Umbria, in Valnerina l’antico borgo è diventato un raffinato relais: ecco il millenario Castello di Postignano

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Giovanni Bosi, Postignano / Umbria

Lo vedi svettare sul declivio di una collina nel cuore della Valnerina: uno spettacolare borgo medievale con tanto di torre di avvistamento, una chiesa affrescata e un insieme di casette in pietra. Guardandolo non puoi fare a meno di chiederti chissà quante cose potrebbe raccontare degli oltre mille anni che ha visto scorrere fra alterne vicende. E quel che balza subito agli occhi, è il recupero di quello che è stato un vero e proprio borgo fortificato. Il Castello di Postignano oggi è un relais di grande fascino, oltre che uno dei Borghi più belli d’Italia.

 

(TurismoItaliaNews) ) La cornice è la Valnerina, quella fetta di Umbria dove sono fioriti arte e spiritualità accanto alla natura. Gettando lo sguardo tutt’intorno quando si attraversa, è come avere un’immagine di quel Creato tanto caro a Papa Francesco. Tanto che fra il verde del paesaggio e l’azzurro del cielo, dei laghetti e dei fiumi, ti senti in pace con te stesso. E’ davvero uno straordinario insieme di borghi di grande bellezza, autentici scrigni di arte ed architettura tramandati nei secoli e curati dalla gente che vi si è avvicendata nel tempo, nell’anfiteatro del parco naturale dei Monti Sibillini.

Umbria, in Valnerina l’antico borgo è diventato un raffinato relais: ecco il millenario Castello di Postignano

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Tra questi c’è il Castello di Postignano, fondato tra il nono e il decimo secolo, tornato completamente a nuova vita per effetto del recupero architettonico e funzionale all’indomani del drammatico terremoto del 1997, dichiarato di interesse storico-artistico dal ministero della Cultura e trasformato in un affascinante relais, rispettoso delle antichissime origini del paese. Un “albergo diffuso”, distribuito lungo percorsi di grande effetto, dove si scoprono scorci e colpi d’occhio imprevedibili addirittura tra le alte pareti degli edifici che, se non addossati l’uno all’altro, sono stati costruiti a pochissima distanza con perizia millimetrica.

Già di per sé il castello vale l’esplorazione, con tutto quello che c’è da scoprire: “I costruttori furono i suoi stessi abitanti, contadini e artigiani – apprendiamo durante la nostra visita - Foligno e Spoleto se ne contesero a lungo il possesso. Tra il XIV e il XV secolo il borgo aveva una fiorente economia basata su agricoltura, taglio dei boschi e prodotti di acciaio e tessili”. Ma come sorte comune per tutti quegli abitati improntati più alla difesa che alla qualità della vita, agli inizi del Settecento la gente ha cominciato progressivamente ad abbandonarlo, fino a quando nel Novecento l’emigrazione verso gli Stati Uniti ne ha segnato definitivamente la decadenza. Poi nel 2007 la società Mirto, che aveva acquistato il borgo prima del terremoto, ha iniziato una complessa opera di restauro degli edifici e delle sue opere d’arte, parzialmente finanziato dalla Regione Umbria, come verificatosi per altri borghi.

L'antica Chiesa del Castello di Postignano

L'antica Chiesa del Castello di Postignano

L'antica Chiesa del Castello di Postignano

“Il restauro ha ridato al borgo le sue forme originarie e lo ha consolidato strutturalmente secondo la normativa antisismica. L’adozione di tecnologie moderne ha permesso di ottenere un elevato grado di isolamento acustico e termico, con risparmio energetico. Sono stati utilizzati materiali tradizionali per finestre, portoni, camini, pavimentazioni e nel trattamento delle facciate” ci spiegano. Persino accedere è facile grazie ad un ascensore che corre nella roccia superando tutti i dislivelli. E non sono mancate le sorprese, come spesso accade in queste circostanze: nella chiesa (un tempo dedicata a San Primiano, il cui culto era diffuso in Valnerina già dal nono secolo, e dal 1333 intitolata a San Lorenzo) sono tornati alla luce gli affreschi dell'intera parete absidale, databili alla seconda metà del XVI secolo e attribuibili alla cerchia del De Magistris, detto il Caldarola. In un'abitazione, probabilmente la cappella di un antico convento, è stato scoperto un altro ciclo di affreschi, raffigurante un Crocefisso, una Madonna e un angelo custode; il restauro non solo ha rivelato la buona qualità, ma ha consentito di recuperare la data di realizzazione e il nome del committente.

Così passeggiare per le viuzze del castello, affacciarsi dai tanti balconi che danno sulla valle sottostante, salire o scendere le scalette che collegano i diversi livelli, scoprire le mostre d’arte allestite nei vari spazi, visitare l’antica cantina dove campeggia un torchio originale, assicura un divertimento inatteso in quello che da lontano si prospetta come un borgo severo, ancorché ammaliante.

L'antica Chiesa del Castello di Postignano

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Umbria, in Valnerina l’antico borgo è diventato un raffinato relais: ecco il millenario Castello di Postignano

“Trascorrere qualche giorno a Postignano è un’occasione unica per rivivere ritmi e atmosfere di una volta, passeggiare alla scoperta del borgo e della natura circostante, fermarsi nella sua biblioteca, bere una tisana nel salotto, gustare un buon vino umbro nell'enoteca, concedersi momenti di relax alla spa o in piscina – ammiccano dal relais – ognuna diversa dall'altra, le suite sono arredate con uno stile elegante e accogliente, con oggetti di antiquariato e tessuti umbri dai colori caldi e con vista delle colline circostanti”.

E poi c’è la Casa Rosa, vero cuore del Castello: cucina semplice, attenzione alle tradizioni e alla qualità della materia prima sono la sua filosofia. Lo chef Maria Massimiani si cimenta in accostamenti originali di piatti tradizionali umbri e di altre regioni. Insomma da vedere, da scoprire e magari anche da provare…

Lo splendido Crocifisso tornato alla luce in un'abitazione, probabilmente la cappella di un antico convento

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Per saperne di più

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – twitter: @giornalista3

 

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