Croazia, settembre sa di vendemmia: viaggio sulle strade del vino tra vigne, isole e antichi vitigni

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Dai pendii di Plešivica alle cantine di Ilok, dalla Kraljevina del Prigorje alla Malvasia istriana, fino ai vigneti affacciati sull’Adriatico: settembre apre una stagione particolarmente invitante per scoprire la Croazia attraverso il vino

Vendemmie, produttori, cucina locale e paesaggi accompagnano un itinerario che attraversa alcune delle aree vitivinicole più rappresentative del Paese. E sì, perché settembre profuma d’uva e di mosto anche in Croazia. L’estate cede progressivamente il passo ai colori più intensi della nuova stagione, le campagne cambiano aspetto e nei vigneti arriva uno degli appuntamenti più importanti dell’anno: la vendemmia.

 

(TurismoItaliaNews) Foliage, ma non solo. L’autunno è un periodo che offre una prospettiva differente sulla Croazia, ideale per combinare natura, cultura, gastronomia e una tradizione enologica profondamente legata all’identità delle diverse regioni. A due passi dall’Italia, appena al di là del confine nazionale, vale davvero la pena di andare a vivere un’esperienza che consenta di scoprire un territorio molto interessante. Il filo conduttore può essere dunque quello dell’enoturismo.

Croazia, settembre sa di vendemmia: viaggio sulle strade del vino tra vigne, isole e antichi vitigni

Croazia, settembre sa di vendemmia: viaggio sulle strade del vino tra vigne, isole e antichi vitigni

Le strade del vino diventano il filo conduttore di un viaggio capace di spingersi dalle campagne nei dintorni di Zagabria alla Slavonia orientale, proseguendo verso la Dalmazia, l’Istria e le isole del Quarnaro. Cantine, aziende vitivinicole e punti ristoro permettono di degustare vini e specialità stagionali, incontrare i produttori e conoscere vitigni autoctoni che raccontano caratteristiche e peculiarità dei territori di provenienza. L’inizio dell’autunno coincide inoltre con la raccolta dell’uva. Le visite nelle cantine consentono di avvicinarsi alle tecniche produttive e alle varietà locali, mentre feste e appuntamenti all’aperto trasformano la vendemmia in un momento di condivisione e celebrazione della cultura locale.

Sveti Ivan Zelina, la terra della Kraljevina del Prigorje

Tra gli itinerari da seguire figura la Strada del vino di Sveti Ivan Zelina, nella regione di Zagabria, attraverso un territorio storicamente legato alla viticoltura e caratterizzato da vigneti e piccoli villaggi. Le aziende e le cantine dei produttori locali rappresentano altrettante tappe per conoscere una tradizione enologica consolidata. Accanto ai vini ottenuti da vitigni internazionali emerge soprattutto la Kraljevina del Prigorje, varietà autoctona a bacca bianca e una delle espressioni più caratteristiche della produzione locale. Il vino diventa così una chiave di lettura del paesaggio, ma anche un’occasione per entrare in contatto con consuetudini e conoscenze tramandate nel tempo.

Plešivica, bollicine e bianchi a pochi chilometri da Zagabria

A breve distanza dalla capitale, Plešivica si presenta come una delle destinazioni enologiche più interessanti della Croazia. Pendii soleggiati e vigneti curati disegnano un territorio particolarmente rinomato per la produzione di spumanti e vini bianchi di alta qualità. Molte cantine sono a conduzione familiare e propongono degustazioni che consentono di conoscere direttamente una cultura del vino trasmessa da generazioni. L’esperienza non si limita quindi al calice: percorrere la Strada del vino di Plešivica significa avvicinarsi alle famiglie produttrici, alle vigne e a una tradizione che continua a caratterizzare questa parte del Paese.

Croazia, settembre sa di vendemmia: viaggio sulle strade del vino tra vigne, isole e antichi vitigni

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Ilok, vino e storia nella Slavonia orientale

Il viaggio cambia scenario raggiungendo la Slavonia orientale, con la Strada del vino di Ilok. Qui patrimonio storico, paesaggio e produzione enologica si incontrano in un itinerario che ha nella stessa città di Ilok uno dei suoi principali riferimenti. Gran parte delle aziende vitivinicole si trova direttamente nel centro abitato, nel quale enoteche e cantine testimoniano il ruolo assunto dal vino nella vita e nell’identità locale. Sulle colline circostanti crescono graševina, riesling, pinot, silvanac e frankovka, varietà che restituiscono la diversità della produzione vinicola di questa parte della Croazia. Alla scoperta dei vini si affianca quella del patrimonio. Una passeggiata tra il Castello Odescalchi e i punti panoramici di Vukovo e Principovac consente di osservare la campagna circostante e inserire l’esperienza enologica in un contesto storico e paesaggistico più ampio.

