REGGIO CALABRIA | Al Museo Archeologico gli unguenti usati in luoghi di culto e nella vita quotidiana connessi con bellezza e cura del corpo

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E’ un viaggio nel mondo dei profumi e degli aromi dell'età classica quello che possono compiere i visitatori dell'esposizione "Aromata. Profumi e unguenti nell'antichità" presentata fino al prossimo 10 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

 

(TurismoItaliaNews) Cinquanta reperti provenienti dalle città della Magna Grecia, dall’età arcaica alle successive fasi di età romana, per illustrare gli usi degli unguenti nei luoghi di culto, nelle necropoli e nella vita quotidiana, in stretta connessione con la bellezza e la cura del corpo. A curare la rassegna sono Carmelo Malacrino e Damiano Pisarra.

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"Sono quattro le vetrine – spiega il direttore del Museo, Malacrino - allestite per ammirare la selezione di oggetti che riportano all'uso dei profumi nel mondo antico. Dai contenitori e balsamari provenienti dai contesti funerari ai vasi impiegati per la conservazione delle essenze, scelti sulla base del loro impiego per la cura del corpo nella vita quotidiana. Una mostra che presenta in chiave diversa e valorizza alcune delle opere presenti nella collezione permanente e che ad esse affianca tanti reperti conservati nei depositi ed esposti per la prima volta".

La mostra è il risultato delle attività di riordino dei magazzini, della nuova inventariazione del patrimonio del Museo e della valutazione dello stato conservativo dei singoli reperti, in linea con le azioni di promozione e valorizzazione del patrimonio da parte del MiBact. Una ricerca e uno studio sui materiali, molti dei quali ancora inediti che sta proseguendo senza sosta ed è fondamentale per la salvaguardia delle testimonianze dell'antichità calabrese. Nel percorso espositivo di "Aromata" si possono ammirare anche pezzi che raffigurano scene di bellezza, oggetti di pregio utilizzati nel mondo maschile e femminile, unguentari di particolare raffinatezza e cura tecnica. E pure i thymiateria, bruciaprofumi utilizzati nei santuari, e gli unguentari deposti come ex voto o utilizzati nelle pratiche rituali, provenienti dai principali luoghi di culto delle poleis magnogreche.

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