Dal Mar Piccolo al Mar Grande di Taranto: le bellezze di una città che ha tanto da offrire e raccontare, Museo Marta incluso

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Edoardo Betti, Taranto / Puglia

Eccoci di nuovo in Puglia. Lasciamo l’affascinante Terra delle Gravine (per chi si fosse perso il nostro viaggio può riviverlo qui) per approdare nella penisola salentina e più precisamente a Taranto. La città sorge intorno al 700 a.C. con il nome di Taras, ex colonia fondata dallo spartano Falanto. Inutile dire che qui ci sono secoli e secoli di storia che vengono in parte raccontati nel Marta, il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, ma di questo ne parleremo dopo.

 

(TurismoItaliaNews) Per ora saliamo a bordo della motonave Calajunco per una visita guidata di Taranto vista dal mare. Ci imbarchiamo nel Mar Piccolo, nel pezzo di Mare dove si affacciano le case della città vecchia. Quest’ultima sorge su un vero e proprio isolotto, unita alla terraferma grazie al Ponte Girevole. Le case e i palazzi sono disposti in file separate da cunicoli strettissimi, disposizione creata ad hoc per fini difensivi; essendo oltretutto un’isola era più facilmente attaccabile da sbarchi nemici.

Una volta oltrepassato il ponte girevole, il cui passaggio è gestito dalla Marina Militare, prima di giungere nel Mar Grande, alla nostra destra troviamo il Castello Aragonese (nella città vecchia), le cui fondamenta sono antecedenti all’anno Mille per opera dei Bizantini mentre nel 1486 Ferdinando II d’Aragona si occupò della ricostruzione della fortezza anche sulla base delle innovazioni in campo bellico.

Una volta nel Mar Grande, in lontananza, troviamo uno degli ingressi al porto tra Capo San Vito e l’Isola di San Paolo. Quest’ultima insieme all’Isola di San Pietro costituisce l’arcipelago delle Cheradi. Essendo zone militari, la prima è inaccessibile, mentre San Pietro è stata di recente aperta al pubblico. Di fronte alle isole, una serie di frangiflutti a difesa del porto. Ci spostiamo verso la zona industriale costeggiando il lungomare della città vecchia dove si affacciano i palazzi nobiliari, uno su tutti il prestigioso Palazzo Amati, sede della prima scuola pubblica e risalente al ‘700.

Si rientra nel primo bacino del Mar Piccolo attraversando il ponte girevole e procedendo verso destra si nota la banchina della vecchia base navale e poco dopo la base dei sommergibili. Siamo dunque nel secondo bacino (quello più grande) una volta oltrepassato il ponte Aldo Moro, che divide i due bacini come a formare un otto. Ritornando al punto di ancoraggio, passiamo a fianco dell’allevamento delle tipiche cozze tarantine e osserviamo una particolarità di questo mare: uno dei 32 citri, ovvero sorgenti di acqua dolce e ghiacciata che sboccano dal sottofondo.

Una volta conclusa questa interessante visita della città da un punto di vista differente dal solito (consigliatissima), andiamo ad assaporare un po' di storia nel Marta. Il percorso al Museo inizia al secondo piano, dove attraversiamo le fasi più antiche della storia della Puglia (età Paleolitica e Neolitica) per poi arrivare alla fondazione della colonia greca e alla città classica ed ellenistica fino ad arrivare al periodo romano, periodo tardoantico e altomedievale.

Tra i capolavori troviamo i famosi Ori di Taranto, una collezione di gioielli di età ellenistica, dove il concetto di lavorazione orafa non ha eguali. Tra gli altri capolavori, la tomba dell’atleta con tanto di scheletro e anfore per celebrare le gesta è una delle cose per me più emozionanti. Le cose da elencare sarebbero moltissime, quindi vi dico che ogni singolo reperto che si può osservare, dalla prima arma paleolitica agli oggettini di culto, alle statue, anfore, ori, è qualcosa di eccezionale. Consiglio a tutti gli amanti della storia un tuffo nel Museo, per immergersi in un qualcosa di davvero unico e prezioso e poter comprendere ancora meglio chi siamo.

Per saperne di più
www.museotaranto.beniculturali.it
www.facebook.com/MuseoMARTA

 

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