Dalmazia, vigne sospese tra pendii e Adriatico

Verso sud cambia ancora il rapporto tra vite e territorio. In Dalmazia, da Zara fino a Konavle, il vino costituisce parte integrante dell’identità locale. I vigneti occupano anche pendii ripidi e terreni difficili da raggiungere, in uno scenario costantemente legato alla presenza dell’Adriatico. La produzione è caratterizzata dalla predominanza delle uve a bacca rossa, mentre tra le varietà simbolo figurano plavac mali e pošip. A queste si aggiungono numerosi vitigni autoctoni, tra cui maraština, bogdanuša, debit e kujundžuša, testimonianza della biodiversità enologica della regione. Alcune delle zone maggiormente vocate alla produzione sono le isole di Korčula, Hvar e Brač e la penisola di Pelješac. Tradizione e innovazione procedono insieme grazie anche a un numero crescente di piccoli produttori impegnati a valorizzare le caratteristiche specifiche dei rispettivi territori, ottenendo sempre più riconoscimenti internazionali.

Croazia, settembre sa di vendemmia: viaggio sulle strade del vino tra vigne, isole e antichi vitigni

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Dalla Malvasia istriana alla Žlahtina: il vino guarda il mare

Un altro grande capitolo dell’enologia croata conduce verso Istria e Quarnaro, regione vinicola che comprende la penisola istriana, l’area di Fiume – Rijeka e le isole di Krk, Cherso, Rab e Lussino. La tradizione della vite affonda qui le proprie radici nell’antichità e beneficia dell’incontro tra clima mediterraneo e continentale, una combinazione che favorisce un’articolata produzione di vini. L’Istria identifica una parte importante della propria produzione con la Malvasia istriana, uno dei bianchi più rappresentativi della regione, e con il Terrano, vitigno a bacca rossa particolarmente legato alle condizioni dell’entroterra. Nel Quarnaro la protagonista è invece la Žlahtina, uva bianca tipica dell’isola di Krk e apprezzata per la sua qualità. Vitigni e vini diventano così altrettanti elementi distintivi di territori affacciati sullo stesso mare ma caratterizzati da specificità differenti.

Osijek accende l’autunno con HeadOnEast

Il calendario della nuova stagione propone anche appuntamenti capaci di riunire vino, gastronomia, musica e cultura. Dal 2 al 4 ottobre, a Osijek, in Slavonia, torna HeadOnEast. La storica cittadella barocca di Tvrđa ospita degustazioni, laboratori gastronomici, musica dal vivo, installazioni e iniziative rivolte a tutte le età. Il festival diventa così un punto di partenza per conoscere Slavonia e Baranja attraverso convivialità e cultura della tavola. Anche in questo territorio il vino conserva un ruolo di primo piano. Slavonia e Podunavlje figurano infatti tra le principali aree vitivinicole croate e la Graševina, uno dei vitigni più rappresentativi della regione, è diventata quasi un simbolo di questo paesaggio fatto di pianure e vigneti.

Croazia, settembre sa di vendemmia: viaggio sulle strade del vino tra vigne, isole e antichi vitigni

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Local Host, il soggiorno punta sull’identità del territorio

Il rapporto con la cultura locale prosegue anche attraverso l’ospitalità. La Croazia propone ai visitatori le strutture certificate Local Host, nelle quali il soggiorno punta sull’utilizzo di materiali naturali, prodotti del territorio e ingredienti stagionali, accompagnati da attenzione verso ambiente e comunità. Gli host aiutano inoltre i viaggiatori a conoscere la destinazione attraverso consigli, esperienze e attività pensate per valorizzarne le caratteristiche culturali. Settembre diventa così un invito a leggere la Croazia attraverso un mosaico di produzioni e tradizioni differenti. Dai filari delle campagne alle cantine familiari, dalle varietà autoctone alle tavole imbandite, dalle colline continentali ai vigneti che guardano l’Adriatico, ogni territorio propone la propria interpretazione del vino.

Un patrimonio che si inserisce nella più ampia varietà dell’offerta croata: oltre 1.200 isole, natura, monumenti storici, prodotti enogastronomici, attività sportive e strutture dedicate al benessere. Con l’arrivo dell’autunno, però, sono soprattutto vigne, vendemmie e calici a suggerire un modo diverso di attraversare il Paese: seguendo le strade del vino e lasciando che siano i territori, vendemmia dopo vendemmia, a raccontare la propria identità.

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