La Vernina riconquista Signa: la cipolla color ametista che sa di storia, terra e futuro

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Una manciata di semi conservata per anni, una varietà autoctona strappata alla scomparsa e una comunità che ha deciso di riportarla nei campi. La Cipolla Vernina di Signa si riprende il suo spazio nella storia agricola fiorentina e arriva al Salone del Gusto, protagonista di una degustazione nello stand di Slow Food Toscana e Vetrina Toscana. Dietro la sua buccia color ametista si intrecciano memoria contadina, biodiversità e capacità di affrontare le nuove sfide climatiche.

 

(TurismoItaliaNews) Era rimasta affidata a pochi semi, custoditi quasi come l'ultima traccia materiale di una stagione agricola destinata a svanire. Oggi la Cipolla Vernina di Signa torna invece a crescere nei campi e a raccontare una storia che unisce agricoltori, istituzioni, famiglie, ristorazione collettiva e Slow Food. Un recupero che ha trovato una vetrina importante al Salone del Gusto, durante uno degli appuntamenti di Terra Madre, la grande rete internazionale di comunità del cibo promossa da Slow Food. All'interno dello stand di Slow Food Toscana, insieme a Vetrina Toscana, una degustazione ha portato l'attenzione su questa varietà autoctona del territorio fiorentino, mettendo a confronto il suo passato con una nuova prospettiva agricola. Un prodotto che rischiava di essere cancellato dalle trasformazioni del mercato è così diventato il protagonista di un racconto fatto di tenacia, memoria e recupero della biodiversità.

Tutto riparte da una manciata di semi

La rinascita della Vernina deve molto a Guelfo Beconi. L'agricoltore aveva continuato a custodirne i semi anche negli anni in cui le esigenze della grande distribuzione spingevano il mercato verso cipolle maggiormente adatte ai trasporti industriali. Quel piccolo patrimonio conservato nel tempo ha permesso di riannodare un filo che sembrava ormai spezzato. Da qui ha preso forma un'iniziativa nata da un'intuizione del sindaco di Signa, Giampiero Fossi, promossa dal Comune e sviluppata insieme alla famiglia Pastacaldi, erede di un commercio locale attivo dagli anni Cinquanta. Proprio la Vernina ha offerto l'occasione per recuperare quella tradizione e riportare concretamente la varietà nei campi.

Il progetto non si è fermato alla coltivazione. La Condotta Slow Food Scandicci accompagna oggi il percorso della Cipolla Vernina di Signa verso la candidatura a futuro Presidio, aggiungendo un nuovo tassello a un'operazione che ha nella tutela della biodiversità e nella trasmissione della memoria agricola i suoi punti di forza.

Poca acqua e una sorprendente capacità di adattamento

La Vernina, tuttavia, non vive soltanto del fascino della propria storia. Le sue caratteristiche agronomiche restituiscono al recupero un significato particolarmente attuale. Richiede pochissima acqua e possiede una buona capacità di adattamento anche a condizioni climatiche difficili: qualità che trasformano questa cipolla in un esempio concreto del contributo che la biodiversità agricola può offrire di fronte alle sfide ambientali contemporanee.

Anche l'aspetto la rende immediatamente riconoscibile. La buccia presenta un caratteristico colore ametista, mentre la polpa è bianca e possiede una peculiarità interessante in cucina: non scurisce cotture e sughi. A questo si aggiunge una conservabilità superiore rispetto a quella di altre varietà più conosciute. Caratteristiche che riportano in primo piano il valore di una selezione agricola maturata nel territorio e che oggi, dopo aver rischiato di andare perduta, può trovare nuove occasioni di utilizzo.

Dalle mense scolastiche alla Festa della Cipolla

La riscoperta passa anche dalla tavola quotidiana. La Vernina viene infatti introdotta nelle mense scolastiche gestite dalla società Qualità e Servizi, trasformando il recupero agricolo in un'esperienza capace di coinvolgere anche le nuove generazioni. Ottobre offrirà poi altre occasioni per incontrarla e assaggiarla. La Festa della Cipolla allo stadio del Bisenzio di Signa è in programma nei primi due fine settimana del mese, mentre il 4 ottobre la varietà sarà protagonista anche dell'Onion Contest di Villa Alberti, sempre a Signa.

Dal seme conservato da un agricoltore alla degustazione al Salone del Gusto, dalle nuove coltivazioni alle mense scolastiche, fino agli appuntamenti dedicati alla cipolla: la Vernina ricostruisce così, passaggio dopo passaggio, il rapporto con il territorio che l'ha generata. Non è soltanto il ritorno di un prodotto agricolo. È il recupero di un pezzo di storia contadina che sembrava destinato a scomparire e che torna invece a germogliare. Con la sua veste ametista, la Cipolla Vernina di Signa porta nuovamente nei campi una memoria collettiva e, insieme, una possibile risposta alle esigenze dell'agricoltura di oggi.

 

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