Tashkent riscrive la storia del Novecento: l'architettura modernista entra nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco

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Dieci edifici realizzati tra gli anni Sessanta e i primi Novanta ottengono il prestigioso riconoscimento internazionale. L'Uzbekistan diventa il primo Paese dell'Asia centrale a vedere tutelato il proprio patrimonio architettonico del XX secolo

 

di Giuseppe Botti

L’architettura del Novecento conquista un nuovo posto nella storia mondiale della cultura. Il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, riunito nella sua 48ª sessione a Busan, in Corea, ha iscritto dieci edifici modernisti di Tashkent nella Lista del Patrimonio Mondiale, riconoscendone l'Eccezionale Valore Universale. Una decisione destinata a cambiare il modo di leggere e interpretare il patrimonio architettonico dell’Asia centrale e che consacra l’Uzbekistan come primo Paese della regione ad ottenere questo riconoscimento per edifici costruiti nel XX secolo.

 

(TurismoItaliaNews) La serie comprende dieci opere realizzate tra gli anni Sessanta e l'inizio degli anni Novanta, oggi considerate anche gli edifici più recenti, in termini cronologici, ad aver ottenuto lo status di Patrimonio Mondiale Unesco. Il risultato arriva al termine di un articolato lavoro di ricerca, documentazione e cooperazione internazionale durato cinque anni e promosso dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (Acdf).

Tashkent, Alisher Navoi Cinema Palace

Tashkent, Alisher Navoi Cinema Palace

Un Modernismo che dialoga con la tradizione

L'architettura modernista di Tashkent rappresenta una delle esperienze più originali dell’urbanistica del secondo dopoguerra. Gli architetti sono riusciti infatti a fondere i principi del Modernismo internazionale con le caratteristiche climatiche, culturali e artistiche dell’Uzbekistan, dando vita a un linguaggio architettonico profondamente radicato nel territorio. L’uso di logge, cortili interni, sistemi di schermatura solare, grandi facciate ombreggiate e giochi d’acqua rispondeva alle esigenze climatiche dell’Asia centrale, mentre mosaici, ceramiche decorative, superfici scolpite e opere monumentali richiamavano la lunga tradizione artistica locale. Il risultato è stata una sintesi originale tra innovazione tecnica, identità culturale e funzionalità urbana.

Il terremoto del 1966 e la rinascita della capitale

La trasformazione moderna di Tashkent aveva preso avvio già prima del devastante terremoto del 26 aprile 1966, ma il sisma ha accelerato profondamente il processo di ricostruzione e sviluppo urbano. La capitale uzbeka è diventata un grande laboratorio di sperimentazione architettonica e ingegneristica. Ampi viali, piazze pubbliche, nuovi quartieri residenziali, edifici culturali e istituzioni civiche hanno ridisegnato completamente l’immagine della città. Parallelamente si sono sviluppate tecnologie costruttive innovative basate sull’impiego del cemento armato prefabbricato, su avanzate soluzioni antisismiche e su sistemi progettati per migliorare il comfort ambientale, dimostrando come il Modernismo potesse adattarsi efficacemente alle condizioni geografiche e climatiche dell’Asia centrale.

Tashkent, State Circus

Tashkent, State Circus

Tashkent, Big Solar Furnace

Tashkent, Central Exhibition Hall of the Academy of Arts

Dieci edifici simbolo di un'identità urbana

L’iscrizione Unesco riguarda una selezione di edifici appartenenti a differenti tipologie architettoniche: musei, istituti di ricerca, strutture culturali, un mercato, una stazione della metropolitana e un edificio residenziale. Il riconoscimento è stato assegnato secondo il criterio della Convenzione del Patrimonio Mondiale, riservato agli esempi eccezionali di architettura e pianificazione urbana che testimoniano un’importante fase della storia dell’umanità. Pur appartenendo a funzioni differenti, tutti gli edifici condividono alcune caratteristiche fondamentali: l’impiego di sistemi costruttivi standardizzati adattati al contesto locale, l’attenzione alla sicurezza sismica, la qualità delle soluzioni ambientali e una forte componente artistica integrata nell'architettura.

Dal patrimonio dimenticato a bene universale

Dopo l’indipendenza dell’Uzbekistan, avvenuta nel 1991, questi edifici hanno continuato a svolgere le proprie funzioni quotidiane senza essere generalmente percepiti come patrimonio storico. La loro rivalutazione è iniziata soltanto negli ultimi anni grazie al progetto internazionale Tashkent Modernism XX/XXI, promosso dalla Uzbekistan Art and Culture Development Foundation nel 2021 e coordinato dallo studio di architettura Grace di Milano insieme a un gruppo multidisciplinare di esperti internazionali. Tra i principali partner figurano il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, lo storico dell’architettura Boris Chukhovich, Laboratorio Permanente, Novaya Zemlya e il fotografo Armin Linke, con il contributo scientifico di figure di primo piano come Rem Koolhaas e Jean-Louis Cohen.

