Odissea in aeroporto, cosa fare per non impazzire: i consigli dell'Aduc

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Sono la bestia nera dei viaggiatori, quella che fa irritare e non consente una programmazione razionale delle nostre attività. Sono i ritardi dei voli aerei, che immancabilmente in questo periodo affliggono i turisti in partenza vacanze. Abbiamo orologi che spaccano il secondo che non servono se tutto quello che ci circonda si muove al ritmo delle ore.  Ma non solo voli in ritardo: può capitare di imbattersi in un volo cancellato oppure di ritrovarsi in overbooking. E allora, che fare? Ecco i consigli di Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

 

(TurismoItaliaNews) Cominciamo dai voli in ritardo e dai conseguenti diritti del passeggero. In questo caso gli “indennizzi” sono ovviamente in relazione alla durata del ritardo. Diamo uno sguardo ai possibili scenari. Il passeggero ha diritto a pasti e bevande e ad effettuare gratuitamente due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica, se il volo sarà ritardato, rispetto all'orario di partenza previsto:
-di due o più ore per tutte le tratte aeree pari o inferiori a 1500 km;
-di tre o più ore per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 km e per tutte le altre tratte aeree comprese tra 1500 e 3500 km;
-di quattro o più ore per tutte le altre tratte aeree.

“Qualora l'orario di partenza è rinviato di un giorno – sottolinea l’Aduc - il passeggero ha diritto anche al pernottamento in albergo. Inoltre, nel caso in cui il ritardo è di almeno 5 ore il viaggiatore ha diritto al rimborso del biglietto. Quest'ultimo caso è quello che rende particolarmente nervosi perché dopo aver aspettato 5 ore avere solo il rimborso del biglietto, senza indennizzo economico, ci pare vessatorio. Comunque resta la facoltà del passeggero di rivolgersi all'autorità giudiziaria nel caso in cui subisse un danno (per esempio un affare non concluso) dovuto al ritardo del volo”.

Odissea in aeroporto, cosa fare per non impazzire

Volo cancellato. I diritti del passeggero

Sarà capitato che si arrivi di corsa all'aeroporto e non trovare l'aereo perché il volo è stato cancellato. In questo caso come è tutelato il passeggero? “Diciamo subito – spiega l’Aduc - che nel caso la responsabilità non sia della compagnia aerea (che dovrà dimostrarlo), nessuno indennizzo è dovuto al passeggero. Nessun risarcimento è comunque dovuto quando i passeggeri:
a) siano stati informati della cancellazione del volo almeno due settimane prima dell'orario di partenza previsto;
b) siano stati informati della cancellazione del volo nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima dell'orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di due ore prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di quattro ore dopo l'orario d'arrivo previsto;
c) siano stati informati della cancellazione del volo meno di sette giorni prima dell'orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di un'ora prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l'orario d'arrivo previsto.
Al di là dei casi suddetti, il viaggiatore ha diritto ad una serie di prestazioni e rimborsi previsti per l'overbooking aerea. Rimane il fatto che le cause di forza maggiore, per le quali un volo può essere cancellato, sono molteplici e facilmente dimostrabili dalle compagnie aeree per cui il povero cittadino rimane con il classico cerino in mano.

Odissea in aeroporto, cosa fare per non impazzire

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Overbooking aerea. I diritti del passeggero

“Spiacente non abbiamo posti”: è la ferale notizia che un passeggero, munito di regolare biglietto e prenotazione confermata e in procinto di partire per le agognate vacanze, può sentirsi dire in uno degli aeroporti italiani o dell'Unione europea. “Si chiamo overbooking, cioè sovraprenotazione – spiega l’Aduc - ed è un sistema che praticamente tutte le compagnie aeree adottano: vendono cioè più biglietti di quanti siano i posti a disposizione. Saltano viaggio e nervi, perciò abbiamo voluto elencare le opzioni alle quali ha diritto il malcapitato turista”.

In caso di overbooking la compagnia aerea deve offrire al passeggero una delle seguenti scelte:
-rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non usufruita oppure, in alternativa, un nuovo volo (riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva più conveniente per il passeggero, a condizioni comparabili.
-Assistenza, ovvero:
a) pasti e bevande in relazione alla durata dell'attesa;
b) adeguata sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti;
c) trasferimento dall'aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
d) due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.
L’assistenza va data in precedenza alle persone con mobilità ridotta e ai loro eventuali accompagnatori nonché ai bambini non accompagnati.

Compensazione pecuniaria di:
- euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;
- euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500 km;
- euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.
Se al passeggero viene offerta la possibilità di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi, rispetto al volo prenotato, rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia può ridurre queste compensazioni del 50%.
La compensazione va pagata in contanti, con assegno bancario o con bonifico oppure, in accordo col passeggero, con buoni viaggio e/o altri servizi.
“Ovviamente – aggiungono dall’Aduc - il pagamento della compensazione non impedisce al viaggiatore di avanzare una richiesta di rimborso del danno ulteriore, soggettivo, subito a causa del disservizio. Il passeggero ha diritto alla differenza di prezzo se viaggia in una classe inferiore a quella prenotata. Il passeggero non è tenuto a chiedere i risarcimenti e i servizi elencati perché devono essere erogati dalla compagnia aerea che deve informare i passeggeri dei loro diritti”.

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