio Plose, costruito nel 1887 dal Club Alpino Tedesco e Austriaco a 2.447 metri di quota e successivamente passato al Cai di Bressanone. Dopo 138 anni di storia e di accoglienza, il rifugio si presenta completamente rinnovato: ampie vetrate incorniciano il panorama delle Dolomiti delle Odle, le camerate hanno lasciato il posto a camere confortevoli e luminose, mentre la struttura – firmata dagli architetti Stefano Peluso e Claudio Paternoster – dialoga armoniosamente con il paesaggio circostante. È una rinascita architettonica ma anche umana, grazie alla nuova gestione di Claudia Fea e Fabrizio Marino, una coppia di architetti torinesi che ha deciso di trasformare la passione per la montagna in progetto di vita. Dal 20 dicembre, Fabrizio porterà al rifugio una cucina alpina sincera e creativa, fatta di ingredienti locali e sapori autentici: dal minestrone all’italiana alla zuppa di gulasch, dai canederli alla selvaggina, fino ai dolci casalinghi che profumano di legno e neve.
L’inverno 2025/2026 segna anche la seconda stagione della nuova cabinovia, inaugurata nel 2023, che in pochi minuti collega la valle con le piste e i rifugi in quota. È il simbolo di una montagna accessibile e moderna, dove sciatori, snowboarder, slittinisti e amanti delle ciaspole possono vivere la neve senza confini. La stagione sciistica prenderà il via ufficialmente il 5 dicembre, con un evento che ogni anno attira famiglie e sportivi da tutto l’Alto Adige. E proprio il giorno successivo, come da tradizione, arriverà San Nicola: tra le piste e le baite, distribuirà dolci e benedizioni, portando con sé quella magia antica che unisce bambini, montagne e inverno.
Con oltre 40 chilometri di piste, la Plose è un paradiso per chi ama la velocità e l’adrenalina. La Trametsch, con i suoi 9 chilometri, resta una delle discese più lunghe e spettacolari dell’Alto Adige, mentre la Crazy Horse, dedicata al leggendario Erwin Stricker, promette emozioni forti e panorami che tolgono il fiato. Ma la Plose è anche il regno del silenzio e della contemplazione: sentieri innevati, piste da slittino e percorsi di ciaspolate permettono di riscoprire la montagna con lentezza. Ogni mercoledì, dal 7 gennaio all’11 marzo 2026, la guida alpina Max accompagnerà gli escursionisti fino alla Halslhütte, sul versante sud, ai piedi delle Odle di Eores, tra boschi innevati e orizzonti che profumano di libertà.
La montagna di Bressanone non vive solo di sport: è anche un mosaico di sapori e convivialità. Le baite della valle – P3, Plosestodl, Ban Rutzner – accolgono i visitatori con musica e aperitivi altoatesini, mentre in quota il ristorante La Finestra offre un pranzo con vista panoramica. Poco più sotto, lo s’Stübele, sotto nuova gestione, propone piatti tradizionali da gustare al sole. Lungo il Woody Walk, ideale anche per famiglie, l’Almgasthof Geisler sforna pizze fragranti nel forno a legna, mentre la storica Vallazza Après-Ski Bar, attiva dal 1924, regala un’atmosfera vintage fatta di legno, musica e risate. Tra le soste imperdibili, la Rossalm si distingue come meta gourmet: le sue tagliatelle ai germogli di pino mugo con ragù di cervo e il celebre Bratapfel Spritz sono ormai leggenda. Alla Pfannspitzhütte, invece, si respirano profumi di griglia e spezie invernali, con piatti robusti come galletto croccante e costine arrostite, mentre il Berghotel Schlemmer accoglie gli ospiti con eleganza, servendo specialità come le tagliatelle alla crema di limone e menta con salmerino affumicato.
Sulla Plose, ogni dettaglio racconta un legame profondo tra uomo e montagna. La vecchia seggiovia biposto che da Plancios porta a Valcroce conserva il fascino del passato, mentre i nuovi impianti, i rifugi restaurati e i progetti di sostenibilità ambientale tracciano il futuro di un territorio che sa reinventarsi senza perdere autenticità. È questo il segreto della Plose: una montagna che cambia restando fedele a sé stessa, dove ogni stagione è un invito a riscoprire la bellezza essenziale delle Alpi.
Tra neve, legno e luce, la montagna di Bressanone vive una nuova stagione di rinascita. La Plose non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da abitare: un equilibrio perfetto tra tradizione e futuro, dove la natura si fa casa, il gusto diventa racconto e ogni discesa è una promessa di libertà.


