Puglia, un patrimonio d’altri tempi affascinante e misterioso: il Dolmen della Chianca, a Bisceglie

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Per la comunità scientifica internazionale è uno dei meglio conservati e più belli d'Europa. E’ il Dolmen di Bisceglie, in Puglia, l’affascinante e misterioso reperto funerario risalente all'età del bronzo, costruito con lastroni di pietra e dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La fertilità del suolo e le caratteristiche climatiche hanno fatto di questa zona, già nel lontano passato, un luogo adattissimo per gli insediamenti: a dimostrarlo ci sono importanti siti archeologici come le Grotte di Santa Croce e gli imponenti monumenti megalitici dell’età del bronzo.

 

(TurismoItaliaNews) Il Dolmen della Chianca ha preso il nome dall’omonima località dove nel 1909 è stato scoperto dall'abate - archeologo Francesco Samarelli e poi oggetto di ricerche e scavi da parte degli archeologi Mosso e Gervasio. Il tumulo a galleria trovava la sua collocazione in una grande specchia, evidenziata in una storica fotografia degli Alinari risalente ai primi del secolo; un grande albero di ulivo affondava le sue radici nel dròmos e per la sua solennità fu risparmiato durante la campagna degli scavi. Questo dròmos - lungo 7.50 metri - è orientato ad est ed al suo interno contava diverse sezioni di seppellimento con divisioni di lastre calcaree, oggi non più visibili; l'unica parte ben conservata è la cella terminale, alta 1,80 metri e composta da tre grandi lastroni verticali su cui poggia quello di copertura di 2,40 per 3,80 metri.

 

Particolarmente significativa la scoperta di varie deposizioni di un anziano, di un ragazzo di 12 anni e di altri tre scheletri insieme ad un ricco corredo di vasellame di colore nero lucido, completo di una fuseruola eptagonale, di piccoli vasi, una scodellina e un boccale monoansato. Tra i reperti più significativi, conservati nel Museo Archeologico di Bari (ceramiche ed elementi ornamentali in bronzo, osso e ambra), c’è anche una "falera" in bronzo, monile probabilmente indossato da una giovane donna, con vaghi di ambra, ben attestata nel Piceno. Alla luce di recenti studi e ricerche, il repertorio vascolare del Dolmen della Chianca trova confronti con i reperti rinvenuti in altri contesti archeologici pugliesi, tra i quali si enumerano il Dolmen di Giovinazzo, di Masseria Frisari, gli ipogei della Madonna di Loreto a Trinitapoli e Terra di Corte a San Ferdinando di Puglia, compresi nell'ambito della media età del Bronzo.

Il Dolmen biscegliese, spiegano gli esperti, non è mai stato oggetto di sacrifici di vittime ma il terreno ha riportato alla luce solo un pithos (o recipiente) con resti di carbone, manifestazione di un rito funerario, accompagnato da deposizione di offerte di giovani parti di animali. I corpi rinvenuti nel dròmos erano rivolti tutti ad oriente e ricoperti da uno strato soffice di terra di circa 20-30 centimetri. I vecchi resti umani, spostati dalla loco collocazione originaria per far posto ai nuovi, erano accantonati in una sezione iniziale e associati a suppellettili, ridotte a frammenti vari.

Com’è nato il Sospiro
dolce tpico di Bisceglie

La leggenda racconta che nel XVI secolo per festeggiare degnamente il matrimonio tra Lucrezia Borgia e Alfonso I d’Aragona, le suore di clausura del convento di San Luigi, prepararono un dolce in attesa dei due novelli sposi che in città non giunsero mai “sospirando” in vano la loro attesa. “Il Sospiro tipico dolce del luogo, nato da questa presunta leggenda – spiega Giovanni Di Liddo - è definito come il dolce della beatitudine, ricoperto da un corpo lucido di glassa rosa realizzato internamente con pan di spagna farcito con crema.

 

E comunque il territorio di Bisceglie (in provincia di Barletta – Andria - Trani) offre agli studiosi grandi insediamenti preistorici che vanno dal Paleolitico Medio all’età del Bronzo, collocati in punti strategici ed elevati dell'agro detti "Matine". Si praticava sin dal sesto millennio l'agricoltura, ben documentata dal rinvenimento di macine in trachite e da chicchi di grano scoperti nell'interno della nota Grotta di Santa Croce, nonché la raccolta dei molluschi nelle località Cave di Mastrodonato, Cala Pantano e il Villaggio di Carrara San Francesco. Il comune è caratterizzato da testimonianze di architettura megalitica, racchiuse in grandi specchie o cumuli di pietra circolari denominati tumuli a galleria o Dolmen; oltre a quello della Chianca se ne annoverano altri tre: Albarosa, Masseria Frisari e Paladini, considerati sepolture multiple di uno stesso clan endogamico, in posizione rannicchiata o fetale da attribuirsi alla fase del Bronzo Medio (XVI – XV secoli avanti Cristo).

Di per sé anche la città di Bisceglie merita di essere scoperta passeggiando per il borgo antico fino ad arrivare alla costruzione in pietra bianca della cattedrale di San Pietro, fondata nel 1073, nella cui cripta si conservano le reliquie dei santi martiri protettori Mauro Vescovo, Sergio e Pantaleone. Da vedere anche la chiesa di Santa Margherita del XII secolo, l’antica abbazia di Sant’Adoeno fondata nel 1074 con la fonte battesimale dell’XI secolo, il castello Svevo-Angiono con la preziosa chiesa di San Giovanni in Castro del X secolo e le mura pentagonali, intervallate da torrioni e bastioni, fatte costruire dal re Ferdinando I (1490-92) per far fronte alla minaccia dei turchi e poi rafforzate sotto gli Spagnoli.

Torna all'antico ed originario splendore
il Torrione di Sant'Angelo

Tornato libero dalle impalcature, ha mostrato il suo antico ed originario splendore il Torrione di Sant'Angelo. L’imponente struttura compresa nelle mura aragonesi, è stata ripulita dalle incrostazioni e i sedimenti del tempo, rimossi anche i cavi elettrici agganciati ai blocchi di pietra secolari. Ora il Torrione illumina con la sua bellezza l'intera zona portuale. Si comincia ad intravedere l'effetto finale che si avrà a conclusione dei lavori che prevedono anche il posizionamento di basole in pietra al posto dell'asfalto su tutta la sede stradale e la realizzazione di una nuova illuminazione artistica dell'area.
 

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