E’ il boom turistico dell’Albania: al di là dell’Adriatico e dello Ionio c’è un Paese tutto da scoprire

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Giovanni Bosi, Milano

Albania, questa sconosciuta. Forse è davvero il caso di dirlo, perché in realtà appena sull’altra sponda dell’Adriatico e dello Ionio c’è un Paese ricco di patrimonio artistico, culturale, naturale e sicuramente anche umano. Un territorio che merita di essere conosciuto e valorizzato, al di là di ogni sciocco pregiudizio. Un viaggio qui può davvero tradursi in una rivelazione.

 

(TurismoItaliaNews) La storia recente dell’Albania è appena un capitolo della bimillenaria epopea di questa nazione, che per la sua collocazione geografica è stata a tutti gli effetti protagonista delle vicende del Mediterraneo: “Le grandi antiche civiltà greca e romana – ci spiega con grande passione la dottoressa Vittoria Lucaj dell'agenzia PalmaSol Viaggi (che in Italia propone il tour operator AlbaSol di Tirana) - hanno lasciato numerose tracce del loro passaggio sul territorio albanese. Realizzare un tour nel nostro Paese significa andare alla scoperta dei resti di queste civiltà così come di quella degli Illiri, un antico popolo che occupò gran parte dei territori dei Balcani occidentali, dalla costa dalmata fino all'attuale confine tra Albania e Grecia. Gli Illiri sono largamente riconosciuti come antenati degli attuali albanesi”.

Nelle foto sotto: Butrinto

E attenzione, perché l’Albania è una terra che regala in abbondanza sole e neve. Un Paese dalle grandi potenzialità per le sue bellezze naturali, tra cui i superbi parchi nazionali e le splendide spiagge con acque cristalline (soprattutto lungo la fascia ionica), per i paesaggi integri, le aspre montagne, i boschi e i pascoli. Un Paese ospitale e generoso con un patrimonio culturale da scoprire, ricco di antiche tradizioni, dove sorgono città cariche di storia. “Con un tour di 8 giorni – argomenta Vittoria Lucaj – si può davvero conoscere il nostro Paese, andando alla scoperta degli antichi siti, compresi i bellissimi monumenti di culto e due città iscritte dall’Unesco nel Patrimonio mondiale dell'umanità: Berat e Argirocastro”.

Partendo da Tirana, dove si può arrivare volando grazie a collegamenti low cost attivi da numerosi aeroporti italiani, il primo approccio è con il Museo Storico Nazionale nel quale sono conservati numerosi reperti archeologici provenienti da diversi siti. E poi Scutari e Kruja: la prima è la città più importante del nord Albania e una delle più antiche del Paese; si pensa che sia stata fondata intorno al IV secolo a.C. diventando il centro principale della tribù illirica dei Labeati. Il Castello di Rozafa, che si pensa sia stato ricostruito durante il dominio veneziano nel XIV secolo sulle vecchie fondamenta del castello illirico, dona una vista spettacolare sul territorio circostante, mentre il Museo Archeologico, allestito in una casa tradizionale in stile ottomano, documenta l'importanza di questa città, che batteva moneta propria. “E’ irrinunciabile una passeggiata nella zona pedonale rinnovata di recente – suggerisce Vittoria Lucaj - in cui si intrecciano architettura italiana e austriaca, testimonianza dei legami storici della città con questi due Paesi”.

Nelle foto sotto: Butrinto, considerata da molti come il sito archeologico più importante dell'Albania e forse dei Balcani

Kruja è il simbolo della resistenza albanese contro i Turchi, con a capo Scanderbeg, l'eroe nazionale albanese che guadagnò il titolo di "Protettore della Cristianità" per aver bloccato l'invasione turca dell'Europa occidentale per 25 anni. Nei pressi a Zgerdhesh, si trova l'antico sito di Albanopolis da cui il Paese ha preso il nome. Il tour continua attraverso Durazzo, fondata da Epidamno nel 627 a.C. dai greci di Corcyra (odierna Corfù) e di Corinto: si visitano l'Anfiteatro nel centro della città moderna, il Foro e il museo archeologico. E poi, lungo la strada per Berat, da vedere assolutamente sono il Mosaico di Arapaj e la Roccia di Kavaja, dove Cesare accampò le sue truppe durante la guerra civile con Pompeo; nelle vicinanze si trova il campo di Golem in cui si decise l'esito della guerra. Berat è conosciuta come la "città delle mille finestre", è classificata come città-museo e fa parte dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Sulla strada verso Argirocastro - città museo costruita interamente in pietra, proclamata patrimonio mondiale dell'Unesco per questa sua architettura particolare - si visita la città di Byllis, una delle più grandi città del sud dell'Illiria, diventata Colonia lulia Augusta.

Si prosegue con le rovine dell'antica Adrianopoli a Sofratike e quindi con Butrinto, considerata da molti come il sito archeologico più importante dell'Albania e forse dei Balcani: “Vale assolutamente la pena passare alcune ore ad esplorare questo sito meraviglioso – evidenzia Vittoria Lucaj – vanno visti l'elegante teatro greco del IV secolo a. C., il santuario greco di Asclepio; le case con cortile di epoca romana e gli stabilimenti balneari a est del teatro intorno al faro; le rovine del Triconch; un grande battistero bizantino che conserva un mosaico pavimentale risalente al VI secolo d.C.; la basilica ben conservata del VI secolo (rinnovata nel tardo Medioevo); le rovine di un nynphaeum risalente al II secolo; chilometri di alte e imponenti mura del periodo greco, romano, bizantino e medievale”. Altri luoghi in cui fare tappa sono la fortezza di Ali Pasha a Porto Palermo, l'antica città di Amantia fondata nel V secolo a.C., Valona dove nel 1912 fu proclamata l'indipendenza dell'Albania. E ancora l'antica città di Apollonia, situata sulla famosa Via Egnatia, una delle più importanti città dell'Antica Roma; e il monastero di Ardenica costruito nel Medioevo, di particolare interesse per via dei bellissimi affreschi di Kostandin Shpataraku e dei fratelli Zeografi. Food. Come si può intuire, l’Albania è davvero un libro di storia a cielo aperto. E se poi amate il mare, è imperdibile il tratto di costa ionica che scende verso la Grecia, con la splendida Saranda.

Uno scorcio del Castello di Argirocastro e, sopra, il bellissimo litorale ionico di Saranda

Non secondario è il tema food: semplice nella preparazione ma saporita per gli aromi utilizzati, la cucina albanese ricorda, sotto alcuni aspetti, quella dell’Italia meridionale, richiamandosi in aggiunta a quella greca e turca, quest’ultima eredità della secolare dominazione ottomana. Bevande alcoliche tipiche sono il raki, spesso distillato in casa, il cognac e alcuni liquori aromatizzati alla frutta. E le strutture ricettive? “Con uno sviluppo turistico in crescita grazie alla presenza di confortevoli strutture alberghiere – sottolinea Vittoria Lucaj – fruibili a costi accessibili soprattutto sul litorale, ma non solo, è possibile scegliere tra varie soluzioni di prezzo e comfort. Una valida alternativa sono le case affittate da cittadini privati”. A proposito: la valuta è il lek e 1 euro è cambiato a circa 140 leke. Insomma, perché non regalarsi una vacanza-esplorazione in Albania?

Per saperne di più
Albasol Tour
www.albasoltour.com
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Il Castello di Argirocastro

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