Grado, nel borgo marinaro che racconta millenni di bellezza: mare, creatività, accoglienza a braccia aperte e tanti personaggi

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Giovanni Bosi, Grado / Friuli Venezia Giulia

Chilometri di spiagge curatissime, impianti sportivi per ogni passione, strutture ricettive di livello, ristoranti di qualità dove il pesce fresco dell’Alto Adriatico è il re, un borgo marinaro che racconta millenni di storia, artigiani che tramandano creatività ed originalità. Tutto questo in una sola parola: Grado. L’Isola del Sole, fra Trieste e Venezia, è la meta preferita di turisti italiani e stranieri che, ormai da generazioni, la scelgono per una vacanza caratterizzata da accoglienza a braccia aperte, tranquillità e buon gusto, a misura di famiglia.

 

(TurismoItaliaNews) La Regionale 352 che da Aquileia conduce verso Grado è sicuramente l’itinerario che consente l’approccio più efficace con la laguna e le isole che la costellano. Con il mare a sinistra e a destra, è come entrare in un altro mondo che si assapora pian piano e di cui si avrà reale contezza soltanto aggirandosi per la città vecchia, tra calle, campi e campielli frutto di un’architettura spontanea nei secoli. E parlando con la gente, con gli artigiani-artisti, tutti orgogliosi della loro storia e ben consapevoli dell’attrazione che l’isola esercita. Peraltro scegliere di arrivare dall’antica città romana di Aquileia, patrimonio mondiale dell’Umanità, è come dare un senso logico all’esplorazione di Grado, “figlia di Aquileia e madre di Venezia come dicevano i ‘veci de l'isola’, i vecchi, quando raccontavano le loro storie - ci dirà poi Thomas Soyer, presidente del Consorzio Grado Turismo – una frase storicamente ineccepibile dato che la storia dell’isola è strettamente legata a quella di Aquileia e del suo porto fluviale, sorto lungo le rive del fiume Akilis-Natisone, con lo scalo, Gradus, sul mare”.

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Grado, nel borgo marinaro che racconta millenni di bellezza: mare, creatività, accoglienza a braccia aperta e tanti personaggi

Thomas SoyerSiamo dunque in una terra (e in una laguna) protagonista da millenni. Così, scoprirla meta agognata di un turismo raffinato ed esigente – in particolare della Middleuropa nonché mitteleuropeo – significa avere la conferma del ruolo giocato nel tempo nella storia ed oggi, grazie alla capacità di proporsi con servizi di qualità, sullo scenario ricettivo internazionale. Di fatto qui c’è tanto da fare e da vedere, vivendo la vacanza da protagonisti se si vuole, immergendosi cioè non solo nel mare azzurro ma anche nella quotidianità di ieri. Intanto ci sono ben 120mila mq di sabbia dorata suddivisi in 4 spiagge rivolte a sud, questo significa che possono godere dei raggi solari per tutta la giornata e non è poco… E poi altri servizi che hanno fatto la fortuna di Grado, come le Terme Marine (Centro talassoterapico), gli stabilimenti psammatoterapico (sabbiature) ed elioterapico (solarium) e il Parco Termale Acquatico. Molti calciatori hanno scelto l’Isola proprio per la sabbiature, che qualcuno definisce “miracolose”. Le Terme peraltro sono al centro di un importante progetto di ristrutturazione e valorizzazione a cui si ci appresta a metter mano.

In un’Isola slow anche la mobilità dolce assume la sua importanza: a Grado si può andare sulle due ruote in spiaggia o anche arrivare fino al Collio, la zona vitivinicola per eccellenza del Goriziano, e addirittura fino a Salisburgo. E sì, perché l’Isola del Sole è il terminale della Ciclovia Alpe Adria, la pista ciclabile che con i suoi 425 km si snoda tra paesaggi montani e collinari, centri d’arte e borghi come Aquileia, Udine, Gemona, Tarvisio fino ad arrivare alla città di Mozart. La sorpresa è poi l’autenticità del centro gradese, che rispecchia la sua natura di borgo di pescatori con un labirinto di viuzze e piazzette; e il suo passato di abitato-fortezza per tamponare le ricorrenti minacce barbariche del quinto e sesto secolo. E’ il Castrum, “un incanto che ricorda la Venezia nascosta” ci ricorda mentre lo visitiamo la giornalista Marina Tagliaferri dello Studio Agorà, che cura la promozione del Consorzio Turismo.

