Francia: Chanaz, l’anima autentica della piccola Venezia di Savoia, qui il caffè racconta il mondo
Canali dalle acque tranquille, botteghe artigiane, antichi mestieri e una torrefazione che conquista i sensi: viaggio nel borgo francese che trasforma una semplice passeggiata in un'esperienza da ricordare
di Giovanni Bosi, Chanaz / Francia
Ci sono luoghi che si visitano e altri che si assaporano lentamente. Chanaz appartiene decisamente alla seconda categoria. Questo piccolo borgo della Savoia francese, adagiato sulle rive del Canale di Savière e abitato da appena cinquecento persone, ha il raro privilegio di conservare un'anima autentica. Qui non si corre. Si passeggia tra vicoli acciottolati, si osservano gli artigiani al lavoro, si ascolta il lento scorrere dell'acqua e ci si lascia guidare dai profumi che escono dalle botteghe. Non sorprende che venga soprannominato la “piccola Venezia savoiarda”: il canale attraversa il paese con discrezione, regalando scorci romantici e un'atmosfera che sembra sospesa nel tempo.
(TurismoItaliaNews) A poco più di venti chilometri da Aix-les-Bains, tra i rilievi che collegano il Giura alle Alpi e a poca distanza dal Lago del Bourget, Chanaz rappresenta una delle destinazioni più affascinanti della Savoia. Inserito tra le “piccole città di carattere”, il borgo riesce a unire patrimonio storico, natura, cultura e gastronomia in un equilibrio che conquista visitatori durante tutto l'anno. Per scoprirlo, bisogna venire qui ed assaporare il carattere slow di questo incantevole posto. Che riserva anche delle sorprese.
Un paese nato sull'acqua
La storia di Chanaz è strettamente intrecciata con quella del suo canale. Già attraversata in epoca romana da un'importante via di comunicazione, nel Medioevo la località divenne una castellania dei conti e poi dei duchi di Savoia, assumendo un ruolo strategico nei collegamenti commerciali tra il Rodano e il Lago del Bourget. Per secoli il paese ha prosperato grazie alla navigazione fluviale. Qui hanno lavoravato zatterieri, battellieri, alatori, carrettieri, sellai, facchini e addetti ai pedaggi. Era un vero crocevia commerciale dove ogni mestiere ruotava intorno al trasporto delle merci lungo il fiume. Particolarmente rinomati erano i fustieri, abili artigiani specializzati nella lavorazione del legno destinato alle imbarcazioni. Passeggiando oggi tra le sue vie si percepisce ancora quell'eredità. Le facciate medievali, i tetti ricoperti di muschio, le antiche abitazioni in pietra e gli edifici storici raccontano un passato che non è stato cancellato dalla modernità, ma valorizzato con intelligenza.
Il fascino discreto di una “Piccola Venezia”
La vita di Chanaz ruota ancora oggi intorno al Canale di Savière, un corso d'acqua lungo appena quattro chilometri ma unico nel suo genere. È infatti l'unico canale francese capace di invertire il senso della corrente in funzione delle variazioni del livello delle acque tra il Lago del Bourget e il Rodano. Le sue acque tranquille invitano alla lentezza. Si possono percorrere a bordo di piccole imbarcazioni elettriche, in canoa, sul paddle oppure durante rilassanti crociere che permettono di comprendere il ruolo storico svolto da questa via d'acqua. Anche chi preferisce restare sulla terraferma trova il modo di vivere il canale. La ViaRhôna, il celebre itinerario ciclabile che collega il Lago di Ginevra al Mediterraneo, attraversa proprio questa zona offrendo un percorso ombreggiato ideale per famiglie e cicloturisti. Le biciclette si possono noleggiare direttamente nel villaggio, così come canoe e altre attrezzature sportive.
Il borgo dove gli artigiani sono protagonisti
La vera ricchezza di Chanaz non è fatta soltanto di pietre antiche, ma soprattutto di persone. Le botteghe artigiane rappresentano il cuore pulsante del paese e trasformano ogni passeggiata in un viaggio tra mestieri antichi e creatività contemporanea. Il Mulino di Chanaz continua a lavorare come un tempo. Qui il mugnaio utilizza ancora la macina in pietra e dimostra ai visitatori come si produceva la farina seguendo tecniche tramandate da generazioni. Poco distante, nel "Giardino dei Profumi", prendono forma candele realizzate con cera vegetale e pregiate essenze provenienti da Grasse, mentre altri laboratori propongono gioielli creati con cristalli e pietre naturali. Tra le esperienze più curiose c'è la visita alla "Chiatta delle Api", dove arnie con pareti in vetro permettono di osservare da vicino il lavoro instancabile delle api. Dal miele ai cosmetici naturali, tutto racconta il prezioso contributo di questi insetti alla biodiversità. È difficile lasciare Chanaz senza acquistare qualcosa. Non si tratta soltanto di souvenir, ma di oggetti e prodotti che racchiudono la storia e l'identità del territorio.
