La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

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Giovanni Bosi, Santa Severina / Calabria

Dicono che Santa Severina assomigli ad una nave di pietra, sensazione resa realistica quando la nebbia avvolge la valle del fiume Neto facendo emergere lo sperone di tufo sul quale è adagiato il paese. Così la curiosità di raggiungere questo borgo annoverato tra i più belli d’Italia è fortissima. Anche perché qui da vedere c’è il possente castello normanno fatto costruire mille anni fa dal re Roberto il Guiscardo. Siamo in Calabria, a metà strada tra il mar Jonio e i monti della Sila.

 

(TurismoItaliaNews) La prima sensazione che si ha quando si guarda necessariamente dal basso il paese di Santa Severina è che sia inespugnabile e irraggiungibile, costruita per essere guardata ma non accessibile. E un tempo è stato proprio così. Oggi, per fortuna, un’agevole strada consente di arrivare fin nel cuore antico di questo borgo in provincia di Crotone. L’avventura comincia quando a piedi si cominciano a percorrere strade e stradine che conducono al punto più scenografico, Piazza Campo, dove si affacciano dando vita ad una cornice incredibile il Castello e la Cattedrale dedicata a Santa Anastasia. L’assetto è quello che ha preso forma tra l’undicesimo secolo, epoca di costruzione del maniero-fortezza, e il tredicesimo secolo, quando è stata eretta la chiesa dedicata alla patrona su impulso dall’arcivescovo Ruggiero di Stefanunzia. Ma la storia di Santa Severina comincia molto prima, tanto da lasciare persino qualche perplessità sull’origine del suo nome. Di certo, di qua sono passati tutti: Enotri, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi.

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

Quando ci si trova al centro della piazza il primo desiderio è di sedersi ad un tavolino dei bar che vi si affacciano per gustarsi le bellezze della piazza insieme a un buon bicchiere di fresco bergamotto. Poi la curiosità di varcare il suggestivo ponte a tre arcate ci spinge ad entrare immediatamente nel castello. Il ponte è da solo una spettacolare opera d’arte che oggi serve a varcare il portone nell’unico punto di contatto con Piazza Campo, complice il dislivello che ha sempre rappresentato il punto di forza dell’antica costruzione, la cui base poggia direttamente sulla roccia.

E a ben guardare la visita del castello è anche un viaggio nel tempo, tenendo conto qui sono stati allestiti il Centro di documentazione e studi di castelli e fortificazioni della Calabria, la Mostra delle armi e delle armature, i Musei Archeologici del Castello e del Territorio, e la mostra degli abiti d’epoca. Si diceva del nome del paese: città dell’Enotria già nel quinto secolo a.C. con il nome greco di Siberene, documentata da Ecateo di Mileto, ad un certo punto compare il nome di Severina, forse come latinizzazione della denominazione originario, a cui i Bizantini aggiungono l’appellativo di santa dopo la riconquista della città nell’886. Ma secondo altre interpretazioni, si tratterebbe di un omaggio a quella Santa Severina di cui i Bizantini erano devoti.

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

Nomi a parte, questo paese merita davvero di essere visitato: così quando ci si trova nel mezzo, si comprende perché è stato inserito a buon diritto nel network dei Borghi più belli d’Italia. Indubbiamente il castello è il testimonial più emblematico, sorto peraltro in un punto di antiche frequentazioni: questa era infatti il punto in cui c’era l'antico kastron bizantino, composto da strutture ecclesiali e militari, nel tempo assorbite dalla nuova fortezza via via ampliata e modificata.

“Al periodo bizantino risalgono i resti della chiesa con le pareti affrescate, la necropoli e alcuni tratti di strutture militari quali la muraglia di sbarramento e la cisterna semi-ipogea attigua alla torre tonda di sud-ovest – ci spiegano durante la nostra visita - i Normanni, che subentrarono ai Bizantini su finire dell’XI secolo, hanno costruito sullo stesso sito il loro castello e ciò ha comportato inevitabilmente la distruzione delle preesistenze architettoniche all’interno dell’antico kastron”. E neanche a dirlo qui è stato protagonista anche Federico II di Svevia: “E’ nella prima metà del XIII secolo che il castello viene riadattato per sua volontà, sebbene le tracce del suo restauro risultano in gran parte andate perdute a seguito degli ammodernamenti successivi. Le strutture di perimetro del mastio, che rappresenta la parte più appariscente dell’antico castello, sono state costruite sotto la dominazione angioina: le difese merlate aggettanti dei torrioni circolari posti agli angoli e le difese merlate delle cortine, dotate di arcaici punti di sparo, evidenziano l’età di costruzione. Sotto il dominio degli Aragonesi il castello non ha subito rifacimenti invasivi, sebbene siano stati introdotti alcuni significativi punti di sparo nei torrioni circolari agli angoli del mastio. Agli Sculco prima e ai Greuther poi, va il merito di avere ammodernato nel corso del XVII e del XVIII secolo la residenza feudale, ingentilendola attraverso la costruzione di volte a schifo (ottenute sezionando una volta a padiglione con un piano orizzontale) dipinte e decorate”.

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

Un risultato notevole da quel che si può vedere, così come tutto l’insieme è di grande interesse. Incluso tutto il resto che si affaccia su Piazza Campo: la Cattedrale, costruita alla fine del XIII secolo, modificata e abbellita nei secoli successivi dagli arcivescovi che si sono susseguiti, soprattutto ai primi del Settecento; e poi il Battistero, vero gioiello dell'arte bizantina dei secoli VII-IX e forse l’opera architettonica più preziosa del borgo.

Santa Severina è la conferma ulteriore della bellezza della Calabria e dei suoi innumerevoli paesi interni, tutti con un patrimonio artistico da presentare e sicuramente anche grandi tradizioni da far conoscere.

La “nave di roccia” della Calabria: ecco Santa Severina e il Castello-fortezza sullo sperone di tufo nero

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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