La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

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Giovanni Bosi, Kathmandu / Nepal

Tutt’intorno brulica di persone desiderose di compiere riti ancestrali. O anche più semplicemente di perdersi in una riflessione interiore, incuranti di tutto ciò che accade intorno. Ma comunque ben più di un semplice adempimento quotidiano. Si potrebbe dire che è questa la prima osservazione che ti viene in mente quando ti trovi per la prima volta al cospetto dell’imponente Stupa di Boudhanath. Poi però ti rendi anche conto di quanto un luogo di preghiera buddhista come questo possa avere tanti significati simbolici. Siamo a pochi chilometri da Kathmandu, in Nepal.

 

(TurismoItaliaNews) La valle di Kathmandu è uno straordinario insieme di edifici, templi e simboli che raccontano in un immenso museo a cielo aperto le conquiste storiche e artistiche per le quali è famosa nel mondo e che le è valsa l’iscrizione nella World Heritage List dell’Unesco. Giustamente un patrimonio dell’Umanità per la sua bellezza, ma soprattutto per quanto testimonia e tramanda: le piazze Durbar di Hanuman Dhoka di Kathmandu, Patan e Bhaktapur, gli stupa buddisti di Swayambhu e Bauddhanath e i templi indù di Pashupati e Changu Narayan.

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

Bauddhanath è a dir poco meraviglioso. Forse il termine più giusto per questo Stupa è “incredibile”. Si arriva al suo cospetto percorrendo una delle modeste strade che conducono al luogo diventato il centro principale dell’adorazione e degli studi buddisti himalayani nella valle di Kathmandu. L’animazione, man mano che ci si avvicina, è sempre più palpabile, in un mix di emozione e devozione. Quella che si svela è un enorme costruzione di colore bianco con decorazioni in oro, statue policrome e bandierine di mille colori che danno gioia e serenità solo a guardarle. Di fatto questo Stupa è uno dei più grandi al mondo e richiama fedeli da ogni parte: realizzato su una superficie di oltre 6.700 metri quadrati, con i suoi 36 metri di altezza domina lo skyline della città.

Nel Paese in cui la religione dominante è quella induista (80,6%), seguita a distanza dalla buddhista (10,7%) e dalla musulmana (4,2%) questo simbolo di fede ha una datazione incerta: sarebbe stato costruito dal re nepalese Śivadeva (c.590-604) mentre altre fonti nepalesi lo collocano nell’epoca di re Mānadeva (464-505); ma potrebbe anche risalire al periodo fra il tardo quindicesimo ed inizio sedicesimo secolo. Questo luogo di devozione ha un forte legame con il Tibet, o meglio con i tantissimi tibetani che nel 1950 hanno trovato rifugio in Nepal, promuovendo la costruzione di oltre cinquanta monasteri tibetani intorno al Boudhanath e scegliendo di fermarsi a vivere proprio qui. Non è un caso, anzi è la conferma di un comportamento storico consolidato: lo Stupa si trova lungo l'antica rotta commerciale che dal territorio del Tibet entra nella valle di Kathmandu e nei secoli molti commercianti tibetani sono passati di qui e pregato in questo sito.

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

Ma cosa si intende per Stupa? In pratica è il modello architettonico più antico dell’arte buddhista, a forma di semisfera sormontata da una costruzione quadrata con pinnacolo, destinato ad accogliere reliquie o a ricordare eventi della vita terrena del Buddha. E qui dentro si ritiene che possano essere conservate le reliquie di Kashyap Buddha, il terzo Buddha di Bhadrakalpa. Di certo c’è il tanto oro che lo riveste nella parte più alta, in grado di riflettere il sole o di farlo spiccare nel cielo spesso grigio di Kathmandu. La capitale nepalese (fondata probabilmente nel 723 dal re Gunakamadeva con il nome di Manju-Patan) si trova a 1.400 metri di quota nel Paese incastonato fra l’India e la Cina. Qui tutto è imponente, a partire dalla natura di cui l’Himalaya è la formidabile attrazione, con alcune delle cime più elevate del mondo: l’Everest, il Kanchenjunga, il Dhaulagiri… Nell'area di Kathmandu, insieme allo stupa Swayambhunath, il Bauddhanath è uno dei più visitati siti turistici, conosciuto anche come Jhyarung Khhhashyor.

Quel che colpisce più di tutto quando lo si osserva, sono i grandi occhi azzurri sulla torre quadrata posto al di sopra della cupola: sono gli Occhi del Buddha, ovvero gli Occhi di Saggezza che scrutano le quattro direzioni a rappresentare la conoscenza totale e illimitata di un Buddha. E tra i due occhi c’è una sorta di punto interrogativo, quasi un ricciolo, in realtà il carattere nepalese del numero 1, equivalente all’unità. Ma ci sono anche altri simboli: i cinque Buddha rimandano ai cinque elementi dell’universo (etere, aria, fuoco, acqua e terra); i cinque Buddha Dhyani simboleggiano la purezza dei cinque aggregati di corpo e mente: coscienza, forma, percezioni, sensazioni e volontà; i nove livelli dello Stupa richiamano il Monte Meru, ovvero il “Piccolo Universo”, la montagna sacra della mitologia induista e buddhista; i 13 anelli dalla base al pinnacolo simboleggiano il percorso verso il “risveglio” buddhista inteso in senso spirituale. Non mancano le “ruote di preghiera” (da sfiorare con la mano proprio per farle girare) sulle quali è scolpito il mantra di Avalokiteshvara, le cui immagini si trovano intorno alla base dello stesso Stupa. Ma il simbolismo non finisce certo qui… E per noi, evidentemente, non è semplice cogliere tutti questi “segnali” visivi.

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

La meraviglia dello Stupa Bauddhanath: è a Kathmandu, in Nepal, il luogo buddhista dal valore universale

C'è un altro aspetto fondamentale: vista dall'alto (potendo farlo!) Bauddhanath si presenta come un gigantesco Mandala, vale a dire un diagramma simbolico, tipico del tantrismo induista e buddista, in cui circoli e quadrati concentrici rappresentano l’universo e l’origine del cosmo nonché le connessioni tra le forze cosmiche e le divinità, per dirla con Treccani. Decorazioni, colori, simboli stilizzati completano l'insieme. Per avere un'idea di cos'è un Mandala non resta che visitare i laboratori che si affacciano davanti allo Stupa, dove si può seguire dal vivo il lavoro certosino di artisti impegnati nella realizzazione con intrecci di fili su telaio o dipingendo su stoffa con polveri di vario colore. Così come sono stati affrescati sulle pareti dei templi, allo stesso modo ognuno può portarsi a casa un Mandala tenuto conto che può favorire la meditazione. E i turisti ne vanno pazzi...

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: direttore@turismoitalianews – twitter: @giornalista3

 

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