“Argentina - Il Gaucho. Tradizione, Arte e Fede” al Braccio di Carlo Magno in Vaticano

Si inaugura venerdì 17 maggio 2013 nel Braccio di Carlo Magno in piazza San Pietro in Vaticano una mostra unica nel suo genere “argentina - il gaucho, tradizione, arte e fede”. Per la prima volta in Vaticano e in Italia si presenta il grande patrimonio artistico che ha caratterizzato e caratterizza la storia e le tradizioni del popolo argentino. Un "ponte" con il Paese del nuovo Pontefice romano.
(TurismoItaliaNews) La rassegna, divisa in diverse sezioni e organizzata da Artifex, è il risultato di un’attenta selezione di opere appartenenti a importanti collezionisti argentini che hanno generosamente messo a disposizione le loro opere, molte delle quali lasciano il Paese per la prima volta. Conoscere l’Argentina, la sua cultura e la sua storia è l’intento dell’esposizione. La fratellanza fra il popolo argentino e italiano la rende un omaggio alle due nazioni che condividono un lungo percorso di storia. La mostra è un riguardoso omaggio a Papa Francesco, alla sua terra, e alle sue origini italiane.
Composta da oltre 200 opere, fra dipinti, stampe, fotografie antiche e artistiche, ori, argenti, preziosi tessuti antichi e moderni e documenti storici, presenta un percorso espositivo articolato in tre sezioni ben definite: la prima iconografica, con dipinti, stampe e libri, la seconda riguarda l’ergologia del “gaucho”, con particolare attenzione agli oggetti in argento e alle manifatture tessili che sono state utilizzate fin dalle origini. La terza è dedicata alla memoria di José Cura Brochero Gabriel del Rosario.
Nella prima sezione è ampia la panoramica sui luoghi e le genti, ritratti storici carichi di suggestioni e molte tranche-de-vie raccontano da vicino vita e costumi del popolo argentino. Nella parte espositiva che vede protagonisti i manufatti in oro, argento, smalto e pietre preziose, la mostra si apre come un vero e prezioso scrigno su una collezione unica: la collezione Pallarols. Sette generazioni di orafi hanno composto un percorso di fede e arte che vede fra gli oggetti più preziosi lo Stendardo in argento, oro, pietre preziose e smalto realizzato da Carlos Pallarols Cuni, con ricami d'argento eseguiti dalla madre dell’orafo, doña Carolina Cuni, eseguito per la Confraternita del Santissimo Sacramento della Cattedrale Metropolitana della Città di Buenos Aires (1934). Il Calice in oro, argento e pietre preziose, opera di Carlos Pallarols Cuni (utilizzato nel Congresso Eucaristico del 1934), il Pettorale d’oro realizzato per Sua Ecc.za Monsignor Enrique Rau, Vescovo del Mar della Plata da Carlos Pallarols Cuni (c.ca 1945), l’Incensiere d'argento con figura di uccello realizato da José Pallarols e Torras (c.a 1920), la Figura di Cristo in argento brillante e il Mate in argento opaco con figure di angeli realizzati da Juan Carlos Pallarols.
La seconda sezione della mostra è dedicata ai gauchos e alla cultura gauchesca. Il gaucho è il personaggio simbolo delle pampas rioplatensi. Abile cavallerizzo e mandriano, figura centrale, fortemente evocativa e parte integrante della storia del paese, accresce la propria storia attraverso il rapido sviluppo dell’allevamento del bestiame bovino ed equino portato dai conquistadores. Una intera sezione della mostra sarà dedicata ai “poncho”, realizzati con vari materiali: lana di agnello, seta, cotone e vigogna, di differenti stili, epoche e provenienza (patagonica o settentrionale). Completano la sezione oggetti di abbigliamento per il gaucho e il cavallo, tutti pezzi di rarità eccezionale e altissima qualità.
L’ultima sezione della mostra ricorda José Cura Brochero Gabriel del Rosario, sacerdote diocesano di origine argentina e di famiglia cattolica italiana, nato nel 1840 nella città di Santa Rosa de Rio Primero in Provincia di Cordoba. Il 20 dicembre 2012 Benedetto XVI ha firmato il decreto per la sua beatificazione, un passo ulteriore verso la sua canonizzazione. La proiezione all'interno della mostra di diversi video provenienti dall’Argentina, daranno una significativa testimonianza del Paese. Nell’anno della Fede, la mostra vuol essere testimonianza di uno dei percorsi della storia e della fede in Argentina.

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