Stupinigi, i tesori ritrovati della Palazzina di Caccia
Fino al 9 aprile 2012 la Palazzina di Caccia di Stupinigi riapre al pubblico con uno straordinario percorso di visita. La mostra "Stupinigi tempo primo. Tesori ritrovati" illustra gli interventi di restauro del complesso di Stupinigi, dal 1997 Patrimonio dell’Umanità Unesco insieme alle altre Residenze sabaude, ma che era rimasto chiuso al pubblico dal 2006 e riaperto solo a novembre 2011.
(TurismoItaliaNews) Il percorso di visita prende avvio dalla Corte d’onore dove sono stati ripristinati i parterre verdi tracciati sugli assi delle Rotte di Caccia. Nell’atrio si propone la storia mauriziana del luogo. Si prosegue nella Scuderia juvarriana, con il Cervo del Ladatte, ornamento originale della cupola, e, alle pareti, i dodici Medaglioni lignei con effigi tratte dalla Genealogia Sabauda. Di qui, nella Biblioteca alfieriana con primi arredi, nella Galleria di Levante con i Trofei del Collino, nella Sala degli Scudieri con le Cacce di Corte del Cignaroli. Si fa ingresso cosi' nel Salone centrale, affrescato dai fratelli Valeriani sul tema delle Storie di Diana, dea della caccia, con le splendide appliques, i paracamini e il monumentale lampadario: fulcro dell'edificio, dal quale si diparte l'intera sistemazione architettonica del territorio.

La visita si completa nell'Appartamento di Levante, detto dei Duchi di Chiablese, secondo un percorso cerimoniale che parte dall’Atrio e dalla Camera di Parata, attraverso salotti, camere da letto e studioli, per finire nella Camera da Gioco. Tutte le sale, interamente restaurate nelle splendenti decorazioni ad affresco, con stucchi, tappezzerie originali in seta e in carta dipinta, espongono gli arredi e i mobili preziosissimi, opera dei grandi ebanisti piemontesi quali Piffetti e Bonzanigo.
Commissionata da Vittorio Amedeo II nel 1729 al Primo Architetto Regio Filippo Juvarra come padiglione per la caccia, da erigersi sui terreni già acquistati dai Savoia nel 1564, la Palazzina si configura come un forte segno sul territorio. L’architetto, ispirandosi alla tradizione architettonica romana e a coevi modelli europei, realizza un edificio al cui centro pone un salone ellittico a doppia altezza, con maniche laterali disposte secondo l’inclinazione delle rotte di caccia tracciate sui vasti possedimenti circostanti, realizzando così un impianto a croce di Sant’Andrea.

Il legame diretto con la capitale è sottolineato da un lungo viale alberato, asse di simmetria dell’intera composizione, costituita dal sistema di edifici rustici, cortile d’onore, palazzina, giardino, parco. Il complesso viene completato e ampliato nel corso del Settecento da Benedetto Alfieri, Ignazio Birago di Borgaro e Ludovico Bo, che costruiscono rispettivamente nuovi corpi laterali destinati agli appartamenti del duca d’Aosta e del duca del Chiablese, ai canili e alle scuderie. La realizzazione del ricco apparato decorativo interno, che sfrutta sapientemente l’uso della luce e dello stucco, vede all’opera artisti di fama internazionale come i fratelli Valeriani e lo scenografo Crosato. Dal 1925 è sede del Museo d’Arte e Ammobiliamento storico.

Palazzina di Caccia di Stupinigi
Piazza Principe Amedeo , 7
10040 Nichelino (To)

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