[ REPORTAGE ] Giappone, l’arte delle bacchette: quando un gesto quotidiano diventa rituale e acquistarle è ben più di un souvenir
Giovanni Bosi, Tokyo / Giappone
Diciamolo subito: in questo Paese l’uso delle bacchette non è soltanto un’abitudine tramandata nei secoli: è un vero e proprio rituale sociale, un linguaggio silenzioso che racconta rispetto, armonia e attenzione verso chi condivide la tavola. In Giappone le bacchette - hashi - sono l’estensione naturale della mano, un simbolo di educazione e identità culturale. Non stupisce, quindi, che la loro scelta, il modo in cui vengono impugnate o riposte, siano parte integrante di un galateo complesso e affascinante. E non sforzarsi ad usarle quando si è a tavola sarebbe un vero peccato. Perché anche questo fa parte dell’esperienza nel Paese del Sol Levante.
(TurismoItaliaNews) Dunque un codice di comportamento antico e attualissimo. In un ristorante giapponese, ma persino quando si sceglie lo street food, le bacchette non si “usano soltanto”: si onorano. Niente gesti bruschi, niente bacchette piantate verticalmente nella ciotola di riso - gesto che richiama i riti funebri - e soprattutto nessun “passaggio” di cibo da una bacchetta all’altra, altra immagine legata alla cremazione. Il modo in cui si tengono, si appoggiano al hashioki (il poggia-bacchette) o si portano alla bocca comunica attenzione, misura, eleganza. È un’etichetta che non opprime, anzi: trasmette un senso di calma e di rispetto, trasformando il semplice atto del mangiare in una piccola cerimonia quotidiana.
Negozi che sembrano boutique
In tutto il Giappone esistono negozi specializzati che vendono bacchette di ogni tipo: autentiche boutique che sembrano gioiellerie. Ci sono hashi in legno di ciliegio, bambù, ebano, laccati con tecniche tradizionali, decorati in oro, impreziositi da intarsi di madreperla o da motivi stagionali. Ogni paio racconta una storia: il lavoro meticoloso dell’artigiano, la scelta dei materiali, l’estetica raffinata che cambia da Kyoto a Tokyo, dal design minimalista contemporaneo alle forme più classiche.
E poi c’è la tendenza del momento: le bacchette personalizzate, con il proprio nome inciso, un simbolo portafortuna o un pattern che richiama un tempio, un giardino zen, un animale mitologico. Sono oggetti unici, che combinano tradizione e modernità. Così, anche se da noi è impensabile soppiantare la forchetta, possono diventare un cadeau originale per familiari ed amici.
Un regalo che parla di cultura
Perché attenzione: portare a casa un paio di bacchette giapponesi è molto più che acquistare un souvenir: è scegliere un oggetto carico di significati, che racconta un modo diverso di stare a tavola e nella vita. È un piccolo talismano estetico, leggero da mettere in valigia ma ricco di storia. Per questo, oggi, rappresentano un cadeau originale — elegante, mai banale, perfetto per chi ama la cultura giapponese o semplicemente per chi apprezza i dettagli che fanno la differenza.
In un Paese dove ogni gesto è rituale e ogni oggetto ha un’anima, anche un semplice paio di bacchette diventa un ponte tra tradizione e contemporaneità. E un invito, discreto ma potente, a vivere la quotidianità con un pizzico di bellezza in più.
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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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