Tashkent, Chorsu Market

Tashkent, Chorsu Market

Un lavoro scientifico durato cinque anni

Il progetto ha documentato ventiquattro edifici modernisti attraverso approfondite ricerche archivistiche, rilievi tecnici e analisi sullo stato di conservazione. Per ciascun immobile è stato predisposto un dettagliato dossier contenente informazioni storiche, caratteristiche costruttive e indicazioni per la futura tutela. Tra il 2019 e il 2024 ben ventuno edifici del Modernismo uzbeko sono stati inseriti nel Catasto Statale del Patrimonio Culturale dell’Uzbekistan, mentre nel 2024 tali documenti sono diventati il riferimento giuridico per la loro conservazione e gestione. L’attività scientifica è stata accompagnata da mostre, conferenze, workshop, pubblicazioni e strumenti divulgativi, tra cui l'applicazione “Tashkent Modernism”, contribuendo a diffondere una nuova consapevolezza sul valore di questo patrimonio. Tra gli appuntamenti più significativi figurano le esposizioni alla Triennale di Milano, allo State Museum of Arts di Tashkent, alla Sharjah Architecture Triennial e la partecipazione dell’Uzbekistan alla Biennale di Architettura di Venezia 2025 con il padiglione “A Matter of Radiance”.

La candidatura all’Unesco

La ricerca ha costituito la base scientifica per la candidatura al Patrimonio Mondiale. Nel febbraio 2024 sedici edifici sono stati inseriti nella Tentative List dell’Unesco, primo passaggio ufficiale della procedura. Successivamente il dossier è stato affinato fino a individuare dieci edifici ritenuti rappresentativi dell’intera serie. Il lavoro è stato coordinato dall'Agenzia per il Patrimonio Culturale della Repubblica dell’Uzbekistan e dal Politecnico di Milano – Campus di Mantova, sotto la guida dei professori Davide Del Curto e Sofia Celli, con il contributo di Grace e di numerosi esperti internazionali. La candidatura definitiva è stata presentata nel gennaio 2025 e ha dimostrato non solo l’eccezionale valore architettonico degli edifici, ma anche l’esistenza di efficaci strumenti di tutela, piani di gestione, zone di protezione e strategie di conservazione a lungo termine.

Tashkent, State Museum of Arts

Tashkent, Kosmonavtlar Metro Station

Tashkent, Kosmonavtlar Metro Station

Un patrimonio da custodire per le future generazioni Secondo Gayane Umerova, presidente della Uzbekistan Art and Culture Development Foundation e della Commissione Nazionale dell’Uzbekistan per l’Unesco, questo riconoscimento rappresenta un momento storico per il Paese. “L'iscrizione porta una parte fondamentale della recente storia architettonica dell’Uzbekistan all’interno del racconto internazionale del patrimonio del Novecento e del movimento modernista globale – sottoline Gayane Umerova - questi edifici raccontano il modo in cui Tashkent immaginava la vita pubblica, l’identità collettiva e il futuro attraverso l’architettura. Il riconoscimento Unesco comporta anche una responsabilità duratura: conservare questi edifici con rigore, mantenerli parte integrante della vita della città e trasmetterne la conoscenza alle generazioni future”.

Anche Ekaterina Golovatyuk, cofondatrice di Grace, e Davide Del Curto, docente di Conservazione dell'Architettura al Politecnico di Milano, sottolineano la portata culturale dell'iniziativa. “La nostra ricerca – spiegano Ekaterina Golovatyuk e Davide Del Curto – ha contribuito ad ampliare il riconoscimento delle molteplici forme con cui il Modernismo si è espresso nel mondo, favorendo una rilettura delle sue radici culturali e geografiche e dei contesti nei quali si è sviluppato”.

Gli edifici nel Patrimonio Unesco

-Alisher Navoi Cinema Palace (1962-1964)
-Big Solar Furnace (1981-1987)
-Central Exhibition Hall of the Academy of Arts (1972-1974)
-Chorsu Market (1983-1990)
-Kosmonavtlar Metro Station (1982-1984)
-Peoples’ Friendship Palace (1977-1981)
-State Circus (1965-1975)
-State Museum of Arts (1967-1974)
-State Museum of History (1968-1970)
-Zhemchug Residential Buindling (1985)

Tashkent, State Museum of History

Tashkent, Peoples' Friendship Palace

Tashkent, Peoples' Friendship Palace

Un nuovo capitolo per il patrimonio mondiale L’iscrizione di Tashkent apre una prospettiva inedita nella tutela del patrimonio contemporaneo. Per decenni l’attenzione dell’Unesco si è concentrata prevalentemente su monumenti antichi, città storiche e siti archeologici. Il riconoscimento dell’architettura modernista uzbeka dimostra invece che anche il Novecento possiede opere capaci di raccontare valori universali, innovazione e identità culturale.

Per l’Uzbekistan si tratta anche di un tassello importante nella strategia promossa dal presidente Shavkat Mirziyoyev, che individua nella valorizzazione del patrimonio culturale uno degli strumenti fondamentali per lo sviluppo del Paese. La tutela di questi edifici non riguarda soltanto la conservazione materiale delle strutture, ma rappresenta il riconoscimento di una stagione creativa che ha saputo coniugare linguaggi internazionali e tradizioni locali, trasformando Tashkent in uno dei più interessanti laboratori dell'architettura del XX secolo.

Tashkent, Zhemchug Residential Building

Tashkent, Zhemchug Residential Building

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