Tazio Nuvolari, un museo per il campionissimo

Giovanni Bosi, Mantova

I suoi trofei, i cimeli che rievocano un'autentica epopea dell'automobilismo italiano del Novecento. Con un nome che è di per sé leggenda: Nuvolari. Al grande Tazio - "Nivola" come amavano chiamarlo - è dedicato il Museo Nuvolari allestito a Mantova in alcune sale al piano terra del Palazzo Ducale. Visitarlo significa rivivere la saga di un grande pilota che ancora oggi fa sognare.

 

(TurismoItaliaNews) "Figlio del diavolo", "Figlio del vento", "moschettiere del rischio", "mantovano volante", "Nivola", "campionissimo", "asso", "maestro". A Tazio Nuvolari, classe 1892, lo hanno chiamato in tanti modi. Ed ogni espressione è sinonimo della qualità che più di ogni altra è diventata patrimonio dell’immaginario collettivo: l’uomo più veloce del mondo. Enzo Ferrari lo ha definito "il più grande di tutti", Ferdinand Porsche lo considerava "il più grande pilota del passato, del presente, del futuro".

 

La visita al Museo Tazio Nuvolari è un’esperienza interessante. In attesa di una sede definitiva, la raccolta di cimeli e testimonianze è al momento una specie di mostra itinerante considerando le diverse location in cui ha dovuto traslocare nel tempo. E se ci fosse più spazio, vi sarebbero ben più materiali da visionare, a cominciare dalle splendide auto guidate dal grande pilota.

 

In ogni caso, se si è a Mantova, il museo merita sicuramente una visita. E’ proprio in questa città che Nuvolari si è spento l’11 agosto 1953. Inaugurato nel 1985 sulla base di una precisa disposizione testamentaria del pilota, che affidò i1 suo patrimonio sportivo all'Automobile Club Mantova (di cui fu presidente per ben sette anni, dal 1946 sino alla sua scomparsa) il museo è stato rinnovato nel 2003 in occasione delle celebrazioni per il 50° della sua scomparsa. L’esposizione è gestita da un comitato di cui fanno parte l’Automobile Club Mantova, i1 Comune di Mantova e la Provincia di Mantova. Dal 1985 sino alla fine del 2008 il Museo è stato collocato in un’ala del trecentesco Palazzo del Podestà, in piazza Broletto. Da settembre 2010 l’esposizione temporanea del Museo Tazio Nuvolari è ospitata nelle suggestive Sale del Capitano, nel complesso di Palazzo Ducale.

 

 La Storia

Tazio Nuvolari è nato a Castel d’Ario il 16 novembre 1892 e si è spento a Mantova l'11 agosto 1953. Era alto 1,65 e pesava 55 kg. Ha iniziato a correre a 28 anni, nel 1920, ed ha continuato a farlo, prima in moto e poi in auto, fino al 1950. A 58 anni ha disputato la sua ultima gara, vincendola. Nel corso della sua lunga vita sportiva ha partecipato a ben 353 competizioni, 124 in motocicletta e 229 in automobile, conquistando 105 vittorie assolute e 77 di classe e facendo registrare per 100 volte il giro più veloce.

E' stato sette volte campione italiano ed ha conquistato 5 primati internazionali di velocità, stabilendo nel 1935 il record dei 330,275 chilometri orari. E' stato anche coinvolto in numerosi gravi incidenti, riportando ferite e fratture in tutto il corpo. Ha rischiato di morire bruciato vivo nel rogo della sua macchina o di rimanere schiacciato dal peso della vettura. Ma nulla lo ha mai fermato. Le sue imprese hanno fatto di lui una leggenda.

 

La collezione del Museo racconta la straordinaria avventura di Nuvolari, attraverso i trofei e le coppe vinte nell’intero arco della sua attività sportiva. Numerosi gli effetti personali del campione: caschetti, guanti, occhiali, tute e l’inseparabile maglia gialla. In evidenza anche il telegramma inviato da Gabriele D’Annunzio e la riproduzione della famosa tartaruga d’oro che il Vate regalò a Nuvolari prima della vittoria della Targa Florio del 1932: "All’uomo più veloce del mondo, l'animale più lento sulla terra". Si possono ammirare inoltre lettere autografe e documenti, un'esposizione di preziosi modellini in scala e una selezione di inediti filmati d'epoca che documentano la carriera sportiva del "Mantovano volante".

 

Che Tazio Nuvolari sia un simbolo tutto italiano non c’è dubbio: per avere un’idea dell’affetto che si è nutrito e si nutre nei suoi confronti basti considerare che gli sono stati dedicati libri, poesie, canzoni e anche vie, piazze e persino tre monumenti: a Mantova, a Castel d’Ario e a Roma.

 

Gran Premio Nuvolari: la storia
11 agosto 1953: la scomparsa di Tazio Nuvolari suscita grande commozione in tutto il mondo. La notizia arriva come un fulmine anche a Brescia e colpisce profondamente gli uomini della Mille Miglia. Giovanni Canestrini, Renzo Castagneto e Aymo Maggi che, assieme a Franco Mazzotti - scomparso durante la seconda Guerra Mondiale - hanno ideato e realizzato la "corsa più bella del mondo", decidono di ricordare la memoria del pilota che, più di ogni altri, ha contribuito alla fama della celebre gara. Da questi sentimenti di ammirazione e riconoscenza verso Nivola nasce nel 1954 il Gran Premio Nuvolari, una prova speciale a cronometro lungo un percorso di 132 chilometri attraverso la pianura Padana, con partenza da Cremona, transito per Mantova e arrivo a Brescia.

 

Da allora, tutti i grandi piloti impegnati nella famosa competizione si sono dati battaglia per conquistare l'ambito Gran Premio Nuvolari della Mille Miglia. L'incidente avvenuto nell'edizione del 1957 a Guidizzolo, in provincia di Mantova, con l'uscita di strada di De Portago pone tristemente fine alla Mille Miglia e, con essa, al Gran Premio Nuvolari, che ritornerà solo nel 1991.

Oggi, la Scuderia Mantova Corse e il Museo Tazio Nuvolari rievocano il Gran Premio Nuvolari: la formula, regolarità internazionale riservata ad auto storiche, consente ai piloti delle nuove generazioni di cimentarsi sulla vetture che scrissero la storia di quei giorni, rendendo omaggio al pia grande, e al pia audace dei loro predecessori. 

 

Museo Tazio Nuvolari
Piazza Sordello 42
46100 Mantova
tel. +39 366 4218816
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.-
www.tazionuvolari.it  
Aperto sabato e domenica dalle 10 alle 18 (orario continuato)

 

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