Kalo, il gigante gentile che cresce verso la libertà: in Sri Lanka la tutela degli elefanti diventa un viaggio dell’anima
Dal salvataggio in un pozzo abbandonato al ritorno previsto nella foresta nel 2029: il progetto CarePhant di Sun Siyam Pasikudah racconta una nuova idea di turismo responsabile e conservazione
di Giovanni Bosi, Pasikudah / Sri Lanka
Ci sono vicende che superano il semplice racconto della fauna selvatica e finiscono per trasformarsi in simboli. La storia di Kalo, giovane elefante dello Sri Lanka, appartiene a questa categoria: una testimonianza concreta di quanto la conservazione possa nascere dalla pazienza, dalla cura quotidiana e da una forma autentica di rispetto verso la natura. E di come anche il turismo sostenibile, attraverso chi lo rende possibile, può aiutare questa splendida isola dell’Oceano Indiano, a tutelare un patrimonio irrinunciabile come un semplice elefante. Questa è anche la storia del Sun Siyam Pasikudah.
(TurismoItaliaNews) Tutto inizia il 23 marzo 2024, quando un cucciolo di elefante viene trovato in condizioni drammatiche dopo essere rimasto intrappolato per giorni in un pozzo abbandonato vicino alla foresta di Galenbindunuwewa, nel distretto di Anuradhapura. Ha appena otto mesi, è ferito, debilitato, separato dal branco e senza acqua né cibo. Negli occhi porta ancora lo smarrimento di un animale troppo piccolo per sopravvivere da solo. Chi lo trova decide di chiamarlo Kalo.
Da quel momento prende forma un percorso lungo e silenzioso che oggi racconta una rinascita. Quasi due anni dopo il salvataggio, Kalo è cresciuto, pesa oltre 300 chili, gioca con gli altri giovani elefanti e non necessita più di cure speciali. La sua nuova casa è l’Elephant Transit Home di Udawalawe, centro specializzato nella riabilitazione degli elefanti orfani gestito sotto la supervisione del Department of Wildlife Conservation dello Sri Lanka. Qui gli animali non vengono addestrati per l’intrattenimento turistico e non sono sottoposti a interazioni forzate con i visitatori. L’obiettivo è un altro: permettere loro di recuperare comportamenti naturali e prepararli al ritorno in libertà. È un lavoro lento, fatto di osservazione, alimentazione controllata, assistenza veterinaria e progressiva autonomia.
Accanto a Kalo, dal maggio 2024, c’è anche il sostegno del resort Sun Siyam Pasikudah attraverso il progetto CarePhant, iniziativa inserita nel programma di sostenibilità Sun Siyam Care. Il contributo del resort accompagna concretamente il percorso di crescita dell’elefante, finanziando cure, nutrizione e monitoraggio sanitario fino al giorno in cui potrà tornare nella foresta. “Gli elefanti sono parte dell’anima dello Sri Lanka. Prenderci cura di Kalo significa prenderci cura di questa identità vivente”, spiega Arshed Refai, general manager del resort. Arshed è un lungimirante, sa bene quanto anche un solo elefante possa contribuire a mantenere l’autenticità dello Sri Lanka, amatissima isola dell’Oceano Indiano.
Una visione condivisa anche da Chaminda Upul Kumara, Sustainability Project Manager: “Conservare significa esserci, mese dopo mese, senza clamore. È così che si costruisce un ritorno alla libertà”. Il progetto assume un significato ancora più profondo in un Paese dove la riduzione degli habitat naturali e il crescente conflitto tra uomo ed elefante mettono costantemente a rischio la sopravvivenza della specie. La vicenda di Kalo restituisce un volto concreto alla parola “conservazione”: non un concetto astratto, ma un essere vivente che cresce, impara e riconquista gradualmente il proprio futuro.
Anche per chi visita lo Sri Lanka, esperienze come questa stanno ridefinendo il concetto stesso di viaggio. Sempre più viaggiatori cercano infatti contatti autentici con il territorio e con i progetti che tutelano biodiversità, cultura e comunità locali. In questo scenario, iniziative come CarePhant trasformano il turismo in partecipazione attiva e consapevole. Se tutto procederà secondo le previsioni, nel 2029 Kalo lascerà l’Elephant Transit Home attraversando il cancello che conduce alla foresta. Sarà il momento conclusivo di un percorso iniziato nel buio di un pozzo e proseguito grazie alla determinazione di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Fino ad allora continuerà a fare ciò che fanno i giovani elefanti quando vengono protetti e rispettati: crescere, imparare e prepararsi, passo dopo passo, alla libertà.
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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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