Moldova, viaggio nella pancia della Terra: nel dedalo di gallerie di tufo bianco le cantine più esclusive del mondo, Cricova

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Giovanni Bosi, Chișinău / Moldova

Sono praticamente il simbolo del Paese, famose nel mondo e un’attrazione formidabile per la loro unicità. Le Cantine Cricova - 120 km di gallerie scavate nel tufo bianco a cento metri di profondità, 80 delle quali utilizzate per la produzione e la conservazione del vino – sono un’esperienza formidabile da provare in Moldova. Senza esagerare, la loro visita è un viaggio al centro della Terra alla ricerca del gusto e della tradizione.

 

(TurismoItaliaNews) Se pensi alla Moldova non puoi che citare Cricova, di fatto il luogo più visitato di questo Paese incuneato tra Ucraina e Romania, in quello che una volta era il blocco sovietico. Con 70mila visitatori all’anno e una straordinaria collezione di vini conservati lì dove una volta si estraeva quel prezioso materiale da costruzione che è il tufo bianco, impiegato per costruire le belle architetture di Chișinău firmate dall’architetto Alessandro Bernardazzi tra fine Ottocento e primo Novecento, oggi queste Cantine sono un patrimonio dello Stato (sul Pil nazionale pesa significativamente l’export del vino) e guidano la folta pattuglia di case vitivinicole, oltre duecento.

Così quando si arriva per visitarle, accanto all’impazienza di degustare Bianchi, Rossi, Rosè e Spumanti blasonatissimi, c’è un misto di emozione e curiosità. Si sta davvero per entrare nella pancia della Terra, scendere dolcemente in profondità attraverso una sorta di labirinto curatissimo dove la temperatura è tutto l’anno a 12-14 gradi costanti e un’umidità al 97-98%. Si sale su golf car elettriche, ci si prepara ad indossare la giacca termica messa a disposizione (utile in particolare d’estate quando si avverte sensibilmente il salto di temperatura tra esterno ed interno) e ci si avvia nei lunghissimi tunnel dotati di segnaletica stradale, semafori e specchi come in una normalissima viabilità. Tanto che ogni galleria è distinta come strada o viale mediante denominazioni dei vini.

E poi si arriva, mentre lo sguardo corre sulle pareti di tufo scavate con perizia, nel sancta sanctorum di Cricova: barrique e cisterne inox dove maturano i vini prodotti sia con i vitigni autoctoni Rara Neagra, Viorica, Feteasca, Isabella, Lidia, sia con i vitigni internazionali come Cabernet o Pinot. Uno spettacolo di grande impatto e suggestione, perché praticamente botti e contenitori sono a perdita d’occhio, al pari delle migliaia e migliaia di bottiglie del metodo classico che sei donne addette girano manualmente con perizia. Qui sotto lavorano 350 addetti fissi, che in periodo di vendemmia arrivano fino a mille. La produzione potenziale è addirittura di 49 milioni di litri, ma al momento si ferma a 10, metà dei quali destinati all’export mentre 2 milioni di litri costituiscono gli spumanti. Le uve arrivano dai 700 ettari di coltivazioni specializzate nel centro e nel sud della Moldova.

E’ dal 1952, dopo un periodo di sperimentazione iniziato nel ’47, che nelle gallerie di Cricova si producono vini, il cui apprezzamento sul mercato internazionale ha molto risalto. Tanto che queste cantine sono una vera perla di vino moldavo, deputate anche alla conservazione della raccolta nazionale di vini (vini unici francesi, italiani, spagnoli e campioni provenienti da altri Paesi) e naturalmente attrezzatissime sale di degustazione. Perché chi arriva da queste parti (siamo a poco più di una decina di chilometri dalla capitale moldava Chișinău) lo fa per scoprirsi esploratore ma soprattutto sommelier, accompagnato dai veri esperti della Cantina messi a disposizione per le visite guidate.

C’è anche una sala dedicata al cosmonauta Yuri Gagarin, che – tra mito, leggenda e curiosità – nel 1966 dopo essere entrato nelle cantine tornò alla luce solo due giorni dopo, rifocillandosi e apprezzando i vini proprio nel locale che oggi porta il suo nome. Ma qui ha voluto festeggiare il suo 50° compleanno anche il presidente russo Vladimir Putin, che a Cricova conserva una sua raccolta di vini. E ci sono anche quelli di Angela Merkel ed altri rappresentanti istituzionali internazionali. Insomma a Cricova non si può proprio rinunciare e già da sola vale un viaggio in Moldova. Senza considerare tutto il resto che c’è da vedere in questo Paese!

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