Pirati, contrabbando e cannoni: Skansin racconta quattro secoli di storia delle Fær Øer, è la fortezza simbolo di Tórshavn

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di Giuseppe Botti

Tórshavn vista dalla fortezza: Skansin, la sentinella delle Isole Faroe. Affacciata sul porto della capitale delle Fær Øer, questa antica costruzione attraversa oltre quattro secoli di storia delle Isole, tra incursioni piratesche, commerci internazionali, guerre e occupazione britannica. Nata alla fine del Cinquecento per proteggere la città, la fortezza conserva ancora cannoni, strutture militari e memorie di un passato tormentato. Oggi è uno dei simboli della capitale faroese e una delle prime immagini che accolgono chi arriva dal mare.

 

(TurismoItaliaNews) Cannoni puntati verso l’Atlantico, mura che hanno attraversato secoli di tensioni e un porto disteso ai loro piedi. Skansin non è soltanto una delle presenze più riconoscibili di Tórshavn: la sua storia racconta pirati, commerci, rivalità europee, contrabbando, guerre e strategie difensive che hanno coinvolto le Isole Fær Øer per oltre quattrocento anni.

Pirati, contrabbando e cannoni: Skansin racconta quattro secoli di storia delle Fær Øer, è la fortezza simbolo di Tórshavn

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Le origini della fortificazione risalgono al 1580, anno in cui Magnus Heinason fece costruire una fortezza a Tórshavn dopo che, l’anno precedente, la sua attività commerciale era stata saccheggiata. Si ritiene che quella prima struttura sorgesse approssimativamente nello stesso sito di Stangarnes occupato oggi dalla parte interna di Skansin. La necessità di proteggere la popolazione e i traffici tornò drammaticamente d’attualità nel 1629. Una violenta incursione a Hvalba provocò l’uccisione e il rapimento di diverse persone da parte dei pirati. Per evitare il ripetersi di attacchi simili, il re ordinò ai faroesi di realizzare una nuova fortificazione a Tinganes. Successivamente venne costruito anche il Reynafort, collocato più all’interno della penisola con il compito di difendere il commercio dagli assalti provenienti dal lato di terra. Per un certo periodo Tórshavn poté così contare su un sistema formato da tre fortezze.

Tre forti e un peso sempre maggiore per Tórshavn

L'introduzione della monarchia assoluta nel 1660 portò Christoffer Gabel a diventare uno dei funzionari più potenti del regno danese. Gabel deteneva le Isole Fær Øer come feudo e puntava a un ampliamento delle fortificazioni di Tórshavn. Mantenere tre strutture difensive, tuttavia, rappresentava un onere considerevole per gli abitanti della città, che protestarono contro le pesanti richieste imposte loro. In questo clima il parroco di Tórshavn, Lucas Debes, partì per la Danimarca per incontrare il re. Durante la sua assenza accadde un episodio destinato a lasciare un segno profondo. Il 30 gennaio 1673 gli edifici commerciali di Tinganes furono distrutti da un incendio. In seguito si scoprì che nella soffitta del mercante erano state conservate 150 libbre di polvere da sparo, incendiatasi in circostanze sospette.

Gli equilibri politici internazionali avrebbero presto cambiato anche il destino delle fortificazioni faroesi. Dopo la conclusione della Grande guerra del Nord nel 1721, la Danimarca entrò in un lungo periodo di neutralità. La necessità di mantenere un articolato sistema difensivo diminuì e il Reynafort venne presto abbandonato. Entro la metà del XVIII secolo fu smantellato anche il forte di Tinganes. Sulle sue fondamenta venne successivamente costruito Skansapakkhús, edificio che oggi ospita l’Ufficio del Primo Ministro delle Isole Faroe.

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Commerci, contrabbando e il ritorno della minaccia

La neutralità del regno danese favorì intanto le attività dei mercanti. Tra quelli che seppero approfittare maggiormente della situazione figurava Niels Ryberg, protagonista di un commercio di transito attraverso le Fær Øer. Merci provenienti dall’America e da altri Paesi raggiungevano Tórshavn per essere poi contrabbandate verso la Gran Bretagna a bordo di navi britanniche. La ribellione delle colonie americane contro Londra modificò però ancora una volta lo scenario internazionale.

