In Pakistan tra luoghi straordinari e panorami mozzafiato: un viaggio a ritroso nel tempo con Apatam

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Un viaggio a dir poco straordinario, avventuroso e ricco di esperienze quello che il tour operator Apatam di Urbino, specializzato in grandi emozioni in luoghi al di fuori dei soliti itinerari turistici, propone per il prossimo agosto. In realtà i posti disponibili sono ormai pochissimi, perché ad una proposta così non si resiste: verso l’India alla scoperta delle valli del Pakistan.

 

(TurismoItaliaNews) Pakistan, il Paese di ricchi siti archelogici, di panorami mozzafiato e tradizioni che nelle popolazioni locali costituiscono ancora la quotidianità. Paolo Pretelli, numero uno del tour operator, insieme al suo team ha messo a punto un programma di due settimane (dall'11 al 25 agosto 2019) che consente un approccio a tutto tondo con questi territori incuneati nell'Asia meridionale, considerati la culla della civiltà e sede di diverse culture antiche, tra cui quella Mehrgarh del neolitico e la civiltà della valle dell'Indo nell'età del Bronzo.

Il viaggio prende le mosse dalla capitale Islamabad, con la visita al giardino di Shakerparian, al museo del patrimonio folcloristico, al ministero degli Esteri, al Parlamento, al palazzo della Corte Suprema e al Palazzo del Presidente, e pure al vicino villaggio di Saidpur, risparmiato dalla distruzione per mostrare com’era Islamabad 60 anni fa. Infine visita alla Moschea Shah Faisal, ritenuta la più grande dell’Asia, potendo ospitare fino a 100mila fedeli. Lo spostamento nella valle Swat consente di vedere Taxila, uno dei siti archeologici più ricchi dell’Asia meridionale: all’interno si ammira il Colle Bhir, che risale a un periodo compreso tra il VI e il II secolo avanti Cristo; Sirkap, la città dei Parti, che conserva ancora mure greche del II secolo, e il monastero di Jaulian. Si prosegue con la visita ai monasteri di Mohra Moradu, dove si trova uno stupa del V secolo, e di Takhe-e-bhai.

Un'altra destinazione è Chitral, per raggiungere la quale si attraversa il Lowari Tunnel, che con i suoi 10 km è il più lungo del Paese: è stato costruito sotto il Lowari Pass nelle montagne dell’Hindukush. Una giornata viene pure dedicata all’escursione nella valle di Bomburet: qui si possono vedere le caratteristiche case di legno dove vive la minoranza etnica dei Kalash ancora legata alle tradizioni. Spostandosi verso Mastuj si percorre una strada che offre viste mozzafiato sulle vallate e sui picchi innevati del Trichmir (7.708 metri) e del Bunizom (6.542 metri).

Ancora un'escursione per il villaggio di Miragram: lungo il tragitto si effettuano varie soste in splendidi punti panoramici per ammirare il maestoso scenario montuoso della regione dell’Hindukush; si vedono ancora le cime prominenti del Trichmir e del Bunizom. Si attraversa la valle Yarkhun, sbocco importante per le persone che hanno dimora nelle zone più alte dei ghiacciai. Si effettuano alcune soste per visitare le case del posto e per interagire con la gente dell’Hindukush. Lasciando il distretto di Chitral in direzione Shandur Pass (3.734 metri.), in cima alla valle si ammirano l’Hindu Raj, l’Hindkush e la catena del Pamir: “Uno spettacolo indescrivibile – ci dice Paolo Pretelli - si può ancora vedere il sentiero percorso nel 1895 dalla missione di soccorso del maggiore Kelley al forte Chitral, assediato per 45 giorni. Si entra quindi in una terra più verde con laghi e fiumi caldi e si effettua una sosta al lago Phandar. Si prosegue quindi nelle zone più popolate della valle dove i fiumi pullulano di trote arcobaleno entrando infine nella valle di Yasin e, seguendo il fiume che attraversa vari villaggi, arriveremo al villaggio di Tawoos dove potremo ammirare la splendida vista sulle cime di Hinduraj”.

Di grande interesse si rivela la visita della città di Karimabad e ai forti di Baltit e Altit: le case di Baltit ricordano il vecchio villaggio fatto di fango e pietre e l’antica casa del mulino è ancora lì, funziona ancora ma ormai è poco utilizzata. “È bello vedere nei mesi estivi le signore portare i loro prodotti nella casa del mulino, chiacchierare e ridere. Anche sotto gli alberi di noce possiamo vedere gli anziani seduti a parlare della vita quotidiana” sottolinea Pretrelli. Si sale quindi al Baltit Fort, una volta dimora degli ex Mirs o sovrani di Hunza. Successivamente si andrà al villaggio e al forte di Altit: questo è stato costruito su un precipizio roccioso che sovrasta il fiume sottostante e forse sulla strada carovaniera che un tempo trasportava merci da Yarkand a Leh fino al Kashmir. Fino al 1869 fu usato come posto di osservazione per individuare le carovane in arrivo.

Il tour prosegue nella regione più montuosa della valle omonima, conosciuta anche come il piccolo Ladakh, per raggiungere Skardu. Durante il percorso si effettuano varie e brevi soste lungo il fiume Indo: si attraversa la sua gola più stretta e si può ammirare la frenesia delle sue gelide acque. L’escursione nella Shigar Valley assicura altre emozioni: dopo aver attraversato di nuovo il fiume Indo ci si dirige verso Shigar attraversando il deserto di pietra. La lussureggiante valle di Shigar, situata nell’alto Karakoram, fu un tempo un regno distinto che rivaleggiava con Skardu. E’ circondata da ben dieci delle trenta cime più alte al momdo. Una sosta per il pranzo è nello Shigar Fort, trasformato da fortezza tradizionale in legno e pietra del Raja di Shigar, in un hotel ristorante. E poi c'è l’altopiano di Desoai, uno dei più belli al mondo, dove con un po’ di fortuna si ha la possibilità di vedere l’orso bruno. In realtà non è tutto: il programma prevede molto di più.

Per saperne di più
Info e prenotazioni tel. 0722-329488

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