SARDEGNA | Il tesoro riemerso dalla terra: Truncu Reale apre le porte alla sua città dei morti entro il 2026

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Un’area della Sardegna fino a pochi mesi fa custodiva sotto un sottile strato di terra un segreto millenario. Oggi quel segreto ha un nome – necropoli di Truncu Reale – ed è pronto a diventare uno dei nuovi poli archeologici dell’isola. Scoperta nel marzo 2024 durante i lavori per l’installazione di un impianto fotovoltaico in un terreno del Consorzio industriale di Sassari, l’area ha restituito una necropoli ipogea di straordinario valore storico, con tre tombe monumentali e decorate che raccontano un capitolo ancora in parte inesplorato della civiltà nuragica e pre-nuragica. Annunciata una parziale apertura entro il 2026.

 

Il sito, a Truncu Reale alle porte di Sassari, è stato ufficialmente dichiarato Sito di interesse culturale storico-artistico con decreto del Ministero della Cultura e sarà aperto al pubblico entro il 2026, al termine del percorso di valorizzazione e messa in sicurezza. Gli scavi, curati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, hanno riportato alla luce ambienti funerari scavati nella roccia, decorazioni simboliche e strutture monumentali che testimoniano rituali complessi e una raffinata concezione dello spazio sacro. Quella che doveva essere un’operazione tecnica si è trasformata in una delle scoperte archeologiche più rilevanti degli ultimi anni in Sardegna. E ora Truncu Reale si prepara a diventare non solo un sito di studio per gli archeologi, ma anche una nuova meta culturale capace di arricchire l’offerta turistica dell’isola con un patrimonio identitario che affonda le radici nella notte dei tempi.


La necropoli presenta tre tombe monumentali e decorate con simboli scolpiti, in particolare nelle tombe denominate B1 o "Tomba dei portelli decorati" e B2 o "Tomba d'oro": nella prima ben cinque portelli nella cella principale presentano decorazioni, alcune delle quali mai attestate prima; la seconda è caratterizzata da una campitura in ocra gialla molto vivida nella cella principale.

Lo scavo delle due tombe, effettuato con risorse messe a disposizione dall'azienda esecutrice, è stato presentato, ancora in corso d'opera, al convegno internazionale "Ipogeismo e megalitismo in Europa e nel Mediterraneo tra il V ed il III millennio avanti Cristo. La Sardegna, crocevia di popoli e di culture", tenutosi a Sassari ad ottobre 2024, i cui atti sono in corso di stampa, nonché a diverse iniziative curate dalla Soprintendenza. Al momento oltre le attività ulteriori di studio, analisi e restauro sono in corso interlocuzioni con il Consorzio area sviluppo industriale di Sassari, proprietario dell'area, e il Comune di Sassari, al fine di programmare una prima apertura al pubblico del sito entro il 2026.

 

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