Kairouan, delizia dell’arte arabo-musulmana: in Tunisia un capolavoro della cultura, della perizia e del gusto del Maghreb

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Giovanni Bosi, Kairouan / Tunisia

Un luogo di fede per i musulmani, ma anche un luogo che non può non indurre chiunque alla contemplazione e alla riflessione, comunque la si pensi. La Grande Moschea di Kairouan è uno dei gioielli del patrimonio tunisino, una testimonianza incredibile della cultura, della perizia, dell’arte e del gusto del Maghreb, per il suo prestigio religioso e per la sua importanza storica e architettonica. Da vedere e da conoscere, per comprendere meglio. Non è un caso se è patrimonio dell’Umanità.

 

(TurismoItaliaNews) L’Unesco non ha avuto esitazioni nell’iscriverla nella World Heritage List: situata nel centro della Tunisia, in una pianura a distanza quasi uguale da mare e montagna, Kairouan, fondata nel 670, è la più antica di base arabo-musulmana del Maghreb e una delle sue principali città sante. Capitale del governatorato della Ifriqiya per cinque secoli e degli emiri aglabiti, è stata un luogo di straordinaria diffusione della civiltà e dunque testimone unica per il suo sviluppo architettonico e urbano.

La città è considerata particolarmente venerabile dai musulmani per la presenza della più antica moschea del Maghreb, la Grande moschea di Kairouan, eretta nel VII secolo (I secolo del calendario islamico) dal conquistatore arabo Uqba ibn Nāfi e per la Moschea del Barbiere del profeta Muhammad. Basti pensare che da sola la Grande Moschea copre una superficie di 9.000 metri quadrati con un perimetro di circa 415 metri e comprende una sala di preghiera, un grande cortile, lastricato in marmo, e un massiccio minareto.

Il sito Unesco consiste in una struttura seriale che comprende la medina e le aree circostanti, i bacini di Aghlabids e Zawiya di Sidi Sahib. La medina (ben 54 ettari) e le sue periferie (20 ettari) sono un insieme urbano che presenta tutti le componenti di una città arabo-musulmana. La medina ingloba abitazioni dislocate in quartieri in cui si snodano strade strette e tortuose, ed è circondata da mura che si estendono per oltre tre chilometri. Ed è qui che sorgono la Grande Moschea, capolavoro architettonico con marmi e colonne di porfido preso a modello per molte altre moschee maghrebine, e la Moschea delle Tre Porte che rappresenta la più antica facciata scolpita esistente dell’arte musulmana. I bacini del Aghlabids, un serbatoio a cielo aperto formato da due cisterne comunicanti che risalgono al IX secolo, costituiscono uno dei più bei complessi idraulici concepiti per fornire acqua alla città. Tutto talmente bello che Kairouan è stata scelta come location cinematografica per il film “I predatori dell'arca perduta” (come ambientazione del Cairo).

La Grande Moschea, ricostruita nella forma attuale nell’836 (dopo la fondazione nel 670 da parte del generale arabo Oqba Ibn Nafi) non è considerata soltanto uno dei più importanti monumenti dell’Islam, ma anche un capolavoro di architettura universale. Questo luogo di preghiera, che forma un quadrilatero di 135 per 80 metri, possiede nell’estremità meridionale una sala di preghiera ipostila con 17 navate sorrette da una sorta di “foresta” di colonne in marmo e porfido; sul lato nord c’è un vasto cortile lastricato fiancheggiato da portici, interrotto nella parte centrale settentrionale più piccola dal minareto a forma quadrata di tre piani.

Non meno entusiasmante si rivela la visita del resto della medina e dei suoi souk, dove si possono acquistare i caratteristici mergoums, tappeti rasati tessuti con motivi geometrici multicolore, oppure piatti in rame cesellato, abiti tradizionali ricamati in seta, oggetti in vimini, sandali in cuoio; ma anche mangiare prodotti tipici come la coloratissima pasticceria ai datteri a forma di piccole losanghe, i makroudhs, o pane di tutti i tipi e forme. La vitalità di un souk è irrinunciabile come esperienza di vita, la contrattazione è qualcosa assolutamente da provare perché fa parte della tradizione e non è nulla di disdicevole. E i souk di Kairouan, nella medina, sono l’occasione per vedere “da dentro” questa città soprannominata “delle trecento moschee”. Lo attestano le tantissime cupole bianche e i minareti che spuntano qua e là e che identificano la presenza delle tombe di santi musulmani e di zawiya, gli edifici dedicati ai maestri spirituali del luogo. E al di sotto di una di queste cupole sorge un pozzo, il Bir Barrouta, la cui acqua è considerata sacra e dunque venerata. A sollevarla c’è una noria movimentata da un dromedario.


Insomma quando si è in Tunisia, una visita a Kairouan vale la pena di concedersela. Per raggiungerla occorrono poco più di 2 ore di tempo in auto percorrendo i 160 km che la separano dalla capitale Tunisi via Hammamet.

Per saperne di più
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