Alcalá de Henares, città del sole e delle lettere: in Spagna un viaggio tra storia, sapori e teatro sulle tracce di Miguel de Cervantes
Eugenio Serlupini, Madrid
C’è una città, a poco più di trenta chilometri da Madrid, che sembra racchiudere in sé un intero manuale di storia europea e della cultura ispanica. Alcalá de Henares, culla di Miguel de Cervantes, è un luogo dove il passato e il presente convivono tra piazze luminose, antiche università, portici che invitano alla passeggiata e osterie in cui le tapas si trasformano in un rito collettivo. Dal 2 dicembre 1998, quando l’Unesco l’ha riconosciuta come Patrimonio Mondiale, la città ha assunto ufficialmente la veste di “civitas universitaria” e di santuario della lingua spagnola, eredità che ancora oggi segna la sua identità.
(TurismoItaliaNews) Fondata come municipium romano nel I secolo d.C., divenuta poi borgo medievale dove convivevano le tre religioni, sede degli arcivescovi di Toledo e infine capitale di studi e arti nella Spagna imperiale, Alcalá attraversa le epoche come una vera Città del Sapere, di Dio e delle Lettere. Non a caso, tra i suoi vanti c’è l’Università fondata nel XVI secolo: il Collegio maggiore di San Ildefonso, con la sua facciata rinascimentale e il sontuoso Paraninfo in stile mudejar, è oggi il luogo in cui ogni 23 aprile viene consegnato il prestigioso Premio Cervantes. Passeggiando per la città non si può non sostare nella plaza de Cervantes, cuore pulsante dominato dalla statua del suo figlio più illustre, o percorrere la calle Mayor, la via porticata più lunga di Spagna, dove tra locali e botteghe spunta il museo della casa natale di Cervantes. Qui, due statue a grandezza naturale – Don Chisciotte e Sancho Panza – accolgono i visitatori ricordando come l’opera dello scrittore sia ancora viva e presente. Nella vicina cappella dell’Oidor si conserva il fonte battesimale di Cervantes, mentre la torre di Santa Maria e quella della cattedrale magistrale regalano scorci mozzafiato sulla città.
Alcalá non è solo memoria letteraria: è anche teatro e convivialità. Il Corral de Comedias, risalente al 1602, è uno dei più antichi d’Europa ancora in attività e continua a ospitare spettacoli e visite guidate, offrendo un’esperienza culturale unica. E tra uno spettacolo e una passeggiata, la gastronomia diventa parte integrante della scoperta: le tapas abbondanti servite nei bar al semplice ordine di una bevanda sono una tradizione radicata, mentre chi cerca dolci autentici può lasciarsi tentare dalle mandorle caramellate delle monache del convento di San Diego.
Non mancano esperienze che trasportano i viaggiatori in altre epoche: cenare sotto le volte di un antico convento del XVII secolo oggi trasformato in ristorante, o pernottare nel suggestivo Parador cittadino, significa vivere un vero salto nel tempo. A seconda della stagione, Alcalá si veste di nuovi colori e tradizioni: in estate con il Festival dei Classici, in autunno con il pittoresco Mercado Cervantino che anima le strade di mercanti e figuranti in costume, in inverno con le spettacolari luminarie natalizie.
La città “tesa al sole”, come la immaginava Unamuno, e abbracciata dal “chiaro Henares” cantato da Lope de Vega, continua a stupire chi la visita. E persino i dettagli più piccoli ne celebrano la grandezza: l’8 settembre la Spagna ha dedicato ad Alcalá de Henares un francobollo nell’ambito della serie “Conjuntos Urbanos Patrimonio de la Humanidad” con la suggestiva immagine della plaza de Cervantes, un tributo che sottolinea, anche in miniatura, il fascino universale di questa città dalle mille anime.