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Il Duomo di Grado

Grado, la chiesa di Santa Maria delle Grazie

La mattina presto è il momento più bello per andare alla scoperta di questi scorci, a partire da Santa Maria delle Grazie, “la ciesa de le femene”, la chiesa delle donne. E’ il Duomo (perché Grado è ancora sede vescovile) consacrato – pensate - nel 579, intitolato a Sant’Eufemia di Calcedonio. Ben 1.500 anni di storia aleggiano nella costruzione in cui si notano molti materiali di recupero come colonne di vari marmi (due delle quali di granito rosa arrivato da Asswan, in Egitto), capitelli in vari stili, un’acquasantiera ricavata da un capitello romano del primo secolo d.C., mosaici. Accanto c’è il Battistero con la sua architettura ottagonale del Battistero, seconda metà del VI secolo, che conserva alcuni tratti del pavimento musivo e vari elementi d’arredo, con grandi sarcofaghi in marmo del II e III secolo collocati all’esterno. Da non perdere neppure la chiesa di Santa Maria delle Grazie, altrettanto antica come dimostrano i pavimenti musivi a doppio livello.

Ma una passeggiata nel borgo permette di conoscere tanti personaggi interessanti: gli artigiani che vi lavorano e che definirli tali è riduttivo, perché sono in realtà veri e propri artisti. Tanto che molti di loro sono stati protagonisti della mostra di artigianato artistico “Otium et Negotium” presentata nell’estate 2020 nel Palazzo Meizlik di Aquileia. Come Francesco Mansi del Laboratoriorafo “Oricalco” di via Gradenigo: seconda generazione di orafi, cresciuto in laboratorio tra fiamme, ceselli e metalli preziosi, Francesco concretizza “gioielli unici” a partire dal disegno, la lavorazione dell’oro, dell’argento, del legno e delle pietre preziose. Johnny Cester è un artista a tutto tondo del vetro e un maestro fuori dal tempo: lui è l’autore delle formelle che in ogni piazza e in ogni strada di Grado ne indicano il nome, descrivendo il luogo anche con un disegno. Oppure Nico Gaddi: visitare il suo laboratorio-atelier, “La Botega” come la chiama lui, in via Gradenigo, è come compiere un viaggio nella materia e nella fantasia dell’uomo che è scultore, pittore, fografo e incisore. Fermatevi a parlare con lui, vi spiegherà il significato di ogni sua opera e ne rimarrete affascinati…

Francesco MansiJohnny Cester

Nico GaddiLo chef Giorgio Cattarinussi, il sous chef Patrick Solazzo e lo chef capopartita Alessandro Foschiatti del Laguna Sky Restaurant

Di luogo in luogo, un’altra prospettiva affascinante di Grado è la Diga: il nome spiega esattamente cos’è, una costruzione per proteggere l’isola dall’alta marea (un po’ come accade nella vicina Venezia) è diventata l’occasione per creare una passeggiata sul lungomare da cui si ammirano imperdibili tramonti, con l’occhio che spazia fino alla costa croata. Altri scenari da non perdere sono il Porto Mandracchio, il centro nevralgico della vita economica fin dall’antichità; il ponte pedonale dell’Isola della Schiusa; Fossalon, entroterra di indiscutibile bellezza e straordinaria ricchezza paesaggistica; l’Isola di Barbana, nel cuore della laguna, dove sorge il santuario della Beata Vergine Maria.
Tanto da vedere, si diceva.

Ma quando è cominciato il turismo a Grado? “È passato più di un secolo da quando è stato trivellato il pozzo in Piazza dell'Acquedotto, quello che ha reso disponibile l'acqua potabile per i gradesi. Da quel periodo in avanti si comincia a parlare di una Grado ‘turistica’ ovvero del ‘grande miracolo della sabbia, del mare e della laguna di Grado’, che ha dato vita a quelle che oggi  conosciamo come Terme Marine di Grado” ci spiega Thomas Soyer. E allora non resta altro da fare che venire a Grado e sperimentare di persona tutto questo…

La Diga di Grado

Grado, nel borgo marinaro che racconta millenni di bellezza: mare, creatività, accoglienza a braccia aperta e tanti personaggi

Dove mangiare a Grado

Ristorante degli Artisti
Campiello Porto Grande, 2
www.ristorateagliartisti.it

Laguna Sky Restaurant
Riva Brioni, 17
www.lagunapalacehotel.it

Ristorante Settimo Cielo
Largo San Grisogono, 3
www.hotelastoria.it

 

Per saperne di più
grado.it/it/consorzio-grado-turismo
www.alpe-adria-radweg.com

 

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