Sardegna, ad Oristano dopo un decennio riapre la Torre di San Cristoforo: ricorda il nobile passato della città medievale

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Chiamata anche Porta Ponti e detta pure di Mariano II, ta torre di San Cristoforo sorge isolata al centro di piazza Roma, a ricordare il nobile passato della Oristano medievale. Dopo un decennio di chiusura e una serie di lavori di restauro e messa in sicurezza, la città si riappropria del monumento che più la rappresenta. Insieme alla statua di Eleonora d’Arborea.

 

(TurismoItaliaNews) Da venerdì 11 giugno riapre la Torre di San Cristoforo, con le visite guidate che saranno curate dal personale della Fondazione Oristano. I lavori di restauro e messa in sicurezza, realizzati nell’ambito di un appalto dall’impresa Archeo&Restauri di Napoli, si sono concentrati sulla campana e sui solai lignei della Torre medievale. “L’appalto, finanziato con i fondi dell’8 per mille, ha consentito di rendere nuovamente fruibile la Torre di San Cristoforo, uno dei simboli identitari più importanti della città - spiega il sindaco e presidente della Fondazione Oristano, Andrea Lutzu – è un momento importante per Oristano che sottolinea l’attenzione del Comune per i suoi beni culturali, ma anche il legame tra la città e la sua storia. Nel momento in cui la torre riapre è doveroso rivolgere un ringraziamento a chi, attraverso l’8 per mille, ha devoluto una parte della sua dichiarazione dei redditi al restauro di questo bene storico”.

Sardegna, ad Oristano dopo un decennio riapre la Torre di San Cristoforo: ricorda il nobile passato della città medievale

Oristano, la Torre Grande

“La prolungata chiusura della torre è stata dovuta allo stato di degrado dei solai lignei che negli ultimi anni era sensibilmente peggiorato – sottolineano gli assessori ai Lavori pubblici Francesco Pinna e alla Cultura Massimiliano Sanna - aveva raggiunto livelli tali da impedire l’apertura del monumento in condizioni di sicurezza. Lo stato di degrado dei solai in legno peggiorava man mano che si saliva di livello: il primo piano appariva compromesso in particolare dalla grande quantità di guano e carcasse di piccioni, oltre che da tarli ed insetti xilofagi, quello tra il primo ed il secondo piano, oltre che dalla presenza di guano, era stato colpito in modo importante da attacchi di insetti xilofagi, in particolare termiti. Il terzo impalcato appariva rovinato, oltre che dagli insetti, da marciume dovuto ad infiltrazioni di acqua, che avevano provocato il distacco di alcune parti lasciando a vista la soletta in cemento sovrastante”.

Il progetto di restauro, a cura dell’architetto Sara Fabbri, ha previsto la pulitura e sanificazione dal guano dei solai, la sostituzione degli impalcati lignei e delle strutture che li sopportano, delle scale e dei parapetti, il rifacimento del coccio pesto negli spalti fra la torretta e le merlature. Il progetto è stato integrato con la sistemazione di reti che permettono di risolvere l'annoso problema della presenza dei volatili. Le reti hanno un impatto visivo minimo, tale da non pregiudicare la bellezza del monumento, ma una grande utilità che consente la piena fruizione del bene. “I lavori permettono di restituire alla città un grande simbolo identitario, un monumento che consente di esaltare un periodo storico glorioso per Oristano – aggiunge l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna - siamo orgogliosi di riuscire a riaprire la torre, a mettere la parola fine su una chiusura che durava da un decennio. Altrettanto importante è consentirne la fruizione in condizioni ottimali, inserendola in un progetto di gestione affidato alla Fondazione Oristano che riguarda i più importanti luoghi e istituti della cultura comunali”.

Oristano propone un'interessante offerta di beni culturali

Oristano, la Torre Grande

Oristano già dallo scorso anno ha avviato un progetto di valorizzazione del percorso delle mura medievali, con i nuovi pannelli illustrativi ed altri elementi che, integrando quelli già esistenti, consentono una migliore conoscenza della storia del tracciato murario che cingeva la città. Il testo utilizzato per le scritte, tratto dall’iscrizione posta sulla Torre di Mariano II, ricorda la realizzazione delle opere di difesa della capitale arborense volute del sovrano giudicale alla fine del XIII secolo.

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