TREND | Oro nero modenese, un anno da incorniciare: l’Aceto Balsamico Tradizionale Dop chiude il 2025 con numeri record

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Il 2026 si apre sotto i migliori auspici per il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, che archivia un 2025 dai risultati straordinari, segnando un nuovo punto di riferimento per una delle eccellenze più identitarie del patrimonio agroalimentare italiano. I dati parlano chiaro: 168.068 bottiglie imbottigliate nel corso dell’anno, un numero in crescita rispetto al 2025 e capace di certificare lo stato di salute di una filiera che coniuga tradizione, qualità e valore culturale. A trainare il risultato sono state entrambe le tipologie previste dal disciplinare, Affinato ed Extravecchio, che hanno registrato performance positive, confermando l’interesse costante del mercato verso un prodotto che non ammette scorciatoie e che fa del tempo il suo ingrediente principale.

 

(TurismoItaliaNews) Un segnale importante per i produttori, che vedono riconosciuto il lavoro paziente svolto all’interno delle acetaie modenesi, luoghi simbolo di una sapienza tramandata di generazione in generazione. Il bilancio tracciato dal Consorzio restituisce l’immagine di un comparto solido e in crescita, capace di consolidare la propria posizione pur restando fedele a un modello produttivo rigoroso. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop continua infatti a distinguersi per un processo che si fonda su mosto cotto, lunghi invecchiamenti e controlli stringenti, elementi che ne fanno un prodotto unico nel panorama delle indicazioni geografiche europee.

Oro nero modenese, un anno da incorniciare: l’Aceto Balsamico Tradizionale Dop chiude il 2025 con numeri record

Dietro ai numeri record si conferma anche il ruolo centrale delle acetaie modenesi, custodi di un patrimonio che va oltre il valore economico. In esse si intrecciano storia, cultura materiale e identità territoriale, in un equilibrio delicato tra tutela della tradizione e capacità di dialogare con mercati sempre più attenti all’autenticità e alla qualità certificata. L’avvio del 2026 con dati così incoraggianti rappresenta dunque non solo un successo quantitativo, ma anche una conferma della forza di un sistema che ha scelto di puntare sulla coerenza e sull’eccellenza. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop si conferma così ambasciatore di un saper fare unico, capace di trasformare il tempo in valore e la tradizione in futuro.

Nel corso del 2025, l'imbottigliamento complessivo dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop ha raggiunto 168.068 bottiglie da 100 ml, facendo registrare un incremento di 2.348 unità rispetto all'anno precedente con una crescita dell'1,5%. Un dato che testimonia la solidità del comparto e l'apprezzamento costante del mercato per un prodotto simbolo dell'eccellenza agroalimentare italiana. La crescita ha interessato entrambe le tipologie della denominazione: l'Affinato, che ha superato le 107 mila bottiglie, e l'Extravecchio, che ha raggiunto quota oltre 60.900 bottiglie, confermando l'interesse crescente del mercato per le espressioni più mature e complesse del prodotto. Particolarmente rilevante il dato riguardante il centro di imbottigliamento del Consorzio di Tutela che ha aumentato il volume di bottiglie certificate di circa 40mila unità, salendo da 119 mila a quasi 159 mila.

Oro nero modenese, un anno da incorniciare: l’Aceto Balsamico Tradizionale Dop chiude il 2025 con numeri record

"Parallelamente ai risultati produttivi, - commenta il presidente del Consorzio Enrico Corsini - il Consorzio ha proseguito nel 2025 un articolato programma di attività di tutela e promozione, sia in Italia che all'estero, volto a rafforzare la conoscenza e il posizionamento dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop nei mercati di riferimento. La strategia del Consorzio ha continuato a puntare sulla valorizzazione culturale del prodotto, sulla tutela della denominazione e sulla promozione delle sue caratteristiche di unicità, autenticità e qualità certificata. Un percorso che ha voluto celebrare anche la bottiglia che custodisce il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, dalla forma iconica disegnata negli anni Ottanta da Giorgetto Giugiaro, riconosciuta come oggetto di design e valorizzata anche dalla sua presenza all'Adi Museum di Milano. Questo racconto identitario ha trovato ulteriore espressione simbolica con la posa, lo scorso ottobre, dell'opera dell'artista Erio Carnevali, ispirata alla bottiglia dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, collocata su una rotonda all'ingresso della città di Modena come segno tangibile di appartenenza, cultura e orgoglio territoriale".

La Dop modenese guarda al futuro con consapevolezza e determinazione, continuando a investire nella promozione, nella tutela e nella diffusione della cultura dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, elemento identitario del territorio e ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

 

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