Street food Vietnam: gusto e storia si intrecciano sulle tavole del variopinto Paese asiatico
Giovanni Bosi, Hanoi / Vietnam
Visitare uno dei tanti mercati, fermarsi a parlare con i venditori ambulanti e farsi spiegare cosa propongono e dove lo producono è un’esperienza autentica che davvero non ha prezzo. Così come camminare per le strade di Hanoi, alla scoperta della miriade di fast food tradizionali dove tantissimi si fermano per uno spuntino veloce, è da provare assolutamente. Solo così si può assaporare, nel vero senso della parola, il Vietnam più vero. Non rinunciando (e per noi italiani la curiosità è ugualmente troppo forte) a provare i ristoranti gourmand della capitale.
(TurismoItaliaNews) Che Hanoi sia una città straordinaria che ti conquista subito è assodato. Assordante e variopinta come tutte le metropoli asiatiche, la capitale del Vietnam ha quel qualcosa in più che scopri un poco alla volta. Compreso il fatto che nel traffico caotico e nel timore ad attraversare una strada, spunta quell’imprevedibile savoir faire di automobilisti e ciclomotoristi che ti spinge (magari anche con un pizzico di incoscienza) a sentirti sicuro, quanto meno rassicurato. Gli ingorghi di auto sono all’ordine del giorno, ma come per magia – mantenendo una calma che sulle nostre strade ormai è solo un dolce ricordo – tutti poi si rimettono in marcia senza bisogno di strepitare. Potenza del buddhismo potrebbe osservare qualcuno.
E sì, sulle strade di Hanoi davvero si può imparare a vivere. Metropoli o villaggio che sia, la strada resta un’estensione della casa. E così per strada si consumano anche tanti riti quotidiani: dalla preghiera davanti a una piccola chua, ovvero una pagoda, fino al veloce pasto. Sì veloce, perché qui si mangia per vivere e non il contrario. Ma questo non toglie che la gastronomia non sia espressione della tradizione e del luogo. Visitare il piccolo mercato della Provincia di Phalai, sulla strada che conduce ad Hanoi, è una di quelle esperienze che te la ricordi per tutta la vita: è qui che si può toccare con mano e vedere come vivono i vietnamiti, cosa producono, cosa mangiano: tantissime verdure, ma anche pesce o pollame. Se è vero che “occhio non vede, cuore non duole”, è anche vero che quanti amano la cucina orientale, in Vietnam trovano una varietà impressionante di piatti “regionali” gustosi e appetitosi. Del resto, ristoranti vietnamiti si trovano in tutto il mondo, Italia compresa, e dunque anche la contaminazione internazionale è scontata.
“La cucina vietnamita presenta un largo uso di erbe, verdure e nuoc mam, salsa di pesce fermentato, che danno aroma e sapore al cibo - ci spiega la signora Le Thu Phuong, responsabile del tour operator vietnamica Asiatica Viaggi - in particolare, ci sono tre modi principali di cottura: quelli praticati al Nord, al Centro e al Sud. La cucina del Nord è caratterizzata da un gusto più salato degli altri, mentre il cibo del centro del Paese è più piccante. La gente del Sud preferisce piatti dolci, con un uso abbondante di latte di cocco”. Basti pensare che qualcuno ha contato almeno 500 piatti tradizionali nel Paese, da quello più classico di riso in bianco con verdure, carne, pesce e spezie varie, fino a quelli a base di ingredienti più improbabili (per noi italiani) come pipistrello o cobra. E che il pasto da consumare sia qualcosa di frugale e non pantagruelico, lo ricorda il modo di dire vietnamita nell’accezione più ampia: an com, ovvero “mangiare riso”.
Contaminazione, si diceva: tra i Paesi asiatici, Cina in testa, l’interscambio culinario è stato notevole e così gli involtini primavera piuttosto che il pollo speziato o le frittelle di riso fanno ormai parte del menù tradizionale. In ogni caso si ritrova anche a tavola il principio dello yan e yang, in termine di “parità” fra sapore e consistenza.
“Il cibo gioca un ruolo enorme nella società vietnamita e il rispetto di un'etichetta è non meno importante – ci spiega ancora Le Thu Phuong - diversamente da come avviene in Occidente, dove ogni persona ordina il suo piatto personale, il pranzo e la cena in Vietnam sono qualcosa da condividere. Tutti i piatti vengono messi sul tavolo e condivisi da un gruppo di persone, perché non solo assicurano che ciascuno possa assaggiare tutto ciò che è in tavola, ma è anche un modo per creare un ambiente socievole e accogliente. Più che un galateo formale, è una consuetudine tesa a dar vita ad uno spirito collettivo, anche nelle situazioni informali. Ai vietnamiti piace andare a cena fuori, ma non nei ristoranti di lusso, bensì in una delle migliaia di bancarelle presenti nei villaggi e nelle città – aggiunge Le Thu Phuong - inoltre il pranzo fuori non solo offre la possibilità di assaggiare vari piatti, ma è anche un modo per stare insieme e chiacchierare sui fatti della vita quotidiana. Nel trambusto dello stile di vita moderna, i vietnamiti conservano ancora questa abitudine come un modo efficace per mantenere strette le relazioni sociali”.
Fra i piatti tradizionali ci sono il Canh Chua Ca, tipica zuppa di pesce vietnamita molto piccante e speziata; il Banh Xeo, crepe servita con salsa e una varietà di erbe, ha origine nel sud Vietnam e ripiena di germogli di soia, gamberetti e carne di maiale (la pasta è fatta con farina di riso aromatizzato e colorato con olio di curcuma); il Pho è senza dubbio l'anima del Vietnam, ha origine nel Nord ed è una ciotola di riso o di pasta condita con carne ed erbe aromatiche, servita calda; il Canh Chua Ca è la tipica zuppa di pesce vietnamita molto piccante e speziata; il Che è un dolce tipico preparato in modi diversi, ognuno con un sapore particolare e gli ingredienti sono soprattutto manioca gelatina, latte di cocco e frutta.
La lista in realtà è lunghissima e contempla anche la frutta con rari tipi esotici (più o meno gustosa, ma tutta da provare) come il frutto dell'albero del pane o il il rambutan. Tra le bevande, il tè verde è onnipresente in quanto bevanda nazionale per eccellenza, ma molto diffuso è anche il latte di cocco; c’è poi il vino di serpente (ruou ran), vino di riso in cui viene immerso un serpente sottaceto. E tutto questo vale davvero un viaggio in Vietnam.
Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)
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