Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

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Giovanni Bosi, Follonica / Toscana

Un percorso emozionale. Consistenze, simboli, creatività, suoni, colori, tradizione, storia ma al contempo anche innovazione sono gli elementi e le sensazioni che assicura il Magma di Follonica. Nome-acronimo del Museo che la dice lunga sulla vocazione di questa città della Maremma in un settore meraviglioso della siderurgia italiana. E dunque patrimonio dell'identità culturale di questo luogo e del nostro Paese: è il Museo delle Arti in Ghisa della Maremma. I restaurati spazi del Forno San Ferdinando, l’edificio più antico della città, si rivelano una scatola magica dove muri secolari convivono con moderne tecnologie multimediali. Ecco perché andarci.

 

(TurismoItaliaNews) Tanta storia. E soprattutto tante storie. Che coinvolgono anche emotivamente il visitatore, spinto a diventare un protagonista attraverso l'interazione con quanto si racconta, in un percorso arricchito dalla multimedialità e dalla realtà aumentata. Con i personaggi che prendono corpo e sostanza. Il Magma, Museo delle Arti in Ghisa, a Follonica è un autentico presidio di un capitolo lungo e fondamentale per la città, perché riassume in sé tutta l'evoluzione della città-fabbrica sulla costa tirrenica: da fonderia in mezzo alle paludi maremmane a polo culturale di una comunità cresciuta intorno al glorioso Stabilmento Ilva.

Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

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Quella che è arrivata sino a noi è una vera e propria cittadella diventata un tutt'uno con il resto di Follonica, grazie ad una riconversione che la caratterizza sempre come luogo di produzione, ma stavolta di arte e cultura: il museo, la biblioteca, il teatro. E poi architetture storiche ottocentesche come la Torre con l'orologio e il Palazzo Granducale. Lo stabilimento follonichese ha avuto il suo massimo sviluppo nell’800, e tutti gli edifici all’interno di quest’area erano un tempo connessi alla lavorazione del minerale di ferro. Il motivo arriva da molto lontano nel tempo: la storia del ferro in questa zona risale agli Etruschi, che già nel VI secolo a.C., a poca distanza, lavoravano il minerale proveniente dall’Isola d’Elba.

“Un viaggio virtuale nel tempo e nello spazio alla scoperta della culla della siderurgia italiana, in uno straordinario monumento di archeologia industriale – ci spiegano durante la visita - il Forno San Ferdinando porta in dote la sua storia, le tante storie di uomini che qui hanno lavorato e i suoi reperti artistici unici, che nell’Ottocento hanno reso celebre la produzione in ghisa follonichese”. E guardandoli ti chiedi come sia stato possibile creare oggetti ed elementi decorativi così belli e duraturi nel tempo. Che poi passeggiando per Follonica ritrovi tutti, a partire dall'incredibile chiesa di San Leopoldo, in stile neoclassico e a croce latina, consacrata nel 1838 alla presenza del granduca Leopoldo II di Toscana. Guardandola scopri come la ghisa sia stata utilizzata per tutto dagli architetti Alessandro Manetti e Carlo Reishammer: per il sagrato, per il rosone della facciata, per l'abside, persino per la punta del campanile.

Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

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Ecco allora che l'esplorazione del museo diventa giocoforza l'appagamento di tante curiosità: l’allestimento si snoda sui tre piani del Forno San Ferdinando con un racconto multimediale che cattura in una trama di sensazioni ed emozioni. Proiezioni e suoni danno vita a sculture, diorami, scenografie, multimedia e giochi interattivi, per conoscere e divertirsi ad ogni età. Così, in un connubio inscindibile, muri secolari e preziosi manufatti, affiancati dalle più avanzate tecnologie, accompagnano i visitatori in un viaggio virtuale alla scoperta di uno straordinario monumento di archeologia industriale.

L'arte della fusione si comincia a scoprire partendo dal luogo che ospitava l’altoforno e che il restauro ha riportato alla luce in tutta la sua forza materica. E dunque il punto giusto per una installazione artistica che evoca quanto avveniva in questo luogo di lavoro, dove al centro si imponeva la grande struttura del forno fusorio con in alto il camino per la fuoriuscita dei fumi. Nell’intento di ricreare questo elemento, l’allestimento propone una versione poetica del forno, con una cascata di lamelle metalliche sistemate in modo da ricreare l’esatta dimensione dell’interno del forno fusorio e caratterizzate da materiali diversi per richiamare le diverse fasi di caricamento. In basso lamelle rosse alludono alla fase di accensione; quelle centrali metalliche richiamano il minerale, che veniva gettato a strati con il carbone all’interno del forno; infine le lamelle trasparenti a simboleggiare il fumo, che dal camino usciva verso il cielo. Nella sala si diffonde l’inconfondibile rumore del forno fusorio e la scultura diventa improvvisamente incandescente. Il rombo aumenta e l’incandescenza si fa via via più luminosa, fino a diventare luce bianca. Quindi comincia a spegnersi dall’alto verso il basso.

Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

“Sulle quattro pareti del forno appaiono, come fantasmi, delle ombre di uomini intenti alla fusione. Talvolta sono ombre gigantesche, talvolta a grandezza naturale: rappresentano il riflesso degli operai, deformato dall’incandescenza del ferro fuso. Se la scultura è simbolo dell’antico forno, le quattro pareti sono dedicate al lavoro degli uomini e rappresentano il valore della creazione: quel valore che trasforma in arte il mestiere del forgiare” sottolinea la nostra guida.

Non finisce qui: all’improvviso inizia a scendere una colata bianca di ferro rovente e i muri cominciano a riempirsi di materiale incandescente. E' ovviamente una ricostruzione virtuale che conduce all’interno di una forma da forgiare: la colata bianca della ghisa riempie l’intero spazio e inizia a raffreddarsi, diventando prima rossa e poi sempre più scura. “Adesso sulle pareti ci sembra di distinguere delle forme, come imprigionate sotto la colata. Cominciano a formarsi delle crepe e crollano dei pezzi di materiale - spiega la guida mentre il nostro sguardo rimane incollato sull'immagine che scorre davanti a noi - man mano che le crepe aumentano, si libera alla vista ciò che è nato dalla forgiatura: è la città di Follonica”.

Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

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La scuola di ornato è l'altro capitolo fondamentale, quello che trasmette al futuro la creatività di chi questo posto lo ha animato in passato: il catalogo dei getti. Al primo piano il percorso espositivo presentazione modelli lignei che anticipano quello il patrimonio del Magma dato che la loro collezione rappresenta infatti un unicum nella storia nazionale della siderurgia. Disegnati e scolpiti da veri e propri artisti, servono a imprimere la forma nella terra in cui colare il ferro fuso. Un merito riconducibile direttamente al Granduca Leopoldo II, alla cui volontà si deve la nascita a Follonica di questa Scuola di ornato e disegno lineare nell'intento (riuscito) di fare dello stabilimento maremmano un centro di ricerca e di sperimentazione a livello tecnico-produttivo, ma persino artistico. Il risultato è stata una raffinata produzione in ghisa per l’arredo urbano, che ha continuato per oltre un secolo. Basti pensare che vengono da Follonica la balaustra del duomo di Firenze e i colonnini di piazzale Michelangelo.

Storia e storie, dicevamo. La sezione dedicata all’approfondimento storico racconta le risorse del territorio follonichese e il sistema dei flussi di energia, materie prime, uomini e tecnologie che caratterizza lo stabilimento. “Il successo di una struttura industriale si può comprendere solo attraverso il complesso sistema di relazioni che la legano al suo territorio” è la sottolineatura. Leopoldo II ha avuto una sorta di predilezione per la città , lui che amava molto questi luoghi un tempo malsani a causa di paludi e malaria. Nel 1831 dà il via ad un’opera di bonifica della Maremma e alla nascita in questi luoghi della Imperiale e Reale Amministrazione delle Miniere di Rio e delle Fonderie del ferro di Follonica. Che in poco tempo diventa il centro più importante di smistamento del ferro toscano. La Fonderia chiude le attività nel 1961, le attrezzature smantellate e le maestranze trasferite alle Acciaierie di Piombino. Ma il cuore qui continua a pulsare...

Al Magma di Follonica la ghisa racconta creatività, tradizione e storie del lavoro: la Maremma come non l'avete mai vista

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Altre sensazioni attendono il visitatore al piano seminterrato del Magma, cuore del Forno San Ferdinando e dunque dedicato alla produzione. “La lunga passerella ripropone il passaggio continuo che conduceva verso il cuore del San Ferdinando, aprendo spazi restituiti alla loro bellezza da un lungo e accurato restauro, come il vecchio carbonile o la bocca del forno – è la spiegazione - qui il percorso espositivo evidenzia la complessa macchina produttiva, specificando le fasi di lavorazione del minerale, necessarie per ottenere il prodotto finito. E una suggestiva videoproiezione apre le porte di una fonderia moderna, per mostrare il processo di fusione che porta dal modello al getto in ghisa”.

Se dici Follonica dici anche mare (è una delle mete estive più rinomate della Maremma grossetana e più in generale della Toscana) e Colline Metallifere, con il Parco che comprende il territorio di sette comuni: Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada, Scarlino e la stessa Follonica. Il Geoparco promuove un circuito turistico in un territorio segnato dall’esperienza mineraria, occupandosi del recupero, conservazione e valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico delle Colline Metallifere.

Per saperne di più
www.magmafollonica.it
www.museidimaremma.it
ollonicaonline.it

 

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