Un patrimonio che racconta secoli di vita
L'intero paese è un piccolo museo a cielo aperto. La Maison de Boigne, il colombaio, il forno comunale, l'antica prigione e numerosi edifici storici testimoniano l'evoluzione del borgo attraverso i secoli. Molti edifici hanno cambiato funzione senza perdere la loro identità. Le antiche stalle, i fienili e le scuderie che costeggiavano il canale furono progressivamente trasformati, a partire dalla fine dell'Ottocento, in alberghi, ristoranti e strutture dedicate all'accoglienza turistica. Il Ristorante del Rodano sorse dove un tempo si trovavano le scuderie; l'Hotel Ponnet venne costruito nel 1904 al posto di una storica locanda, mentre un edificio del XVIII secolo ospitò per decenni la stazione postale. Al piano terra trovavano rifugio marinai, cavalli e viaggiatori, mentre un pozzo profondo tredici metri garantiva acqua potabile anche nei periodi di magra del fiume, senza prosciugarsi mai. Durante l'estate e nelle Giornate Europee del Patrimonio, visite guidate permettono di scoprire questi dettagli spesso invisibili agli occhi di chi attraversa semplicemente il paese.
Dove il profumo del caffè invade i vicoli
Se esiste un luogo simbolo di Chanaz, è senza dubbio la Brûlerie Terroir Café, una torrefazione artigianale che ha trasformato il profumo del caffè in uno degli elementi distintivi del borgo. Entrando nell'antica cantina recuperata nel 2009 dalla famiglia Cornetti, si viene immediatamente avvolti da un intenso bouquet di aromi. Non è una semplice degustazione: è un viaggio sensoriale che coinvolge vista, olfatto, udito e persino il tatto. Oggi ad accogliere i visitatori è Valentin Cornetti, maestro torrefattore che ha trasformato la propria passione in una vera arte seguendo le orme del padre Didier, fondatore dell’attività. Con entusiasmo accompagna gli ospiti lungo un percorso che parte dalle piantagioni di India, Costa Rica, Kenya e molti altri Paesi produttori per arrivare fino alla tazzina.
Davanti a un grande planisfero e ai sacchi colmi di chicchi verdi, ancora completamente crudi, racconta come ogni origine geografica influenzi il carattere del caffè. Alcune varietà sviluppano note fruttate, altre richiamano il cioccolato, altre ancora sorprendono con aromi floreali o speziati. “Il caffè è una bevanda che accompagna la nostra quotidianità. Desideravo restituirgli il prestigio che merita. Chi entra qui per curiosità rimane spesso sorpreso dalla sua storia”, ci racconta Valentin, diventato uno degli artigiani più conosciuti del borgo. Il momento più spettacolare arriva quando il torrefattore mette in funzione le sue storiche attrezzature. I chicchi verdi vengono sottoposti a un preciso equilibrio tra temperatura e tempo di tostatura, un processo che determina il carattere finale del caffè.
Quando i chicchi appena tostati escono dalla macchina, l'ambiente si riempie di profumi intensi e avvolgenti. È uno di quei momenti che restano impressi nella memoria. Successivamente Valentin inserisce alcuni chilogrammi di caffè nel grande macinino d'epoca, che riduce lentamente i chicchi in una polvere finissima. “Più la macinatura è fine, più gli aromi riescono a sprigionarsi” ci spiega mentre osserva la polvere profumata scendere lentamente nel contenitore di raccolta. La torrefazione utilizza esclusivamente caffè di Grade 1, cioè chicchi privi di difetti e appartenenti alla massima categoria qualitativa. Una scelta che fa la differenza rispetto ai caffè industriali di qualità inferiore, spesso ottenuti da lotti nei quali una parte consistente dei chicchi presenta imperfezioni. La visita si conclude naturalmente con la degustazione di un espresso preparato al momento, accompagnato dalla possibilità di acquistare la miscela preferita insieme a marmellate, miele, cioccolato, tè in foglia e numerose specialità gastronomiche legate al mondo del caffè.
Un borgo che invita a ritrovarsi
Chanaz non punta sugli effetti speciali. Il suo fascino nasce dalla semplicità con cui riesce a raccontare la propria storia. I battelli che attraccano lungo il canale, i ciclisti che arrivano dalla ViaRhôna, gli artigiani che lavorano davanti agli occhi dei visitatori, il profumo del caffè che invade i vicoli e il silenzio interrotto soltanto dallo scorrere dell'acqua compongono un mosaico di emozioni autentiche. È uno di quei posti dove il viaggio non si misura in chilometri percorsi, ma nel tempo dedicato ad osservare, ascoltare e lasciarsi sorprendere. E forse è proprio questo il segreto della “Piccola Venezia della Savoia”: ricordare che, a volte, il lusso più grande è semplicemente concedersi il piacere di rallentare.
Per saperne di più
explore-savoie.com/velo/viarhona
explore-savoie.com/velo/la-belle-via
explore-savoie.com/velo/tour-des-bauges
www.france.fr/it
Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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