Galápagos: viaggio da sogno nel fantastico mondo di Darwin alla Playa de los Perros, sull'isola Santa Cruz
Giovanni Bosi, Galapagos / Ecuador
Un viaggio nella bellezza sulle tracce di Charles Darwin. Un mondo in cui entrare in punta di piedi: guardare e non toccare perché qui è tutto in precario equilibrio. Playa de los Perros, sull'isola Santa Cruz, nell'arcipelago delle Galápagos, è decisamente quello che ti aspetti: la natura autentica popolata da pacifiche iguane marine, sule dalle zampe blu, pellicani, fregate, coloratissimi granchi Sally Lightfoot, paguri e una vegetazione tipica delle zone aride. Uno spettacolo. E qui gli estranei siamo noi, ovviamente.
(TurismoItaliaNews) Dici Galápagos e dici natura, storia dell'evoluzione, tartarughe giganti. Ma sarebbe riduttivo identificare l'arcipelago ecuadoregno soltanto con le spettacolari tartarughe terrestri più grandi al mondo, il cui carapace ha una lunghezza che si aggira intorno al metro e mezzo e un peso che può raggiungere i 300 kg. Impressionanti! Le Galápagos sono anche molto di più, a partire proprio dalle iguane, marine e terrestri, con i colori che cambiano in base all'isola di provenienza, particolare che fa la differenza visto che quelle appartenenti a luoghi diversi non ci pensano neppure ad accoppiarsi. Meraviglie della natura che qui ha saputo conservarsi e migliorarsi nel corso dei millenni e che il naturalista, geologo e biologo inglese Charles Robert Darwin ha svelato nell'Ottocento spiegando che tutte le specie di vita discendono da un antenato comune, concetto fondamentale nella scienza. Un caposaldo della biologia evolutiva.
Così arrivi sulle isole con grandi aspettative: vedere, capire, stupirti. Soprattutto stupirti. Siamo nell'Oceano Pacifico, a un migliaio di km dal continente sudamericano: l'arcipelago è composto da 19 isole e con la riserva marina circostante sono state definite un unico “museo vivente e vetrina dell'evoluzione”. Alla confluenza di tre correnti oceaniche, le Galápagos sono un “crogiuolo” di specie marine, con l'attività sismica e vulcanica tuttora in corso che riflette i processi che hanno formato le isole. Processi che insieme al loro estremo isolamento, hanno portato allo sviluppo di insolite forme di vita animale - come l'iguana terrestre, la tartaruga gigante e le numerose specie di fringuelli - che hanno ispirato la teoria dell'evoluzione per selezione naturale di Darwin dopo la sua visita nel 1835.
Playa de los Perros è uno degli scenari di tutto questo: ci imbarchiamo a Puerto Ayora, capoluogo cantonale di Santa Cruz, la seconda isola più grande delle Galápagos (dopo Isabela Island) e la più abitata ed economicamente attiva dell'arcipelago, che appartiene all'Ecuador. A proposito: è un vulcano dormiente la cui ultima eruzione si stima sia avvenuta un milione e mezzo di anni fa. Con la nostra piccola imbarcazione raggiungiamo in 8 minuti la parte di isola che ci interessa, non prima però che il nostro timoniere abbia navigato lentamente sottocosta per farci vedere di tutto: gli abitanti legittimi di questo lembo di paradiso terrestre. Come le sule dalle zampe azzurre: noi scattiamo foto a non finire e loro è come se ci guardassero stupite, un po' irritate ma alla fine ignorandoci. Poi arriviamo al pontile da cui si snoda il sentiero sterrato in falsopiano che conduce a Playa de Los Perros. Ci sentiamo un po' Indiana Jones in una situazione di questo tipo. La Playa de los Perros ha una lunghezza di 75 metri ed è costituita da sabbia bianca, su cui spiccano le rocce vulcaniche di colore nero.
E' come trovarsi in un libro all'aperto di scienze, geografia e storia all'unisono, come se avessimo compiuto un balzo all'indietro nel tempo di qualche millennio. E più delle parole contano le immagini, perché a ben guardare è difficile descrivere le sensazioni che provi trovandoti lì. L'attrazione sono le decine e decine di iguane stese al sole, sulla lava forgiata in mille forme diverse, pacifiche e tranquille. La distanza di sicurezza da osservare è più per loro che per noi, che potremmo anche essere veicoli di trasmissione di malattie imprevedibili per le iguane. Sono di tutte le dimensioni, qualcuna è enorme e per questo ancor più belle. Hanno una caratteristica cresta sul dorso, molto più evidente nei maschi che nelle femmine; la testa delle femmine è arrotondata, quella dei maschi triangolare. Sembrano lucertoloni. A loro modo sono affascinanti. Se mi avvicino troppo, la loro testa comincia a compiere rapidi movimenti a scatti, in su e in giù, una forma di difesa come se fossero pronte ad attaccare. In realtà non lo faranno mai.
Ti tornano in mente le nozioni che l'Unesco ha preso in considerazione nell'annoverare le Galápagos tra i siti Patrimonio dell'Umanità: la riserva marina dell'arcipelago è uno spettacolo di fauna sottomarina con una vita abbondante che va dai coralli agli squali, dai pinguini ai mammiferi marini. Nessun altro luogo al mondo può offrire l'esperienza di immergersi con una tale diversità di forme di vita marina che sono così familiari con gli esseri umani, da accompagnare i subacquei. Lo abbiamo sperimentato nuotando fianco a fianco con le tartarughe marine, La diversità delle forme geomorfologiche sottomarine è un valore aggiunto al sito che produce uno spettacolo unico, che non può essere trovato in nessun'altra parte del globo.
L'origine della flora e della fauna delle Galápagos è diventata di grande interesse sin dalla pubblicazione del "Viaggio del Beagle" di Darwin nel 1839. Le isole costituiscono un esempio quasi unico di come i processi ecologici, evolutivi e biogeografici influenzano la flora e la fauna sulle isole specifiche e nell'intero arcipelago. I fringuelli di Darwin, le tartarughe giganti e un certo numero di gruppi di piante e insetti rappresentano alcuni dei migliori esempi di radiazione adattativa che continua ancora oggi. Allo stesso modo la Riserva Marina, alla confluenza di 3 grandi correnti del Pacifico orientale e influenzata da fenomeni climatici come El Niño, ha avuto importanti conseguenze evolutive e fornisce importanti indizi sull'evoluzione delle specie in condizioni mutevoli. La dipendenza diretta dal mare per gran parte della fauna selvatica dell'isola (ad esempio uccelli marini, iguane marine, leoni marini) è fin troppo evidente e fornisce un legame inscindibile tra il mondo terrestre e quello marino. Le isole più vecchie geologicamente datano circa 4 milioni di anni, mentre le più giovani sono ancora in via di formazione.
Così torni a casa con gli occhi, il cuore e la mente colmi di emozioni e ti rendi conto di quanto sia importante, per tutti, assumere comportamenti consapevoli ovunque ci si trovi per rispettare, tutelare e tramandare questo mondo bellissimo. Unico e irripetibile!
Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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