Sessa Aurunca: tra pietre millenarie e cammini di fede, ritrovarsi pellegrini nella città della Via Francigena
Giovanni Bosi, Sessa Aurunca / Campania
Sessa Aurunca è una di quelle città che non si mostrano subito, ma che sanno sorprendere chi decide di esplorarle con lentezza. Situata nell’alto Casertano, sospesa tra il mare e il vulcano spento di Roccamonfina, conserva un’anima antichissima: prima città degli Aurunci, poi municipio romano, infine nodo strategico medievale. Protagonista lungo la Via Francigena, può sfoderare anche l’anfiteatro ritrovato.
(TurismoItaliaNews) Sessa Aurunca torna a vivere una nuova stagione grazie alla determinante azione di valorizzazione della Via Francigena del Sud, che inevitabilmente include anche il suo patrimonio archeologico e rilancia l’imponenza del Duomo, capolavoro che racconta quasi mille anni di storia.
La Via Francigena del Sud, il respiro dei pellegrini
Sessa Aurunca è uno degli snodi più affascinanti della Via Francigena del Sud, l’antico percorso che collegava Roma con il Gargano e i porti pugliesi da cui i pellegrini salpavano verso la Terra Santa. Camminare lungo questo tratto significa seguire orme secolari: il basolato antico, le piazze silenziose e i vicoli medievali restituiscono le atmosfere di un tempo in cui la città era un punto di sosta e di scambio. Oggi, diversi tratti sono stati recuperati e segnalati: il pellegrino moderno attraversa vigneti, uliveti e boschi, costeggia ruderi romani e si imbatte in chiese nascoste, vivendo un’esperienza che unisce spiritualità, natura e storia. Lungo il cammino, l’accoglienza delle comunità locali mantiene viva la tradizione dell’ospitalità antica, fatta di pane caldo, vino dei colli sessani e racconti tramandati a voce.
Il Duomo di Sessa Aurunca: un mosaico di pietre e simboli
Chi arriva in città viene accolto dall’imponente Cattedrale di San Pietro e Paolo, edificata a partire dal 1103 su un’antica basilica paleocristiana. Il Duomo è un capolavoro di architettura romanica campana con influenze arabe e bizantine, un ponte tra culture e civiltà che si incontravano sulle rotte del Mediterraneo medievale. Il portale principale, scolpito in marmo, è un libro di pietra: figure di animali, simboli sacri e motivi vegetali si intrecciano in un linguaggio che mischia il pagano e il cristiano. Ma è entrando che si resta senza fiato: il pavimento cosmatesco del XII secolo, perfettamente conservato, è una sinfonia di geometrie in marmi policromi, simbolo dell’incontro tra Roma e l’Oriente. Sotto la navata principale, la cripta custodisce resti di epoca paleocristiana, mosaici antichi e colonne riutilizzate dai templi romani. Ogni pietra racconta un passaggio di civiltà, in un continuum che attraversa venti secoli.
L’anfiteatro ritrovato: Sessa Aurunca non smette di stupire
Negli ultimi anni, gli scavi archeologici hanno riportato alla luce un anfiteatro romano del I secolo d.C., una struttura monumentale capace di ospitare fino a 20.000 spettatori. Secondo gli archeologi, si tratta di uno dei più grandi anfiteatri della Campania antica, probabilmente commissionato dalla gens Lucilia, una potente famiglia senatoriale. Qui si svolgevano giochi gladiatori, spettacoli e rituali pubblici che animavano la vita di Suessa Aurunca, l’antica città romana. La particolarità dell’anfiteatro è la sua integrazione con il paesaggio: i gradoni sono stati scavati direttamente nel banco di tufo, mentre le arcate esterne, oggi in parte restaurate, offrono scorci suggestivi sulle colline circostanti. Gli studiosi lo definiscono “il fratello minore del Colosseo”, non solo per le dimensioni, ma per la qualità della sua architettura e per l’imponente sistema di cunicoli sotterranei utilizzati per scenografie e macchinari.
Un tessuto vivo di storia e comunità
Sessa Aurunca non è una città ferma nel tempo. Oggi, le sue piazze ospitano festival, rievocazioni storiche e itinerari enogastronomici che intrecciano il patrimonio artistico con le eccellenze locali: dall’olio extravergine dei colli sessani al pallagrello nero, un vino autoctono che sta vivendo una nuova stagione di riscoperta. La Via Francigena del Sud diventa così un filo conduttore: unisce il passato romano, il fervore medievale e il presente di una comunità che sta puntando su turismo sostenibile e valorizzazione culturale. L’obiettivo è chiaro: far conoscere Sessa Aurunca non solo per i suoi monumenti, ma per l’esperienza che offre a chi la visita, tra arte, cammini e sapori.









