Alife, la città tra pietre e sapori: un viaggio tra Via Francigena, archeologia e la cipolla che profuma di storia
Giovanni Bosi, Alife / Campania
Alife non è una semplice cittadina campana: è un palinsesto di storie, un luogo in cui ogni pietra, ogni vicolo e ogni sapore custodiscono tracce di un passato millenario. In provincia di Caserta, ai piedi del Matese, questa antica colonia romana sorprende il viaggiatore con un patrimonio archeologico straordinario, una cultura gastronomica identitaria e un ruolo cruciale lungo la Via Francigena, la storica rotta dei pellegrini che collegava Canterbury a Roma e fino alla Terra Santa. Siamo andati a vederla.
(TurismoItaliaNews) Un crocevia di pellegrini e commerci. Durante il Medioevo, la città è stata uno snodo fondamentale per i viandanti che percorrevano la Via Francigena del Sud. Le sue porte, le strade lastricate e le taverne raccontano ancora le storie di pellegrini che sostavano qui per riposarsi e rifocillarsi, prima di riprendere il cammino verso Roma o il Gargano. Oggi, il percorso è stato recuperato e valorizzato, aspetto sul quale l’amministrazione comunale tiene molto, come sottolinea il vice sindaco Camillo Santagata: “Camminare lungo la Francigena alifana significa rivivere l’esperienza dei viandanti medievali, attraversando campi coltivati, ponti antichi e sentieri che collegano il borgo alle campagne circostanti. Lungo il tragitto si incontrano chiese romaniche, masserie storiche e resti di acquedotti, in un paesaggio che alterna natura, spiritualità e storia”.
Il criptoportico romano: un gioiello sotterraneo
Tra le testimonianze più affascinanti del passato alifano spicca il criptoportico romano, una straordinaria struttura sotterranea risalente al I secolo a.C. Si tratta di una sorta di lungo corridoio monumentale con volte a botte, probabilmente parte di una domus patrizia, che colpisce per la sua imponenza e per l’eccezionale stato di conservazione. Le mura mostrano ancora tracce di affreschi e decorazioni che raccontano la raffinatezza della società romana locale. Nel criptoportico si aprono 21 finestre che affacciavano su un peristilio superiore, indizio di una grande residenza aristocratica costruita al di sopra. Gli scavi hanno rivelato circa trecento livelli di deposito, un archivio naturale che racconta l’evoluzione economica e urbanistica della città dall’età imperiale al Medioevo.
Strato dopo strato, è stato possibile riconoscere eventi precisi, come le alluvioni che resero l’area inabitata per lungo tempo, offrendo così una preziosa lettura della storia locale. Visitandolo, si percepisce un’atmosfera sospesa: “Il tempo sembra essersi fermato, lasciando che le pietre custodiscano il segreto delle famiglie nobili che qui vivevano oltre duemila anni fa” chiosa Annamaria Morelli, assessore al patrimonio archeologico, associazioni, eventi, terzo settore e protezione civile.
Giustamente questo ritrovamento archeologico è un fiore all’occhiello da mostrare con orgoglio ai viaggiatori che arrivano nella cittadina. Allo stesso modo del Museo Archeologico Nazionale, che racconta l’antica città attraverso reperti e manufatti, in una sorta di affascinante viaggio nel passato e con l’opportunità di esplorare le radici culturali della zona. “Le nostre raccolte – ci spiega l’assessore Annamaria Morelli - testimoniano la storia e la cultura delle popolazioni che abitarono nell’antichità l’alto Casertano, dalla preistoria all’epoca romana. L’allestimento propone reperti come armi e strumenti litici, vasellame ceramico e vitreo, oggetti in metallo, distinti per contesti cronologici e territoriali, dal monte Cila a Roccavecchia di Pratella, illustrati con pannelli esplicativi corredati con documentazione grafica e fotografica”.
Del resto, Ad Alife basta una passeggiata per sentirsi catapultati nell’antica Roma. Le possenti mura in opus incertum, lunghe quasi due chilometri, racchiudono un impianto urbano perfettamente rettangolare, ancora leggibile dopo secoli. Entrando da una delle quattro porte, ci si ritrova in un centro che conserva l’ordine rigoroso del castrum romano, dove torri rotonde e quadrate scandiscono lo spazio e amplificano l’impressione di trovarsi dentro un frammento vivo di storia.
L’antico mausoleo e le memorie sepolte
Poco distante dal Palazzo comunale (architettura in stile razionalista), si trova l’antico mausoleo romano di Alife, una struttura imponente che sorge ai margini della città. Viene definito anche come il “Pantheon di Alife” avendo praticamente la stessa strutturazione (con anche un foro al centro della cupola), ora otturato, che confrontato a quello di Roma, è 9 volte più piccolo. La sua funzione era legata al culto dei defunti delle famiglie più influenti dell’antica Allifae, come veniva chiamata in epoca romana. La costruzione, caratterizzata da un’elegante architettura in opus reticulatum, rappresenta una testimonianza rara della monumentalità funeraria dell’epoca. Oggi, il mausoleo è oggetto di studi e restauri che stanno riportando alla luce dettagli sorprendenti sulla società romana locale, tra cui corredi funerari, epigrafi e oggetti di uso quotidiano.
La cipolla di Alife: un prodotto che racconta il territorio
Alife non è solo storia, è anche gusto e tradizione. La città è famosa per la sua cipolla bianca, un’eccellenza agricola che ha conquistato il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (Pat). Dolce, carnosa e incredibilmente versatile, questa cipolla ha origini antiche: già gli agronomi romani la citavano per la sua qualità, coltivata grazie alla particolare fertilità delle terre alluvionali della zona. Ogni anno, la Sagra della Cipolla di Alife celebra questo prodotto simbolo, trasformando il borgo in un laboratorio di sapori. Dai primi piatti agli arrosti, passando per conserve, zuppe e frittate, la cipolla alifana è regina incontrastata delle tavole locali. Molti chef campani la utilizzano per creare piatti innovativi, mantenendo viva una tradizione che unisce contadini, ristoratori e buongustai. E non va dimenticato il Fagiolo Alifano, varietà pregiata coltivata in questo territorio. Caratterizzato da forma distintiva, aroma unico e consistenza cremosa, rappresenta un’eccellenza con elevati standard di qualità.
Tra pietre, cammini e sapori Alife oggi è un laboratorio vivente di cultura e turismo sostenibile. Qui, gli itinerari enogastronomici si intrecciano con quelli storici: si può iniziare la giornata con una passeggiata lungo la Via Francigena, proseguire visitando il criptoportico e il mausoleo, per poi concludere la serata in una delle trattorie che esaltano la cipolla bianca, regina della cucina locale. Ma ciò che rende unica Alife è l’armonia tra passato e presente: la città non è un museo a cielo aperto, ma un organismo vivo, capace di accogliere il viaggiatore e guidarlo attraverso un’esperienza che coinvolge i sensi e la memoria.
La cittadina vive i suoi momenti di maggiore richiamo turistico in estate e nelle giornate dedicate a San Sisto e ad altre ricorrenze solenni. In queste occasioni, grazie anche ai legami con le comunità alifane all’estero, la città si riempie di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La forza attrattiva nasce dall’intreccio tra storia millenaria, patrimonio culturale e tradizioni popolari, che trasformano Alife in una meta vivace e cosmopolita, capace di sorprendere persino chi vive in Campania.












