LAZIO | Tuscia pronta per il Giubileo 2025: l’"antiqua terra pontificia" presenta il logo celebrativo per accogliere i pellegrini
Tuscia "antiqua terra pontificia". Il territorio si prepara ad accogliere da tutto il mondo i pellegrini del Giubileo 2025 sfoderando tutte le sue eccellenze. Il logo celebrativo e identificativo dell’anno giubilare dei territori della Tuscia dislocati lungo la Via Francigena e la Romea Strata, nel Lazio, è stato presentato nella sala regia del Comune di Viterbo. insieme al bordone del pellegrino, che verrà benedetto il prossimo Natale, e al timbro ufficiale che verrà apposto sulla credenziale del pellegrino che ogni Comune personalizzerà con i propri elementi identificativi.
(TurismoItaliaNews) "Tuscia antiqua terra pontificia, in cammino verso il giubileo 2025" è stato ideato in collaborazione tra il Comune, la Diocesi di Viterbo e la Provincia. Alla presentazione sono intervenuti la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il delegato diocesano per il Giubileo don Giuseppe Castagnini e la consigliera comunale delegata alla promozione della Via Francigena e Giubileo 2025, Alessandra Croci. “Abbiamo un patrimonio storico, artistico e culturale millenario. E la Tuscia, terra di Papi e pellegrini, non può che essere protagonista del Giubileo 2025 – è stato detto - lavoreremo con tutti i Comuni del territorio in preparazione del Giubileo come una vera e propria squadra, forte e unita, per promuovere a livello mondiale i nostri famosi cammini dei pellegrini, come la Via Francigena, e i nostri straordinari borghi”.
In particolare sul logo realizzato da Bruno Morroto, la porta di Proceno (piccolo comune al confine tra Lazio e Toscana), il Palazzo papale di Viterbo e la basilica di San Pietro a Roma, simboleggiano le varie tappe del cammino dei pellegrini che, percorrendo la via Francigena e la Romea Strata, attraversano la Tuscia per arrivare alla capitale. I bordoni invece, o bastoni del pellegrino, sono stati realizzati in due esemplari da un artista viterbese utilizzando i chiodi dei barconi di Lampedusa, e dopo essere stati benedetti la notte del 24 dicembre all'apertura dell'anno santo, saranno donati uno a papa Francesco, e l'altro al vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza”.


