[ REPORTAGE ] Parco Nazionale Torres del Paine, il bello del Cile è nella provincia di Última Esperanza, regione di Magellano e Antartide Cilena
Giuseppe Botti, Parco Nazionale Torres del Paine / Cile
È conosciuto in tutto il mondo per i massicci che gli danno il nome, giganteschi graniti modellati dalla forza glaciale. Se amate gli spazi infiniti, se desiderate provare lo spirito di avventura e il senso di libertà davanti alla Natura intonsa, allora dovete venirci. E’ il Parque Nacional Torres del Paine, provincia di Última Esperanza, regione di Magellano e Antartide Cilena, tra le Ande e la steppa della Patagonia, nel sud del Cile. Spazi che l’Unesco ha voluto classificare Riserva della Biosfera. Un viaggio fantastico.
(TurismoItaliaNews) Guardandoti intorno ti assale l’emozione. Il paesaggio è di una tale bellezza che neppure quella copiona dell’intelligenza artificiale riuscirebbe a riprodurre. Solo la Natura sa creare tutto questo. E ti chiedi come l’Umanità nella sua interezza non possa non sentirsi coinvolta nella sua protezione, adottando comportamenti che assicurino anche alle generazioni future quello che i tuoi occhi ora stanno guardando. Respiri a pieni polmoni e non vorresti mai andare via. Tutto questo è reale, non è lo screensaver del tuo computer. Siamo nell’emisfero sud del mondo, in Cile, Paese straordinario che dona tanto a chi ama viaggiare lontano dai soliti itinerari.
E sì che da queste parti arrivano quasi 300mila persone all’anno, tenute a rispettare le regole del Parco Nazionale applicate per un’area protetta di 227.298 ettari, così come stabilito dal Piano di Gestione allo scopo di garantirne la conservazione. Perché i suoi principali abitanti sono la fauna e flora: specie faunistiche come il nandù, il pesce tegola, la civetta, il puma, le volpi grigie e le volpi rosse, i marà, i nandù, i condor delle Ande, la moffetta delle Ande, la volpe rossa, il kodkod (un piccolo gatto selvatico), l’orso dagli occhiali (l’unico del sud America) oltre a diversi tipi di rettili, anfibi e pesci; più comuni il fenicottero del Cile e l’anatra muschiata. La flora conta 274 specie di piante classificate in steppa patagonica, macchia preandina, foresta di Magellano (dove predomina il lenga) e deserto andino. Uno scenario che è valso a questa porzione di Cile la dichiarazione di Riserva della Biosfera dal Programma Uomo e Biosfera (Mab) dell'Unesco, come ulteriore suggello di protezione dopo la classificazione a parco nazionale da parte dello Stato.
Insomma un'area di grande bellezza paesaggistica, con montagne, crinali, dirupi, cascate, fiumi come il río Paine, laghi (tra i quali il Grey, Pehoé, il Nordenskjöld e il Sarmiento), ghiacciai (Grey, Pingo, Tyndall e Geikie, appartenenti al Campo de Hielo Patagónico Sur) e lagune. La cima principale del complesso del Cerro Paine sfiora i 3.050 metri di quota; le Torres del Paine - gruppo di enormi monoliti di granito formati dall'affioramento di un laccolite di roccia ignea, che nel tempo è stato eroso dall'azione del ghiaccio, dell'acqua e dei venti - sono la principale attrazione turistica del parco; e poi i Cuernos del Paine. Più in dettaglio, sono tre le torri che formano il gruppo: la Torre Central, alta quasi 2.800 metri; la Torre Norte (chiamata anche Torre Monzino perché fu scalata per la prima volta da Guido Monzino); la Torre Sur (scalata per la prima dalla spedizione del Cai di Monza nel 1963).
Ed è straordinario capire come la Natura ha saputo adattarsi nel corso dei millenni consentendoci oggi di apprezzare quattro zone ecologiche ben definite. A partire dalla macchia preandina: nelle pianure e nelle formazioni simili ad altipiani, le specie presenti sono per lo più adatte al risparmio idrico a causa della loro esposizione ai forti venti; poi la Foresta di Magellano decidua: tutte le essenze arboree e arbustive appartengono a questo ecosistema, dove il Lenga (Nothafagus pumilio) è la specie dominante. Quindi la Steppa della Patagonia: nelle pianure e nelle formazioni simili ad altipiani esprime un clima freddo semiarido e precipitazioni fino a 400 millimetri all'anno; il paesaggio qui è punteggiato da specie erbacee perenni di altezza medio-bassa, che crescono in depressioni del terreno come fossati. Il Deserto andino corrisponde ad una zona dove la vegetazione si sviluppa solo fino ad un'altezza di 1 metro e mezzo, ma le condizioni climatiche estreme e l’altitudine non consentono più di tanto. Peraltro parte della flora è esclusiva della Riserva e della Provincia di Última Esperanza, non è possibile trovarla altrove…
Se il Parco richiama turisti da tutto il mondo, è soprattutto a noi europei che fa impazzire. Il 75% degli arrivi è infatti dal Vecchio Continente e spesso si abbina la visita con il parco nazionale di Los Glaciares, dall’altra parte del confine con l’Argentina. Di fatto il Parque Torres del Paine è una delle undici aree protette della regione di Magellano e dell'Antartide Cilena, insieme ad altri quattro parchi nazionali, tre riserve nazionali e tre monumenti nazionali. Le città di riferimento sono Puerto Natales (112 km a nord, base di partenza per visitare il parco) e Punta Arenas (distante 312 km). Quest’ultima ha una storia particolare: fino all’0apertura del Canale di Panama, nel 1914, è stata il principale punto di transito per i collegamenti tra l’Atlantico e il Pacifico. Una porzione consistente dei suoi abitanti ha origini croate, in particolare della Dalmazia, come effetto dell’immigrazione avvenuta alla fine del XIX secolo sull’onda della febbre dell'oro nella vicina Terra del Fuoco. Oggi Punta Arenas, collocata sulla penisola di Brunswick, è conosciuta per il Carnevale dell'Inverno.
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