Ravenna, dove il mare diventa futuro: la prima Capitale Italiana del Mare accende il 2026
La città romagnola conquista il nuovo riconoscimento nazionale e trasforma il suo storico legame con l'acqua in un anno di eventi, ricerca, sostenibilità e cultura
di Angelo Benedetti, Ravenna, Emilia-Romagna
Un nuovo orizzonte si è aperto davanti a Ravenna. Un orizzonte fatto di mare, innovazione, cultura e partecipazione. Per la prima volta è stato infatti assegnato il titolo di Capitale Italiana del Mare, istituito dal Dipartimento per le Politiche del Mare, e a conquistarlo per il 2026 è stata proprio la città romagnola, scelta tra ben 54 candidature provenienti da tutta Italia. Un riconoscimento che va ben oltre il valore simbolico e che premia una storia millenaria, una visione contemporanea e una comunità capace di fare rete. Con un percorso destinato a lasciare un segno duraturo nello sviluppo della città e dell'intero territorio.
(TurismoItaliaNews) Una città che vive grazie al mare, ma Ravenna non è soltanto un luogo affacciato sull'Adriatico. È un autentico sistema territoriale nel quale il mare rappresenta il filo conduttore di natura, economia, storia e qualità della vita. I nove lidi si susseguono lungo 35 chilometri di costa, tra spiagge, pinete secolari, dune naturali, valli, il Parco del Delta del Po, il porto commerciale, la Darsena urbana e un patrimonio ambientale che continua ad evolversi. Un paesaggio modellato nei secoli dalle trasformazioni della linea costiera e oggi proiettato verso una nuova dimensione digitale e sostenibile. Da sempre Ravenna dialoga con l'acqua. Lo ha fatto quando fu uno dei principali porti dell'Impero Romano, quando divenne capitale dell'Impero Romano d'Occidente, poi del regno di Teodorico e infine dell'Esarcato bizantino. Continua a farlo oggi, interpretando il mare come spazio di sviluppo, conoscenza e innovazione.
Tre grandi direttrici per raccontare il mare
Il progetto Ravenna Capitale Italiana del Mare 2026 è nato con l'obiettivo di valorizzare un patrimonio già esistente, mettendo finalmente in connessione le tante realtà che operano sul territorio.L'intero programma ruota attorno a tre grandi filoni strategici:
-Cittadinanza blu e civiltà del mare, per diffondere una cultura della conoscenza, della tutela ambientale e della partecipazione.
-A Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare, con iniziative dedicate ai cittadini e ai visitatori.
-Da Ravenna 2026 un impulso alla crescita blu e dell'Italia, per rafforzare il ruolo della città come laboratorio nazionale della blue economy.
Più che creare eventi isolati, il dossier di candidatura punta infatti a rafforzare quanto già esiste, istituzionalizzando una rete permanente tra istituzioni, imprese, centri di ricerca, operatori economici, associazioni e mondo culturale.
Un calendario che accompagna tutto l'anno
Il 2026 è così scandito da un ricco programma di appuntamenti destinati a coinvolgere pubblici diversi. “In cartellone . ha sottolineato Fabio Sbaraglia, assessore alle Politiche culturali e al Turismo del Comune di Ravenna - manifestazioni dedicate alla portualità e all'economia del mare, percorsi culturali sulla storia marittima ravennate, iniziative di educazione ambientale, attività sportive, festival, concerti sulla spiaggia, eventi gastronomici, incontri scientifici e occasioni di divulgazione.La costa, insieme al Parco Marittimo, diventerà un grande palcoscenico all'aperto nel quale musica, arte, tradizioni e paesaggio dialogheranno durante tutte le stagioni, superando definitivamente l'idea del mare come semplice destinazione estiva”.
Ambiente, biodiversità e ricerca scientifica
Uno dei pilastri del progetto è dunque rappresentato dalla sostenibilità. La tutela della biodiversità marina, la conoscenza degli ecosistemi costieri e l'uso responsabile delle risorse naturali sono al centro delle attività del 2026. Tra i progetti più significativi spicca il potenziamento del polo scientifico Cestha, destinato a connotarsi come primo centro di ricerca italiano dedicato ai cavallucci marini. Parallelamente Ravenna intende porsi come prima città italiana ad ospitare un'area marina protetta caratterizzata da fondali sabbiosi, nello specchio d'acqua compreso tra Lido di Dante e Lido di Classe, un intervento destinato a rafforzare ulteriormente la salvaguardia dell'ambiente costiero.
Perché il mare è anche un’occasione di crescita economica, con la blue economy che rappresenta uno degli assi portanti della candidatura. Porto, logistica, imprese, innovazione tecnologica, ricerca universitaria e nuove professionalità costituiscono un sistema economico dinamico che continua ad espandersi senza perdere il legame con il territorio. Il progetto intende favorire nuove opportunità occupazionali nei settori ambientali, marittimi, ingegneristici e della ricerca, promuovendo uno sviluppo capace di coniugare competitività e sostenibilità.
Inclusione, partecipazione e nuove iniziative
Accanto ai grandi temi economici trovano spazio iniziative rivolte alla comunità. Tra queste figura il Premio nazionale DonneMare, nato per valorizzare il contributo femminile nei diversi settori della blue economy. Il riconoscimento sarà assegnato nelle categorie imprenditoria e innovazione tecnologica, ambiente e ricerca, sociale e sport, destinando il premio economico a un progetto legato al mare. Grande attenzione è dedicata anche alla partecipazione attiva dei cittadini attraverso il concorso fotografico "Uno scatto per il mare", che inviterà professionisti e appassionati a raccontare il rapporto tra persone, ambiente costiero e paesaggio marino, promuovendo i valori della cittadinanza blu.
Il dialogo tra passato e futuro
Il programma del 2026 si intreccia con un altro importante appuntamento culturale: le Celebrazioni Teodoriciane, dedicate alla figura di Teodorico e alla storia della città. Il nuovo allestimento museale della cosiddetta Barca di Teodorico presso il Museo Classis offrirà un ulteriore tassello per raccontare il rapporto millenario tra Ravenna e il mare. Del resto, la città custodisce uno dei patrimoni artistici più straordinari al mondo: gli otto monumenti paleocristiani e bizantini dichiarati Patrimonio Mondiale Unesco testimoniano il ruolo che Ravenna ha ricoperto per secoli come capitale politica, religiosa e culturale dell'Europa antica. I celebri mosaici del V e VI secolo continuano ancora oggi a raccontare quella rete di relazioni, commerci e incontri tra popoli che proprio il mare ha reso possibile.
Una vocazione che guarda lontano
Ravenna è stata tra le città che nell'Ottocento hanno contribuito alla nascita della moderna vacanza balneare. Oggi rinnova quella tradizione con un modello profondamente diverso, fondato sull'accessibilità, sulla sostenibilità ambientale, sulla ricerca scientifica, sulla cultura e sulla partecipazione civica. Essere la prima Capitale Italiana del Mare significa assumersi una responsabilità nazionale: trasformare il mare in un luogo dove ambiente, economia, benessere, innovazione e memoria storica convivono in equilibrio. Il 2026 non è quindi soltanto un anno di celebrazioni, ma l'inizio di un percorso destinato a consolidare Ravenna come punto di riferimento italiano per la cultura del mare. Una città che continua a guardare l'orizzonte con la consapevolezza che proprio dall'acqua, ieri come oggi, passano le grandi opportunità del suo futuro.









