Un caffè bollente sui tetti di Hoi An, il pittoresco antico porto sul fiume Thu Bon

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Giovanni Bosi, Hoi An / Vietnam

Le lanterne colorate, le giunche che scivolano lentamente sul fiume Thu Bon, le facciate gialle delle case con le loro decorazioni in legno, la miriade di piccoli negozi che si affacciano sulle stradine affollate, l’antico Ponte coperto giapponese, le venditrici ambulanti di frutta multicolore. Potrebbe sembrare una location cinematografica ricostruita in ogni dettaglio. Ma qui tutto è autentico e per questo l’Unesco ha voluto preservarla dichiarandola Patrimonio dell’umanità: siamo ad Hoi An, nella provincia Quang Nam nel Vietnam centrale.

 

(TurismoItaliaNews) Hoi An è un esempio eccezionalmente ben conservato di un porto commerciale del Sud-Est asiatico, che tra il XV e il XIX secolo è stato testimone strategico del boom economico di questo lembo di ex Indocina. La visita del Vietnam, Paese straordinario nella sua biodiversità culturale, non può prescindere dal passaggio in questa antica città, a solo un’ora di distanza a sud della metropoli Da Nang. Ma per godersi davvero questo posto magico, bisogna almeno trascorrervi la notte (magari al Vinh Hung Library Hotel), sorseggiare un bollente caffè vietnamita sul tetto del Faifo Coffee osservando il brulicare della gente nella sottostante Tran Phu Street, o gustando noodles alle verdure o l’iconica zuppa My Quang al “Citronella”.

Si arriva ad Hoi An sull’onda della fama che la precede, perché questa è la classica cittadina del mondo, dove tutti - in fondo – si sentono a casa loro. Definirla pittoresca è forse riduttivo, perché a ben guardare anche se il turismo ha inciso sulla sua quotidianità (con visitatori che arrivano da ogni dove, soprattutto giovani) nell’insieme ha saputo conservarsi nella sua unicità e perdersi lungo le sue stradine, bighellonando alla ricerca del souvenir più originale, è un piacere senza pari. La vita slow di questo luogo si impadronisce di tutti quelli che arrivano, complice forse il profumo di incenso che emanano templi e pagode, o del tintinnare di bicchieri dei tanti caffè all’aperto. Al mattino presto quando i negozi sono ancora chiusi si può apprezzare l’essenza più vera degli edifici, ben 1.107, con strutture di legno e mattoni; ma quando si popola di gente che ciondola senza meta, incrociandosi con i vietnamiti laboriosi impegnati nel proprio business, è in quel momento che si vive la Hoi An più vera.

I “pezzi” più straordinari da vedere, oltre all’antico Ponte Giapponese coperto costruito nel XVII secolo, sono il Tempio Cinese, la casa di Phung Hung, il mercato, il porto e la pagoda di Chuc Thanh, la più vecchia della città eretta nel 1454 da un monaco cinese. Questo in effetti dà il senso di come nel corso dei secoli la città abbia risentito delle tante influenze straniere (soprattutto cinese e giapponese, con le successive contaminazioni europee) che insieme a quelle locali hanno dato vita ad un patrimonio unico mantenutosi intatto grazie al declino conosciuto a partire dal tardo XIX secolo. Alla stagnazione economica non ha fatto seguito una successiva fase di sviluppo e non c’è stata dunque la necessità di sostituire i vecchi edifici in legno con quelli nuovi realizzati con materiali moderni. Questo ha fatto sì che la città abbia mantenuto il suo tessuto urbano tradizionale con una conservazione in uno stato assolutamente intatto.

L'antico Ponte giapponese coperto

La zona protetta dall’Unesco riguarda un’area di 30 ettari, circondata da una “fascia cuscinetto” di altri 280 ettari, dove l’agenzia delle Nazioni Unite esercita un forte controllo ai fini della tutela: Hoi An era infatti un porto commerciale su piccola scala che commerciava ampiamente sia con i Paesi del Sud-Est e l’Asia orientale, sia con il resto del mondo. Le strutture in legno sopravvissute così come il piano stradale sono originali e intatti, e nell’insieme connotano un paesaggio urbano tradizionale unico nella regione. E comunque la città continua ancora oggi ad essere vitale (e non un museo di se stessa) e a funzionare come porto commerciale e fulcro di un business a tutto tondo.

Bellissimo il colpo d’occhio della distesa di tetti della zona antica, con i loro fregi in legno scolpito, le cui interruzioni fanno “leggere” le sottostanti strette vie pedonali. L’assetto urbanistico di Hoi An, sviluppatasi lungo il fiume Thu Bon (che nonostante il suo placido scorrere, periodicamente esonda sommergendo i piani terra delle costruzioni) comprende una griglia di strade con un asse parallelo al corso d’acqua e un reticolo di stradine e vicoli disposti ad angolo retto.

Il vincolo dell’Unesco ha indotto il governo del Vietnam a varare nel 2012 un master plan di lungo periodo per il restauro e la promozione della città sostenibile con lo sviluppo turistico della città. E in questo contesto si inserisce il pagamento di un biglietto di 120.000 dong per l’accesso al nucleo antico (si paga una sola volta, basta conservare il ticket per poi accedere quante volte si vuole) i cui introiti vengono utilizzati per il mantenimento della cittadina. La gestione a lungo termine, fino al 2025, punta a garantire il miglioramento delle condizioni di vita per i residenti locali, al pari dell’attenuazione degli effetti negativi del clima. Quello di Hoi An è infatti davvero un patrimonio del mondo.

Shopping, un piacere nelle botteghe di Hoi An

Il capitolo shopping merita una dedizione speciale. Come in tutti i Paesi dell’estremo oriente, anche qui fare affari è una componente essenziale del dna. Hoi An è rinomata per i suoi sarti, che lavorano in negozi allestiti nelle case tradizionali. Intorno gli agricoltori passano ore piegati nelle risaie mentre i pescatori gettano in acqua dalle barche di legno le grandi reti a bilancino. I venditori del vivace mercato locale offrono spezie, frutta e ortaggi buoni da mangiare e bellissimi da fotografare o magari riportare a casa come souvenir. Andare a caccia dell’oggetto più originale è un autentico spasso: molti negozi propongono opere d’artigianato assolutamente raffinati e di grande valore, come le riproduzioni delle antiche marionette in legno, belle e preziose quanto quelle originali. Oppure la riproduzione di fotografie con immortalati momenti topici della devastante guerra con gli Stati Uniti. O ancora i bigliettini di carta colorata che riproducono in tridimensione, grazie ad una tecnica raffinata, i monumenti più belli della zona. Con meno di cento euro si possono riportare a casa oggetti che faranno ricordare in modo autentico questo Paese di grande valore.

 

 

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