CONFESERCENTI | Bollette: tra giugno e agosto stangata da 870 milioni sulle imprese di commercio e turismo, per alberghi e ristoranti costi fino al 50% in più
L’estate 2026 presenta un conto salatissimo alle imprese italiane del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza. Tra giugno e agosto la corsa delle bollette energetiche ha prodotto una stangata stimata in circa 870 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 700 milioni di maggiori costi per l’elettricità e altri 170 milioni per il gas. A quantificare l’impatto è Confesercenti, in collaborazione con il Gruppo Innova, delineando uno scenario particolarmente pesante per attività che proprio nei mesi estivi devono sostenere consumi elevati e difficilmente comprimibili.
(TurismoItaliaNews) A preoccupare è soprattutto l’impennata della spesa elettrica. Gli aumenti superano il 40%, mentre per ristoranti e alberghi le bollette arrivano a sfiorare il 50% in più rispetto all’estate 2025. Percentuali già considerevoli, dietro le quali si nascondono però situazioni ancora più critiche: alcune imprese hanno infatti registrato rincari prossimi addirittura al 90%. Un’accelerazione dei costi che finisce inevitabilmente per pesare sui bilanci delle attività commerciali, della ristorazione e dell’ospitalità, trasformando l’energia in una delle voci più difficili da sostenere durante la stagione estiva.
A spingere verso l’alto la bolletta energetica sono stati sia l’aumento dei consumi, legato alle temperature eccezionalmente elevate e al maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione e refrigerazione, sia la crescita del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso: tra giugno e agosto il PUN è aumentato di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. A incidere in modo particolare sulle attività della somministrazione e dell’accoglienza sono stati inoltre i picchi dei prezzi nelle ore serali, proprio quelle in cui alberghi, ristoranti, bar e pubblici esercizi concentrano una parte rilevante della propria attività e dei propri consumi.
L’impatto sui bilanci è significativo, soprattutto per le attività legate al turismo. Per un albergo medio da 45 camere, la bolletta elettrica dei tre mesi estivi passa da circa 8.250 a 12.250 euro: 4mila euro in più, pari al +48,5%. Per un ristorante la spesa sale da 2.100 a 3.100 euro, con un aggravio di mille euro (+47,6%); per un bar da 1.250 a 1.800 euro, 550 euro in più (+44%). Rincari consistenti anche per il commercio: +41,3% per un esercizio alimentare e +40,9% per un negozio non alimentare.
E dopo l’emergenza elettricità dell’estate, l’attenzione si sposta già sulle prossime settimane. A preoccupare è soprattutto il gas, il cui prezzo nei tre mesi estivi è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche considerando il solo effetto tariffario, a consumi sostanzialmente invariati, il maggiore esborso per le imprese è stimato in circa 170 milioni di euro. In vista della stagione fredda, il livello delle scorte e le tensioni sui mercati energetici alimentano il timore di ulteriori aumenti.
“In questo scenario, un intervento sulle componenti Asos della bolletta non è più rinviabile - commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi - per molte attività del commercio e del turismo l’energia non è una spesa comprimibile, ma una condizione essenziale per lavorare e garantire continuità e qualità del servizio. L’allarme sulle bollette si somma a quello che abbiamo già lanciato nei giorni scorsi sul caro-carburanti, mentre cresce la preoccupazione per il gas: la pressione energetica si sta allargando su tre fronti contemporaneamente. L’aumento di questi costi sta comprimendo margini già ridotti e rischia inevitabilmente di trasferirsi sui prezzi finali. Stiamo entrando in una nuova era dell’energia, in cui il suo costo avrà un peso sempre maggiore sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. Anche la fiscalità dovrà tenerne conto: non possiamo continuare a caricare sull’energia un peso fiscale che rischia di amplificare gli aumenti e trasferirli sull’intera economia. Altrimenti, dopo aver infiammato bollette e carburanti, il caro degli energetici finirà per alimentare anche l’inflazione”.
