Il cielo visto dal Piccolo Tibet, luogo mistico e solitario tra le vette dell’Himalaya e del Karakorum

L’Himalaya racchiude in sé un mito: il miraggio di raggiungere vette ai limiti della realtà, riempire i polmoni di un’aria pungente, alzare gli occhi e percepire il cielo sempre più vicino. Ai viaggiatori che inseguono il sogno di trovarsi al cospetto dell’imponenza himalayana, c’è un itinerario overland in Ladakh, il piccolo Tibet, un luogo mistico e solitario, incastonato tra le altissime vette dell’Himalaya e del Karakorum. In Ladakh natura e spiritualità raggiungono l’equilibrio perfetto, integrandosi con naturalezza e armonia nella loro massima espressione.

 

(TurismoItaliaNews) Viaggiando via terra, percorrendo strade isolate tra i 3.000 e i 5.500 metri di altitudine, si incontrano gli scenari della Valle dell’Indo: impervie montagne rocciose, ghiacciai perenni, deserti d’alta quota si alternano a oasi verdi dove si coltivano l’orzo e la colza, intervallati da fiumi impetuosi e lunghi corsi d’acqua attorno ai quali sorgono i remoti villaggi delle popolazioni locali.

Sullo sfondo brullo delle montagne, le cui cime brillano di una luce limpida, lo sguardo è attratto da insolite macchie di colore: sono le caratteristiche bandiere di preghiera che sventolano tra i monasteri buddhisti arroccati alle pendici dei monti, integri nella loro autenticità millenaria, custoditi e protetti dall’aspro ambiente circostante.

 

Il culto del buddhismo himalayano ha radici antiche: il legame profondo con la spiritualità si esterna attraverso innumerevoli feste e cerimonie religiose che animano la vita in Ladakh, divenendo uno dei tratti distintivi di una popolazione mite e forte allo stesso tempo. Canti, balli e riti tradizionali celebrati dai monaci buddhisti creano un vortice magnetico al quale è impossibile non partecipare. I colori, i suoni, le movenze, tutto è controllato dalla presenza vigile e incombente delle vette himalayane, in uno sprigionarsi di magia rara.

 

 

 

Per chi desidera scoprire tutto questo, il tour operator Earth Cultura e Natura propone, con l’aiuto di guide esperte di cultura buddhista, un viaggio alla scoperta del Ladakh, delle sue impressionanti ambientazioni naturali, del suo popolo dall’energia genuina e del suo lato misterioso, racchiuso nella spiritualità e nelle antiche tradizioni, destinate a rimanere per sempre il simbolo del piccolo Tibet.

 

Un itinerario interamente realizzato via terra, per cogliere, attraverso tutti i sensi, l’incanto sprigionato da questo luogo remoto e solitario, che spicca tra le vette più alte al mondo. Il viaggio in Ladakh ha inizio subito in quota, a 3.500 metri d’altitudine, nella città di Leh, il capoluogo del piccolo Tibet.

 

Leh sarà il punto di partenza per visitare importanti monasteri buddhisti, lasciandosi sopraffare dallo stile di vita pacato di questi popoli dal carattere forte e orgoglioso. Tra i monasteri più affascinanti come non citare quello di Thag Thog, circondato da campi d'orzo e colza; il monastero di Cheemre arroccato su una collina a 4.000 metri e il famoso monastero di Hemis, dove ogni anno, nel mese di giugno, si celebra il festival omonimo dedicato alla nascita del buddhismo himalayano.

 

Da Leh il viaggio prosegue, in direzione ovest, alla scoperta della splendida Valle del fiume Indo fino a Lamayuru, dove poter approfondire la conoscenza della cultura buddhista, scoprendo il monastero della scuola dei "Berretti Rossi" (XI secolo) o i tesori della fortezza di Alchi con affreschi murali e sculture lignee di grande valore artistico. In questa occasione il viaggiatore alloggerà nel campo fisso di Alchi circondato da splendide montagne innevate alte oltre 6.000 metri.

 

Il percorso prosegue lungo la Nubra Valley, la strada carrozzabile più alta al mondo, da cui godere di una splendida vista sulle infinite cime del Karakorum. A Panamik una camminata di circa 2 ore attende il viaggiatore per raggiungere l'isolato monastero di Insa, dove lo sguardo è nuovamente assorbito dal magico ed imprevedibile incontro tra panorami differenti, tra dune di sabbia e ghiacciai perenni.

  

Rientrati a Leh si prosegue per la regione di Himachal Pradesh, percorrendo la Trans-Himalayana: 480 km di strada asfaltata e sterrata che attraversano in verticale il panorama che dall’arido paesaggio montano dei 5.000 metri discende alle foreste a 2.000 metri.

 

Le emozioni si susseguono continuamente durante il tragitto sostando nei villaggi attorno al cristallino Lago Tso Moriri fino alla piccola città di Manali, che segna un insolito confine visivo tra i deserti d’alta quota e il paesaggio alpino, con boschi di conifere, valli e fiumi imponenti. Raggiunta Dharamsala, la città del Dalai Lama in esilio, si prosegue per Amritzar, la città sacra dei Sikh, dove all'alba, si assiste alla cerimonia religiosa del Tempio d'Oro.

 

Partenze il 3, 9 e 16 agosto 2013.

 

 

 

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