“Cari amici vicini e lontani buonasera, buonasera ovunque voi siate”: il primo presentatore del Festival di Sanremo, Nunzio Filogamo, riposa sulle colline dell’Arneis

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Fabrizio Salce

Era nato nella bella Palermo e pochi giorni dopo aver visto la luce si trasferì con la famiglia a Torino. Inizia così la storia di un uomo cortese e garbato, educato e gentile che tenne a battesimo nel 1951 la prima edizione del Festival di Sanremo. Nunzio, il cui vero nome era Annunziato, prima di approdare al Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo, dove si svolsero le prime edizioni della kermesse canora, studiò legge alla Sorbona di Parigi e all’Università degli studi di Torino. Il primo presentatore del Festival di Sanremo riposa sulle colline dell’Arneis.

 

(TurismoItaliaNews) Dopo un breve periodo di lavoro legato agli studi accademici approdò al mondo dello spettacolo dove si distinse come attore, cantante, presentatore, regista e conduttore radiofonico. Fu proprio alla radio, l’allora Eiar che nel 1934 venne chiamato per interpretare Aramis nella rivista “I quattro moschettieri”. Per meglio collocare l’evoluzione della radio nel nostro Paese si deve fare riferimento agli anni tra le due guerre, fu in quel contesto storico che prese a battere il tempo e l’affermazione della mezzo di comunicazione. Il 27 agosto 1924 venne costituita la Uri (Unione Radiofonica Italiana). Nacque dalla fusione tra la torinese Sirac e la romana Radiofono ed ottenne la prima licenza in esclusiva per trasmettere, con una concessione di stato valida per quattro anni. La prima trasmissione ufficiale porta la data del 6 ottobre del 1924 con un trasmettitore situato a Roma. La Uri si trasformò nel 1927 in Eiar e si dovette attendere il 1939 per avere una copertura di quasi tutto il territorio italiano con una rete radiofonica che serviva più di un milione di famiglie. Il 26 ottobre del 1944 l’Eiar prese il nome di Rai (Radio Audizioni Italiane).

Come cantante Nunzio Filogamo si distinse con canzoni popolari come Tutto va bene madama la marchesa, Qualcosa in Perù, Mi chiamo Viscardo, Mi hanno rovinato le donne e cagnolino pechinese. Su Youtube non è difficile trovarne alcune, così come è al quanto facile reperire in rete alcune informazioni sul popolare conduttore. Tornando invece a quella prima edizione del festival di Sanremo è giusto ricordare che parteciparono alla gara 20 canzoni interpretate da tre interpreti: Nilla Pizzi, il Duo Fasano ed Achille Togliani. Quasi superfluo ricordare che vinse Nilla Pizzi con Grazie dei fiori.

La carriera artistica di Nunzio Filogamo proseguì fino agli 70 per poi tramutarsi in sempre meno partecipazioni sia alla radio che in televisione. In una celebre intervista realizzata da Pippo Baudo nei primissimi anni 80, Nunzio raccontò come nacque la sua celebre frase “Cari amici vicini e lontani…”. Il primo Festival si svolse dal vivo con un pubblico poco più numeroso di 200 persone accomodate ai tavolini dal Salone delle Feste, diciamo come una qualsiasi serata di una normale sala danza di quegli anni. Nunzio, nell’osservare quella platea, pensò subito alle tante persone che quelle canzoni le avrebbero ascoltate alla radio e non di persona al Casinò. Gli venne dunque spontaneo esclamare quelle parole che fecero la storia dell’evento canoro. Per il suo novantesimo compleanno invece, il collega giornalista Franco Volpato di Rai Tre, lo raggiunse nella casa di riposo di Rodello (Cn) dove il presentatore si era ormai ritirato da anni, e alla domanda inerente ai conduttori degli anni 90 si sentì affermare da Nunzio che li avrebbe voluti meno esibizionisti. A conferma del suo modo di porsi in pubblico, gentile, elegante, garbato e meravigliosamente signorile. Un uomo d’altri tempi purtroppo.

“Cari amici vicini e lontani buonasera, buonasera ovunque voi siate”: il primo presentatore del Festival di Sanremo, Nunzio Filogamo, riposa sulle colline dell’Arneis

Ma io Nunzio Filogamo lo conobbi di persona da giovanissimo negli anni 80. Era il 1981, o forse il 1982, e una sera dovetti andare in una delle più belle sale da ballo di Torino. Lavoravo già da tempo nelle radio private torinesi e spesso andavo a presentare delle serate live. In quell’occasione ricordo che dovevo introdurre Mike Bongiorno, diciamo come apertura di uno spettacolo vero e proprio del signore dei “Quiz”. Nunzio era presente e Mike non perse occasione per salutarlo in pubblico definendolo come il papà dei presentatori italiani. A fine serata ci fermammo per le chiacchiere di rito e non potei non notare la sua grande raffinatezza. Per dovere di cronaca la sala da ballo era il Trocadero di Via Andrea Doria, un luogo delizioso che, come altre celebri sale di Torino, aveva ospitato i nomi famosi dello spettacolo degli anni passati e che stava vivendo l’agonia delle danze con orchestra che lasciavano lentamente il posto alle moderne discoteche.

Da Sanremo al Roero. Fu durante la seconda guerra mondiale che molte famiglie lasciarono Torino e sfollarono nelle campagne per via dei bombardamenti. Anche la famiglia di Annunziato operò in tal senso e raggiunse Monteu Roero. Venne ospitata dalla famiglia Careglio in località Violi. Durante quel periodo si accese un forte legame tra le rocche del Roero e Nunzio. Quelle colline che nel tempo sono diventate il plasma di grandi vini: Arneis su tutti. Lui ne rimase sempre affezionato al punto di desiderare di essere sepolto, insieme ai famigliari, nel cimitero del piccolo paese roerino. D'altronde il Roero è così, è una terra che quando la conosci non puoi non amarla.

Nunzio si è spento il 24 gennaio del 2002 a pochi mesi da quello che sarebbe stato il suo centesimo compleanno. A Torino, proprio alla base della Mole Antonelliana, gli è stato dedicato un piccolo ma gradevolissimo giardino. Nunzio ci ha lasciato un ricordo caro e affettuoso, una memoria di uomo elegante ed educato, di artista completo e versatile, e per noi sarà sempre “Cari amici vicini e lontani…”.

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