Sidi Bou Said, il fascino universale del bianco e dell’azzurro in Tunisia

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di Giovanni Bosi, Sidi Bou Said / Tunisia

C’è un luogo affascinante a due passi da Tunisi che vale la pena davvero di scoprire. Anche perché le sue caratteristiche gli sono valse l’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco. E’ Sidi Bou Said, il villaggio fondato dagli andalusi, i cui colori bianco ed azzurro ne fanno un autentico gioiello delle Coste cartaginesi. Coste che hanno tanto da offrire e che per questo vanno scoperte e vissute con una vacanza assolutamente slow, che promette tanto da gustare.

 

(TurismoItaliaNews) Dal 1979 l’Unesco l’ha posta sotto la sua protezione. Giustamente, perché Sidi Bou Said, con una tradizione che risale agli anni Venti del Novecento è oggi una testimonial preziosa della storia tunisina. Quando si arriva in questo delizioso paese e si percorre la sua strada principale che si inerpica dolcemente sulla collina, la tentazione è quella di sbirciare all’interno dei cortili delle case, di scoprire cosa si cela dietro le finestre protette dalle inferriate capolavoro dell’artigianato locale, immaginando che al di là dell’imposta ci sia qualcuno che ci guarda ma che noi non possiamo vedere grazie alla particolarità di questi tradizionali infissi.

La sontuosa bellezza del paesaggio e la tranquilla armonia delle costruzioni blanche e blu si fondono per fare di Sidi Bou Said uno dei più seducenti villaggi del Mediterraneo. Scivolando dalla cima della collina, arroccate ad un picco di terra rosseggiante, ordinate saggiamente lungo stradine in pavé, le case nascondono infatti degli interni raffinati dietro le “moucharabieh” blu, le griglie a volute e i lussureggianti cespugli d’ibisco e di buganvillee. Non va mai dimenticato che la Tunisia è un Paese mediterraneo e di questo mare ha sempre e comunque condiviso storie, benefici e difficoltà in ogni secolo.

Salendo ancora si nota subito la moschea del santo Sidi Bou Said con il suo fine minareto bianco dietro al Cafè des Nattes, il più famoso caffè moro di Tunisia. Dall’atto del Paese, un faro veglia sul vecchio cimitero. Il paesaggio marino che si estende davanti alla collina è intriso di poesia: il sottile chiaroscuro del mare, il profilo brumoso delle alture del Cap Bon, che in lontananza chiudono il golfo. Non si deve rinunciare alla visita del palazzo orientalista del Barone d’Erlanger, una vera sinfonia di decoro tradizionale arabo - andaluso, e il suo museo di musica maghrebina.

La tradizione ed il mestiere
dell’arte in Tunisia

La tradizione ed il mestiere dell’arte in Tunisia sono decisamente diversificati. Dai famosi tappeti di Kairouan e Gabès al vasellame e ceramiche di Nabeul e Djerba, agli oggetti in rame cesellato, smaltato o inciso di Tunisi, fino ai gioielli tradizionali in oro e di forgia berbera, articoli in cuoio e la voliera bianca ed azzurra di Sidi Bou Said, i souk della Tunisia pullulano di mille proposte di acquisti originali. Gli articoli di valore (gioielli in oro, argenti, tappeti) devono essere accompagnati da un marchio o da un certificato di controllo rilasciato dal commerciante.

Ma Sidi Bou Said è famosa anche per un’altra eccellenza: la lavorazione delle ceramiche. Da secoli si tramanda una particolare decorazione detta a “coda di pavone” (dil ettaus) che richiede una lavorazione complessa: basti pensare che occorre il lavoro di 9 artigiani diversi per avere ad esempio un piatto decorato in tal modo. A proposito di ceramica, c’è anche il portafortuna che qui chiamano “Mano di Fatima” o a forma di pesce. E poi le voliere per uccellini, straordinari modelli che fanno pensare alla Belle Epoque, le kafas, la cui tipologia richiama gli stessi elementi architettonici delle case: un cubo con sopra una cupola, modello tipico della Tunisia, piuttosto al nord che al sud. Per averne un’idea fate un salto nel Select Shop di Rafaa Bacha…

Sidi Bou Said è l’esempio di come la fascia che circonda Tunisi sia ricca di un prestigioso passato, così come di testimonianze viventi dell’arte di vivere tunisina. "Le case circondate da cipressi e buganvillee, si allineano in una bianchezza smagliante – sottolinea Frej Fekih dell’Ente del Turismo della Tunisia a Milano, che ci accompagna nella visita - in estate i venditori di gelsomini spandono le loro essenze, in ogni angolo delle vie. I caffè mori sono accoglienti e si aprono su terrazze soleggiate, come il famoso Café de Nattes a Sidi Bou Said, o il Café Saf-Saf a La Marsa, celebre per il suo pozzo e il cammello che pesca l’acqua con l’aiuto di una noria”.

Circondate da numerosi siti storici, le Coste di Cartagine possono essere un punto di partenza per molteplici escursioni, grazie anche a due autostrade che collegano Tunisi al nord e al sud del Paese. 

Dougga. Uno dei più importanti siti archeologici della Tunisia, con dei monumenti ben conservati come il Campidoglio, il teatro e il mausoleo costruito dai Numidi, antenati dei Berberi.

Oudhna. Un antico sito dove si può ammirare l’anfiteatro, scavato sul fianco di una collina e un campidoglio dotato di sottosuolo monumentale. Nelle vicinanze, l’acquedotto romano di Zaghouan, con le sue arcate di 20 metri di altezza.

Thuburbo Majus. Un magnifico sito archeologico, con le vestigia di una città antica prosperosa (grande campidoglio, templi, terme, palestre...).

Utique. Un’antichissima città che ha lasciato delle notevoli vestigia di epoca romana.

Biserta. Un grande porto moderno ed una simpatica Medina accanto al vecchio porto, protetta da fortini e cittadelle costruite nel corso dei secoli.

Ghar el Melh. Il principale porto militare di Tunisia del XVIII secolo, dotato di un arsenale e circondato da tre belle fortezze, un villaggio andaluso sul fianco della collina.

Zaghouan. Situato in un sito montagnoso, piccola cittadina d'origine Andalusa, un antico ninfeo (tempio delle acque).

Testour. Questa cittadina tradizionale, di fondazione andalusa, vale la visita per la sua moschea caratteristica con il minareto in stile spagnolo e per la bellezza della campagna circostante.

Hammamet e Nabeul. Ad Hammamet merita una visita la graziosa Medina ed il forte spagnolo. Ad alcuni chilometri c’è il nuovo centro turistico di Yasmine Hammamet, con la sua marina e il suo parco “Medina”, pensato come una città tradizionale ricostruita in tutte le sue parti ed attrattive. A Nabeul, si può apprezzare il famoso artigianato (vasellame, ceramiche, stuoie...) oltre all’animazione dei souks.

 

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.

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