Destinazione Turistica Emilia: visite a due passi dal cielo tra i grandi affreschi di Parma, Piacenza e Reggio Emilia

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Cupola come simbolo di volta celeste, cupola come omaggio all’infinito, aspirazione spirituale per scontare vite terrene. Cupole come ornamento dei luoghi di culto, evocatori dell’ “oltre”, contatto col divino. Cupole di una terra pragmatica, ricca di doni e di mercanti, ricca di natura opulenta e di buon cibo che cerca di riconoscersi nel progetto di un infinito di cui sente di voler far parte.

 

(TurismoItaliaNews) Le sei cupole, ispirate alle sacre scritture, vedono gli affreschi dei grandi artisti in Emilia tra il Cinquecento e Seicento, che hanno omaggiato con i loro pennelli le curve solenni di duomi, cattedrali e basiliche. Parma, Piacenza e Reggio Emilia si incrociano e si fondono. Correggio, Guercino, Pordenone e Lionello Spada allievo dei Carracci: artisti geniali che ritrovano nelle radici di questa terra il dialogo spirituale che unisce la vita terrena all’immagine divina. Le tre città, tutte in corsa per la nomina di Capitale della cultura italiana 2020, dopo la vittoria di Parma, aprono le porte a un futuro dal grande richiamo turistico per i tre territori che, con un gesto lungimirante, hanno stipulato il patto prima dell’onorificenza da parte del ministro Franceschini: “Uniti per la promozione dell’Emilia”.

L’obiettivo, nelle parole del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti “rendere il territorio attrattivo anche per soggiorni di lunga durata, dialogando e facendo rete anche con le realtà a noi vicine”. Come spiega Natalia Maramotti, presidente di Destinazione Turistica, ente pubblico per la promo-commercializzazione turistica dell’area delle tre province “Andare per cupole può diventare spunto alternativo per scoprire nuovi punti di vista, dall’alto verso il basso e su un orizzonte sterminato e ricco di suggestioni paesaggistiche e culturali”.

Salita al Pordenone in Santa Maria di Campagna e cupola del Guercino al Duomo – Piacenza
Restaurata di recente, la Salita alla cupola affrescata dal Pordenone tra il 1530 e il 1535 in Santa Maria di Campagna sarà visitabile fino al 10 giugno 2018, le visite sono accompagnate da una molteplicità di manifestazioni collaterali. Gli affreschi pordenoniani – eseguiti tra il 1530 e il 1535 - possono essere visti da vicino per la prima volta ed è possibile immergersi nelle figure dell’Antico Testamento, scene bibliche con le storie della Vergine nel tamburo e i quattro evangelisti nei pennacchi, opera di Bernardino Gatti detto il Sojaro. Sono poi 160 i gradini che separano i visitatori dal capolavoro del ferrarese maestro Guercino che, tra il 1626 e il 1627, realizzò l’affresco della Cupola nel Duomo di Piacenza.
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Le tre cupole del Correggio – Parma
Fughe verso il cielo nei racconti magistrali di Antonio Allegri detto il Correggio alle tre cupole parmigiane. Descritta da Antonio Raffaello Mengs come “la più bella di tutte, che siensi dipinte prima e dopo di lui”, la cupola affrescata nel Duomo di Parma databile 1524-1530, situata sopra l'altare maggiore, rappresenta l’Assunzione della Vergine con un linguaggio innovativo per l’epoca, fatto di prospettive e scorci che segnano il transito tra terra e cielo in un vortice popolato di nuvole e luce.

Sempre del Correggio è l’affresco nella cupola della basilica di San Giovanni Evangelista che mostra Cristo circondato dagli undici apostoli, con l’anziano Giovanni – protagonista della visione - alla base, testimonianza dell’abilità dimostrata dal Correggio nel gestire le figure in scorcio, qui ben esemplificata nell’architettura di nuvole ma già presente negli affreschi della Camera di San Paolo, realizzati intorno al 1519 in una delle stanze dell’appartamento della badessa Giovanna da Piacenza con uno stile nuovissimo e originale che presuppone la conoscenza del lavoro di Mantegna a Mantova.
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Tempio della Beata Vergine della Ghiara - Reggio Emilia
La grandiosa cupola, innalzata da Francesco Pacchioni su disegno di Cosimo Paglioni da lui riformato, fu ricoperta dagli affreschi di Lionello Spada, allievo dei Carracci, la cui l'opera fu commissionata nel 1614. Nel Tempio della Beata Vergine della Ghiara, straordinario monumento di fede a Reggio Emilia, sorto a seguito di un prodigioso miracolo, l’opera di Spada è ispirato alle scritture dell’Antico Testamento e rivela le grandi qualità prospettiche dell’artista che riesce a superare se stesso soprattutto nella realizzazione degli angeli.

Nel 1624 il Consiglio Generale degli Anziani incaricò Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, di realizzare la pala dell'Altare della Città (costruito a spese del Comune di Reggio, il cui stemma campeggia nella sommità), raffigurante la Crocifissione con la Madonna, la Maddalena, S. Giovanni Evangelista e S. Prospero, patrono di Reggio Emilia. La grande Pala, preceduta da molti disegni di studio, eseguita tra il 1624 e il 1625, è sicuramente l'opera di maggior impegno al rientro del Guercino in Emilia da Roma.
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