La gastrodiplomazia di Turchia e Romania, come celebrare la cooperazione e l’amicizia in modo gustoso
di Giovanni Bosi
Perché no? In fondo la tavola - dove è di scena la condivisione - mette d’accordo tutti, rivelandosi un’ulteriore opportunità per intessere amicizia e collaborazione. La dimostrazione arriva da Turchia e Romania, che nel nome della gastrodiplomazia mandano in scena un esempio concreto di vicinanza. Con uno spunto che sa tanto di tradizione: l’influenza ottomana nelle rispettive cucine. Ecco in che modo.
(TurismoItaliaNews) Un ponte di storia e culture: quasi 150 anni di relazioni e identità condivise. Quella che unisce Romania e Turchia - anzi Türkiye per usare la denominazione preferita da Istanbul – è una storia diplomatica che inizia nel 1878, con le comunità che custodiscono lingua, cultura e tradizioni, rapporti umani sedimentati nel tempo e una reciproca considerazione positiva che accompagna le relazioni istituzionali. Ecco dunque che i due Paesi raccontano un secolo e mezzo attraverso un patrimonio di legami storici, culturali e sociali che offre una chiave di lettura particolarmente interessante anche per chi guarda a questi luoghi attraverso il viaggio e la conoscenza delle rispettive identità.
Nel corso del tempo Romania e Türkiye hanno sviluppato solidi rapporti politici, economici e culturali, affiancati da legami umani che contribuiscono ancora oggi a definire la qualità delle relazioni bilaterali. Ecco quindi che è proprio la componente culturale e sociale a restituire uno degli aspetti più significativi di questa lunga storia. A Bucarest e dintorni le comunità turca e tatara rappresentano una presenza tutelata dalla Costituzione e inserita nel mosaico delle minoranze nazionali del Paese. L’articolo 6 della Costituzione romena garantisce infatti alle minoranze nazionali il diritto alla conservazione, allo sviluppo e all’espressione della propria identità etnica, culturale, linguistica e religiosa, comprendendo anche l’istruzione nella lingua materna.
Turchi e tatari turchi, insieme ad altri 18 gruppi minoritari, esercitano questi diritti attraverso proprie organizzazioni. Una tutela che si traduce anche in rappresentanza istituzionale: ogni organizzazione delle minoranze possiede lo status di partito politico e i diversi gruppi sono rappresentati in Parlamento in proporzione alla loro popolazione. La comunità turca e quella tatara turca dispongono ciascuna di un seggio nel Parlamento romeno.
Dalla storia alla partnership strategica
Su questo patrimonio di relazioni si è sviluppato anche il dialogo contemporaneo tra Bucarest e Ankara. Nel 2011 la firma della Dichiarazione di partenariato strategico ha innalzato il livello delle relazioni bilaterali, con l’obiettivo condiviso di intensificare la collaborazione in ogni settore. Nel 2013 è stato siglato il relativo Piano d’azione, mentre nel 2024 è stato istituito il Consiglio di cooperazione strategica di alto livello Türkiye-Romania. Gli scambi di visite testimoniano la continuità di questo rapporto e accompagnano una relazione costruita sull’amicizia e su un dialogo costante.
La Romania sostiene ad esempio l’adesione della Türkiye all’Unione Europea. Il Mar Nero rappresenta uno degli spazi della cooperazione tra i due Paesi. Sempre nel 2024 Türkiye, Romania e Bulgaria hanno costituito il Black Sea Mine Countermeasures Task Group – Mmc Black Sea, finalizzato a contribuire alla sicurezza marittima rispetto alla minaccia delle mine navali.
La tradizione condivisa a tavola
Abbiamo parlato di tavola e di quanto di un Paese si ritrova nel cibo dell’altro. La cucina rumena ha assorbito nel corso dei secoli molteplici tradizioni dell'Impero Ottomano, condividendo piatti simbolo come il döner kebab, la moussaka e varianti di dolci a base di miele e frutta secca come il baklava. Inevitabilmente il cibo e la vicinanza culturale fanno da ponte per milioni di turisti e viaggiatori: la Turchia è una meta di riferimento per i visitatori romeni (agevolati anche da accordi di viaggio con la sola carta d’identità) e viceversa, con un forte interscambio economico e gastronomico.
La gastrodiplomazia dentellata
Iniziative diplomatiche ma anche postali: in questo 2026 due Paesi hanno promosso la propria eredità gastronomica anche attraverso canali insoliti della diplomazia culturale, come l’emissione congiunta di francobolli celebrativi che raffigurano piatti iconici quali il döner kebab, la moussaka di melanzane e il baklava, sullo sfondo di Istanbul. Al di là degli accordi e delle strutture istituzionali, resta insomma la dimensione forse più immediata di questa relazione: il rapporto tra le popolazioni. La lunga amicizia tra i due Paesi ha contribuito a costruire, tanto tra i turchi quanto tra i romeni, un atteggiamento molto positivo gli uni verso gli altri. In dettaglo, la composizione dentellata (entrata in circolazione il il 30 giugno 2026) mette a confronto le identità gastronomiche dei due Paesi. La parte turca, a sinistra, presenta döner, melanzane musakka e baklava, accompagnati da immagini evocative della Turchia; quella romena, a destra, propone carpa affumicata della regione di Țara Bârsei, marmellata di prugne di Topoloveni e formaggio Ibănești.
Sono prodotti scelti per raccontare tradizioni, territori e patrimonio culinario attraverso la filatelia. Va detto che un precedente filatelico lega i due Stati: già nel 2013 Turchia e Romania avevano realizzato un'emissione congiunta per il 135° anniversario delle relazioni diplomatiche e dell’amicizia tra i due Paesi. L'emissione del 2026, però, non è legata a un anniversario diplomatico specifico: sceglie invece la gastronomia come linguaggio della diplomazia culturale. In definitiva: la conoscenza reciproca in uno degli aspetti più interessanti del lungo rapporto tra i due Paesi.
Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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