VENEZIA | Via le grandi navi da San Marco e Giudecca, soluzione definitiva a regime nel Canale Nord a Marghera

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Niente più mega-navi a San Marco e Giudecca, nella laguna di Venezia. Archiviata definitivamente la soluzione Contorta-Sant’Angelo per mancanza di presupposti, l’indicazione del ministro Graziano Delrio per conto del Governo, su cui ha trovato convergenza il Comitato con il suo atto di indirizzo, prevede gli accosti per le Grandi Navi nella zona portuale di Marghera, Canale Nord Sponda Nord, con accesso attraverso la bocca di Malamocco e il canale di navigazione Malamocco-Marghera.

 

(TurismoItaliaNews) Occorrerà comunque del tempo perché si arrivi all’attuazione del tracciato di salvaguardia. E’ quanto emerso dalla riunione del Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla Laguna di Venezia (il cosiddetto ‘Comitatone’) guidato, su delega della presidenza del Consiglio, dal ministro Graziano Delrio e svoltasi al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“Dopo tanti mesi di studio e di lavoro molto serio abbiamo trovato una soluzione vera. Via le Grandi Navi dalla Giudecca, dal bacino di San Marco, ci vuole una soluzione definitiva a regime. Le grandi navi arriveranno a Marghera, si fermeranno nel Canale Nord di Marghera. – ha spiegato Delrio – non vi sono interferenze con il traffico commerciale quindi le due attività possono coesistere. Abbiamo detto anche che in questa fase transitoria, in attesa che il terminal di Marghera sia attrezzato, metteremo in campo una nuova determinazione della Autorità marittima con nuovi criteri più oggettivi, che tenga conto di tutte le variabili architettoniche, paesaggistiche e ambientali per preservare al massimo la Laguna. Abbiamo anche detto di manutenere adeguatamente e di sfruttare al massimo gli attuali canali esistenti, senza scavare nuovi canali, per consentire alla Marittima di continuare a funzionare bene e di svilupparsi. E’ possibile sviluppare il porto, far arrivare le crociere, senza per questo mettere a rischio il patrimonio di Venezia”.

Nella fase transitoria, stimata in circa tre anni, al fine di “mitigare ulteriormente gli effetti della navigazione sul canale della Giudecca”, l’Autorità Marittima adotterà una ordinanza con la quale consolidare le limitazioni già oggi vigenti valutando  la possibilità di definire un limite tecnicamente sostenibile”. E’ stata affermata l’importanza della Stazione Marittima e la possibilità di adeguare al Piano regolatore già vigente, previa procedura di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale se necessaria, e previa nuova analisi dei rischi, il Canale Vittorio Emanuele III per consentire, sempre attraverso la porta di Malamocco, l’accesso alla Stazione Marittima fino a limiti dimensionali che saranno determinati dalle verifiche della Autorità marittima. Sarebbe comunque utile riesaminare l’impianto del decreto Clini Passera, sulla scorta delle verifiche già compiute nel corso degli ultimi anni, circa la necessità di individuare “vie di navigazione praticabili alternative” al Canale Giudecca per il raggiungimento della Marittima.

Il Comitato ha inoltre autorizzato il riparto di finanziamenti previsti dalla legge Speciale per Venezia pari a 70 milioni, di cui 20 milioni disponibili a breve dopo l’incontro di oggi (5 milioni per il 2016 e 15 milioni per il 2017) per i Comuni di  Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti.

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