Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche

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Giovanni Bosi, Cantabria / Spagna

Valori naturali ed etnografici da preservare allo stesso modo degli usi tradizionali. E' un patrimonio unico e irripetibile questo straordinario lembo di Spagna racchiuso fra le montagne della Cantabria, a cavallo tra le province delle Asturie, León e Cantabria. Il Parco nazionale dei Picos de Europa, nato un secolo fa come Parque Nacional Montaña de Covadonga, è oggi protetto dall’Unesco come Riserva della biosfera: oltre 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche assicurate.

 

(TurismoItaliaNews) Valli, prati e fiumi di montagna, fauna e flora rigogliosa che documentano una grande biodiversità: tutto questo contribuisce a rendere i Picos de Europa uno spettacolo naturale affascinante e ammaliante.

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

Davvero questa è Natura con la maiuscola. Qui volteggiano le aquile e abitano indisturbati orsi, lupi e perfino quebrantahuesos, come da queste parti si chiamano gli avvoltoi barbuti a rischio estinzione. Di fatto le montagne di questo Parco (un’orografia complicata costituita da roccia calcarea) sono uno dei paesaggi naturali più apprezzati della penisola iberica, visitati ogni anno da oltre due milioni di persone: la star, vale a dire quello che è considerato il gioiello naturale per eccellenza, è il Picu Urriellu o Naranjo de Bulnes, di solito nascosto dalla nebbia, ma il cui colore bianco lo rende uno dei monoliti calcarei più belli del mondo. Ma in realtà la tavolozza dei colori da queste parti non si risparmia: il verde che si mescola con il grigio, il blu con il bianco, a volte lilla e rosa su rosso, ocra e rossastro, dipingono queste migliaia di ettari diluite ai bordi delle Asturie, Cantabria e Castilla e León.

I primi passi per la protezione della zona risalgono al 1918, quando re Alfonso XIII – era il 22 luglio - promulga la legge con cui Covadonga viene dichiarato primo Parque Nacional Montaña in Spagna. Evento che a cento anni di distanza, il Paese ha voluto ricordare anche attraverso l’emissione di un francobollo da 5,20 euro stampato in versione foglietto, in circolazione dal 30 settembre 2019. Un bel prodotto filatelico che mostra il paesaggio del Parco nazionale, con in primo piano due alpinisti in abiti di epoche diverse: l'uomo indossa l'abbigliamento tipico degli alpinisti nei primi anni del XX secolo; la donna ha l'abbigliamento da montagna odierno,il tutto come metafora di questi cento anni; l’annullo postale speciale “primer dia de circulacion” propone il Naranjo de Bulnes.

Picos de Europa: il foglietto che le Poste spagnole hanno emesso per il centenario (emissione 2019)

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

Sono significativi i passi in avanti compiuti in questi cento anni dalla Spagna: da quel 1918 la protezione della natura nel Paese si è confermata questione di primo piano, tanto che oggi sono più di 1.800 le aree protette. I Picos de Europa costituiscono tre importanti massicci conosciuti come il massiccio orientale o Andara, il massiccio centrale o gli Urriellles e il massiccio occidentale o Cornion. Il suo clima è caratterizzato da umidità e precipitazioni costanti, caratteristica data dalla vicinanza al mare (appena 20 chilometri) anche se la neve durante i mesi invernali è quasi scontata, tanto che le motoslitte in servizio permanente non sono una rarità.

La nebbia è un altro elemento frequente, temuto dagli appassionati delle scalate e delle escursioni in quota. E sì, perché le vette si alternano a profonde gole e canyon: nella catena montuosa sono ben i picchi con altezza superiore ai 2.000 metri. Il Massiccio Centrale è il più ripido dei tre che compongono il Parco e annovera le vette più elevate: Torrecerredo (2.646 metri), la cima più alta del Picos, Naranjo de Bulnes (2.519 metri) o il Treasurer Peak (2.570 metri). Il massiccio occidentale è il più esteso e varie fra vette che spiccano, come la Peña Santa de Castilla (2.596 metri), e prati, boschi di faggi e querce, brughiere.

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

Altrettanto famosi sono i laghi di Covadonga. Sul massiccio orientale, di minore estensione e altitudine, contrasta la durezza della roccia con i pascoli verdi. Il Parco è attraversato da quattro fiumi che si incanalano in canyon profondi: la gola dell'Ermida percorsa dal fiume Deva; la gola dei Beyos con il fiume Sella; la "Garganta Divina", in cui scorre il fiume Cares, e le gole dell'India, dove passa il fiume Duje.

Per godere tanto spettacolo, al di là dei numerosi punti panoramici da cui contemplare la sua bellezza, si può prendere la funivia Fuentedé, con cui si sale ad oltre 1.800 metri di quota.

Per saperne di più
Parque Nacional Picos de Europa
c/ Arquitecto Reguera, 13, escalera B, 1
33004 - Oviedo, Asturias (Spagna)
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parquenacionalpicoseuropa.es

foto per gentile concessione della Fototeca Ceneam

Picos de Europa: tra Asturie, León e Cantabria 67mila ettari di paesaggio mozzafiato e sensazioni uniche (foto Fototeca Ceneam)

 Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)

 

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