Nel 1778, temendo lo scoppio di una guerra tra Gran Bretagna e Francia, Ryberg chiese alle autorità di rafforzare le fortificazioni di Tórshavn oppure di garantirgli un risarcimento nel caso in cui i suoi commerci fossero stati attaccati. La risposta arrivò alcuni anni più tardi. Nel 1782 il Tesoro danese inviò alle Isole Faroe il comandante Born, incaricandolo di costruire una nuova fortezza. È questa la struttura che ancora oggi si può visitare a Tórshavn. Skansin venne dotata di almeno venti cannoni, ma la sua potenza di fuoco non fu sufficiente a fermare la nave da guerra britannica Clio, che il 16 maggio 1808 conquistò e distrusse la fortezza.

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Torshavn

I cannoni che ancora guardano il porto

L’attacco britannico ridimensionò notevolmente il valore militare di Skansin, ma la presenza armata non cessò. Nella fortezza continuarono a essere stanziati 32 uomini. La situazione della struttura fu una delle prime questioni affrontate da C. L. Tillisch, arrivato alle Faroe nel 1825 come nuovo governatore della contea. Il suo intervento portò alla costituzione, il 1° maggio 1828, del Rifle Corps di Skansin. Due anni più tardi Tillisch riuscì a convincere le autorità a installare nella fortezza quattro cannoni. Trenta uomini di Tórshavn vennero addestrati per utilizzarli. Sono proprio quei pezzi d’artiglieria a trovarsi ancora oggi sulla parete interna della fortificazione affacciata sul porto.

L’arrivo dei cannoni ripropose anche il problema della conservazione della polvere da sparo, all'epoca custodita in diversi punti della città. Il ricordo della tragedia del 1673 suggeriva prudenza: per scongiurare il rischio di un nuovo disastro venne quindi costruita a Skansin una polveriera, anch’essa tuttora esistente. Il Rifle Corps rimase operativo fino al 1865, anno in cui fu sostituito da un corpo di polizia che per molti aspetti ne riprendeva l’organizzazione. Quest’ultimo venne sciolto nel 1901. Da allora Skansin perse progressivamente la propria funzione militare per affermarsi soprattutto come punto di riferimento del paesaggio urbano di Tórshavn.

Torshavn

Torshavn

La Seconda guerra mondiale e l’ultimo capitolo militare

La storia bellica della fortezza, tuttavia, non era ancora conclusa. L’ultimo periodo di attività militare arrivò durante la Seconda guerra mondiale, allorché i britannici scelsero Skansin come principale stazione militare di Tórshavn. Il loro compito era difendere le Isole Fær Øer da un possibile attacco tedesco. Tra i primi armamenti installati figuravano due grandi pezzi d’artiglieria, ancora presenti nella fortezza e divenuti parte della sua immagine contemporanea.

Da struttura costruita contro le incursioni alla fine del Cinquecento a presidio britannico nel Novecento, Skansin ha dunque seguito i mutamenti della geopolitica europea conservando tracce materiali delle diverse fasi della propria storia. Oggi la fortezza è protetta dalla legislazione faroese e deve essere preservata come monumento storico. La funzione difensiva appartiene ormai al passato, ma mura, cannoni e polveriera continuano a testimoniare le ragioni che per secoli resero indispensabile controllare l'accesso marittimo alla capitale.

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Skansin, il benvenuto dal mare a Tórshavn

Skansin è oggi uno dei punti di riferimento più riconoscibili di Tórshavn e una frequentata attrazione turistica. La sua posizione sul porto le assegna anche un particolare ruolo simbolico per chi raggiunge la capitale via mare. Per molti viaggiatori che arrivano alle Isole Fær Øer a bordo del traghetto passeggeri Ms Norröna, la fortezza è infatti tra le prime immagini di Tórshavn a comparire entrando nel porto. Una sentinella ormai senza battaglie da combattere, ma ancora rivolta verso il mare: gli stessi cannoni che un tempo dovevano respingere navi nemiche accolgono oggi chi approda nella capitale delle Fær Øer, trasformando Skansin in una porta d'ingresso alla storia dell’arcipelago.

Skansin scelta per Sepac 2026


La fortezza di Skansin è stata scelta dalle Poste delle Fær Øer come soggetto dell’emissione filatelica di Sepac 2026, in circolazione dal 9 luglio scorso. Si tratta di un foglietto con valore di 27 corone danesi (€ 4,95); l’immagine è opera del fotografo Andrija Ilic.

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