Maiorca, nello scenario pittoresco della Serra de Tramuntana c’è un mondo intero da scoprire (e un Patrimonio Unesco)

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Angelo Benedetti, Maiorca / Baleari

E’ un significativo esempio del paesaggio agricolo mediterraneo, che dopo secoli di trasformazioni del terreno scosceso e con poca acqua a disposizione, oggi è uno straordinario luogo punteggiato da da terrazzamenti per la coltivazione, mulini ad acqua, fattorie e costruzioni in pietra a secco. Un insieme da tramandare integro alle generazioni future e per questo iscritto dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità. Accade sull’Isola di Maiorca, nelle Baleari: è la Serra de Tramuntana.

 

(TurismoItaliaNews) Maiorca esercita da sempre un’attrazione fortissima e questo grazie anche alla tutela di un paesaggio unico e irripetibile, come nel caso della Serra de Tramuntana, su una catena montuosa a strapiombo parallela alla costa nord-occidentale dell’isola. Un paesaggio culturale, come lo ha definito l’Unesco nell’apporre il proprio suggello per preservare quell’incredibile sistema di terrazzamenti e di reticoli stradali acciottolati che qui si combina con una rete articolata di dispositivi per la gestione dell’acqua, che ruotano intorno alle unità agricole di origine feudale. Numerosi villaggi, chiese, santuari, torri, fari e piccole strutture in pietra a secco qualificano ulteriormente il paesaggio e contribuiscono al suo carattere attuale. Una vera e propria “fabbrica nel paesaggio” che grazie all’ingegno umano ha saputo ben coniugarsi con quanto ha fatto di suo la natura.

Il marchio Unesco ha di fatto ufficializzato un’attività di valorizzazione e promozione che sull’Isola è partita da lontano, con un riconoscimento della comunità internazionale della simbiosi quasi perfetta tra l’azione degli esseri umani e la natura che si è protratta per secoli, dando vita a un'opera monumentale degli uomini in cui si fondono cultura, tradizioni, estetica, spiritualità e identità. Basti pensare che il paesaggio della Serra de Tramuntana è persino la sintesi dello scambio tra la cultura musulmana e quella cristiana, che è rappresentativa dell'area mediterranea, nella combinazione della tecnologia araba di raccolta e gestione delle risorse idriche con il know-how agricolo e il sistema di controllo territoriale introdotto dai conquistatori cristiani, arrivati sull’isola di Maiorca nel XIII secolo.

Oggi a proseguire su questo versante è il Consorci Serra de Tramuntana e da vedere c’è davvero molto, tanto che una vacanza da queste parti si rivela impareggiabile. La catena montuosa della Serra de Tramuntana costituisce la spina dorsale del nord-ovest di Maiorca estendendosi per una novantina di chilometri, con una fascia larga 15 km e abbracciando oltre 20 comuni, i più grandi dei quali sono Calvià, Pollença ed Escorca. Un territorio vasto se si considera che copre il 30% dell’isola per oltre mille kmq. Qui vivono circa 8.000 persone nelle aree centrali, ma la popolazione della “zona cuscinetto” arriva a 40mila abitanti. I picchi più alti superano i 1.000 metri di quota, come il Puig Major (1443), il Puig de Massanella (1348), la Serra d'Alfàbia (1069), l'Es Teix (1064) e il Galatzó (1026).

Tra le attrazioni, c’è il treno Sóller che parte da Plaça d'Espanya, a Palma: è una ferrovia a scartamento ridotto con i tradizioni carri in legno mantenuti. In funzione dal 1912, la linea attraversa la barriera naturale delle montagne della Serra d'Alfàbia, con un'altitudine di 496 metri, e attraversa 13 tunnel, oltre diversi ponti, un viadotto e numerose curve. La stazione ferroviaria di Sóller è un edificio ristrutturato con dettagli modernisti che ospita un’esposizione di opere di Picasso e Joan Miró al piano terra. Il segno del Modernismo e dello Storicismo si coglie anche nelle strade del centro della città, con le grandi case costruite o restaurate dagli emigranti al loro ritorno, così come la chiesa di Sant Bartomeu e il Banco de Sóller nella plaça de la Constitució.

Da non perdere Port de Sóller: un tram in legno collega la città al suo porto e durante il viaggio si possono vedere frutteti di aranci e giardini. E’ uno dei principali porti di Maiorca e la sua storia è legata al commercio degli agrumi dal XIV secolo e all’emigrazione dalla fine del XIX secolo in poi. Le strade conservano ancora il fascino di un villaggio di pescatori. Tre fari e la robusta torre Picada vigilano sulla baia.

A chi ama le escursioni è consigliato il Gr-221, un percorso che consente di scoprire il paesaggio e le costruzioni in pietra a secco nella Serra de Tramuntana, di visitare i resti storici, conoscere miti, leggende e tradizioni e scoprire la gastronomia e l'artigianato locale. Il tracciato è attualmente di 167 km aperti al pubblico e segnalati, 85 km dei quali corrispondono all'itinerario principale e 82 km alle varianti. Quattro tappe attendono gli escursionisti tra Deià e Pollença e tra Banyalbufar ed Esporles; quando sarà completato, il Gr-221 arriverà a 271 chilometri percorribili, distribuiti tra 8 tappe del percorso principale e 9 varianti. Alla fine di ogni tappa gli escursionisti troveranno un rifugio della rete del Consell de Mallorca (il consiglio isolano) dove potranno pernottare.

Infine un risvolto letterario con l’itinerario da Valldemossa a Pollença. I romantici George Sand e Frédéric Chopin hanno soggiornato nel monastero certosino (Cartoixa) a Valldemossa, dove è possibile visitare le celle che occupavano. Dopo aver visitato l'isola, Sand ha scritto “Un inverno a Maiorca”, il libro che narra le sue frustranti esperienze con i Mallorcans e l'impressione che ha avuto del paesaggio. Il monastero di Miramar è stato fondato nel 1276 dal re Jaume II in risposta alla richiesta di Ramon Llull di creare una scuola di lingua orientale per addestrare i monaci dediti alla conversione degli infedeli. Llull è vissuto a Miramar per tre anni e qui ha scritto alcune delle sue opere; alcuni secoli dopo il complesso è stato acquistato dall'arciduca Ludwig Salvator d'Austria. Il poeta e scrittore britannico Robert Graves è vissuto a Deià dal 1929 sino alla sua morte; è sepolto nel piccolo cimitero vicino alla chiesa, con vista sul mare. La sua casa, Ca n'Alluny, è stata acquistata dalla Fondazione Graves e può essere visitata.

Dunque tanto da scoprire e tanto da vedere in un paesaggio unico in cui la natura e l’ingegno dell’uomo sono i primi protagonisti.

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