Una moneta d’argento per Alcide De Gasperi nel 130° anniversario della sua nascita
Una moneta d'argento dedicata ad Alcide De Gasperi, primo presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. L'emissione avviene in occasione del 130° anniversario della sua nascita. La nuova moneta è coniata in versione proof (cioè con fondo a specchio) ed ha un valore facciale di 10 euro.
(TurismoItaliaNews) Ha corso legale dal 12 ottobre 2011 la nuova moneta che l'Italia dedica ad Alcide De Gasperi nel 130° anniversario della sua nascita. Il relativo decreto, datato 26 settembre 2011, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 settembre. Sul dritto della moneta è ritratto De Gasperi tratto da una fotografia dell'epoca; a lato del ritratto, il nome dell'autore "l. de simoni"; in tondo, la scritta "Repubblica Italiana". Sul rovescio, in alto, viene proposto uno stralcio del discorso pronunciato alla radio dallo stesso De Gasperi il 5 gennaio 1952 e ripreso nel volume "L'Europa. Scritti e discorsi" a cura di Maria Romana De Gasperi (marzo 2004): "Vi parlerò dell'Europa di domani di quell'Europa che vogliamo ideare e costruire". Al centro c'è la raffigurazione stilizzata dell'emiciclo del Parlamento Europeo a Bruxelles, con le dodici stelle della Comunità Europea ed il valore "10 euro"; ai lati la data di emissione "2011" e "R" (simbolo identificativo della Zecca di Roma); in basso, ad arco, la scritta "Alcide De Gasperi". Sul bordo è presente una zigrinatura spessa discontinua.
Il personaggio. Alcide De Gasperi (Pieve Tesino, 3 aprile 1881 - Borgo Valsugana, 19 agosto 1954) oltre che un politico, è stato anche un giornalista. Prima esponente del Partito Popolare Italiano e poi fondatore della Democrazia Cristiana con il suo scritto "Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana", è stato il primo a guidare un governo repubblicano nel nostro Paese all'indomani della fine del fasciamo. Oggi è giustamente considerato uno dei padri della Repubblica e, insieme al francese Robert Schuman, al tedesco Konrad Adenauer e all'italiano Altiero Spinelli, dell'Unione Europea.
