Il Monviso diventa Riserva Biosfera dell’Unesco: un’officina di vita e non un semplice museo della natura

Angelo Benedetti, Torino

Un’officina di vita e non un semplice museo della natura, basata sul rapporto simbiotico tra uomo e territorio. Energie rinnovabili, turismo e produzioni sono infatti gli assi prioritari della strategia proposta per l’Area transfrontaliera della Biosfera del Monviso, riconosciuto come tale dall'Unesco nel contesto del programma MaB “Man and Biosphere”. Questa area a cavallo tra Italia e Francia insieme al Parco del Queyras, è entrata così nell’esclusivo club della rete mondiale delle riserve della biosfera, che conta 621 biosfere, di cui 12 transfrontaliere, in 117 Paesi del mondo.

 

(TurismoItaliaNews) Era da otto anni che l’Italia puntava a figurare nuovamente nella lista dei MaB e l’obiettivo è stato centrato – con quella che ha rappresentato la prima candidatura nazionale di carattere transfrontaliero – nello stesso anno in cui il Piemonte ha incassato pure l’iscrizione dei paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato nella lista dei siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità. Un anno importante dunque il 2014, carico di responsabilità perché i riconoscimenti ottenuti costituiscono anche una dichiarazione di impegno alla conservazione di questi splendidi territori.



La scheda del territorio

L’Area della Biosfera del Monviso comprende 88 Comuni. Si tratta soprattutto di Comuni di piccole e medie dimensioni: 73 su 87 (circa l’85%) hanno una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti. È un territorio che si estende su circa 284.500 ettari, e che va dai due versanti del Monviso, il Colle dell’Agnello e il Colle delle Traversette e raggiunge le colline del Roero attraversando i territori della Valle Maira, Valle Varaita, Valle Po, Bronda e Infernotto e l’area del Saluzzese, di Racconigi e di Savigliano (il nord-ovest della provincia di Cuneo), e una porzione della Provincia di Torino con i Comuni di confine di Villafranca Piemonte, Pancalieri, Cavour e Bobbio Pellice.

Il Monviso (candidato dal Parco del Po Cuneese) è la nona riserva della biosfera in Italia e va ad aggiungersi a quelle già esistenti di Selva di Collemeluccio, Circeo, Miramare a Trieste, Parco del Cilento, Somma Vesuvio, Valle del Ticino, Parco dell'arcipelago toscano e Selva Pisana. Al di là della frontiera, analogo obiettivo è stato centrato dalla speculare Riserva francese “Mont Viso” che interessa il Parco del Queyras.


Cinque le zone amministrative che si possono individuare: l’area di Racconigi, Roero e Saviglianese; il Saluzzese; le Valli Po, Bronda e Infernotto; la Valle Varaita e la Valle Maira. Lo scenario territoriale dell’Area della Biosfera del Monviso si può suddividere in due zone morfologiche e in tre sub-zone territoriali: una zona collinare e pianeggiante nella parte nord-est della Provincia di Cuneo e due zone di territorio montano, a nord-ovest. Il principale elemento fisico di collegamento è il Monviso “il Re di pietra”, sorgente del fiume Po, il più lungo ed imponente fiume interamente compreso nel territorio italiano.


La zona collinare e pianeggiante corrisponde sostanzialmente con i territori dell’area di Racconigi (celebre per il suo Castello Reale, ugualmente riconosciuto Patrimonio dell’Unesco nella rete delle residenze sabaude), del Roero, del Saviglianese e del Saluzzese, il cui paesaggio è caratterizzato da vigneti e frutteti.


La zona montana comprende le aree della Valle Varaita, delle Valli Po, Bronda e Infernotto e della Valle Maira. La Varaita è una Valle scavata dal torrente omonimo, situata tra i contrafforti alpini che salgono al Monviso a nord e dal Pelvo d’Elva a sud. La parte inferiore, ampia e pianeggiante, è ricca di frutteti. La parte superiore, invece, presenta un paesaggio tipicamente montano. La Valle Po è la più settentrionale delle valli saluzzesi e può essere considerata la “via naturale” che conduce al Monviso soprattutto grazie al fiume Po che la modella ampiamente. Ospita il “buco di Viso”, il primo traforo alpino costruito nel XV secolo dai Marchesi di Saluzzo per facilitare lo scambio delle merci verso la Provenza. La Valle Maira è un territorio alpestre molto ricco geologicamente, particolarmente boschivo e solcato da una fitta rete di corsi d’acqua.

 

 


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