La Sacra Spina di Andria: fede, devozione e tradizione nella reliquia che resta comunque un mistero

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Eugenio Serlupini, Andria

Quando si verifica la coincidenza del giorno del Venerdì Santo con il giorno dell'Annunciazione, la spina, che ha una base di circa sei millimetri ed una lunghezza di circa sei centimetri si modifica nel suo aspetto. E’ la Sacra Spina di Andria, una reliquia tra fede e mistero.

 

(TurismoItaliaNews) La data del 25 marzo è emblematica nella storia della Sacra Spina di Andria, la città pugliese che conserva nella “Cappella delle reliquie” della Basilica di San Nicola di Bari un frammento della corona di Gesù, al quale è legato un prodigio: quando il Venerdì Santo coincide proprio con il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica dell’Annunciazione, si verifica una variazione di colore, che diventa più vivido, del sangue di cui è macchiata la spina. Prodigio che puntualmente in questo 2016 si è verificato come ha annunciato monsignor Raffaele Calabro durante l’omelia della messa del Venerdì Santo celebrata nella cattedrale di Andria: "Ho il piacere di annunciare a voi tutti in maniera solenne che il miracolo ha avuto inizio!” ha detto il presule.

“La data del prodigio, 25 marzo secondo la teologia di alcuni Padri del Medioevo, era non solo la data dell'Annunciazione del Signore – spiega monsignor Giuseppe Ruotolo del Capitolo della Cattedrale di Andria - ma anche il giorno della sua morte, nonché la data della creazione del mondo. Il 25 marzo racchiude quindi la completezza e la totalità del mistero della salvezza”. E in questo 2016, giusto della data fatidica, è arrivato anche il francobollo italiano celebrativo della Sacra Spina nel valore di 0,95 euro, che raffigura la reliquia con un particolare della mappa storica denominata “Locatione d’Andria” realizzata alla fine del 1600 da Antonio Michele e conservata nell’Archivio di Stato di Foggia.

Ma cosa si intende per Sacra Spina e come è arrivata ad Andria? Intanto bisogna dire che con questo termine si intende ogni frammento ligneo venerato come reliquia perché ritenuto parte della corona di spine che secondo la tradizione evangelica è stata portata da Gesù. Da questo oggetto, nel corso dei secoli, furono tolte numerose spine per essere donate a chiese e santuari per ragioni meritorie particolari. “Tutti gli storici locali – aggiunge monsignor Ruotolo - concordano nel ritenere che la Sacra Spina fu donata a sua figlia, la principessa Beatrice, quando sposò Bertrando del Balzo I d'Angiò. Portavano con loro queste reliquie vanto della casa reale francese e le donavano alle città principali dove risiedevano o passavano. La reliquia della Sacra Spina fu poi donata alla Cattedrale di Andria dalla principessa Beatrice d'Angiò nel 1308. Fonti documentarie dell'Archivio Diocesano e fonti bibliografiche attestano che dal 25 marzo 1633 il ‘prodigio’ si è sempre verificato”.

Il culto della Sacra Spina continua al di là delle mura della città di Andria: numerosi i pellegrinaggi che giungono soprattutto in Quaresima. Nel 2016 si verifica la circostanza della coincidenza del Venerdì Santo il 25 marzo giorno dell'Annunciazione della Madonna, la successiva coincidenza avverrà il 2157. Poichè il periodo che intercorre tra il 2016 e il 2157 è piuttosto lungo, l'evento assume una importanza storica, religiosa, civile e di fede. La richiesta di celebrare l'evento con la emissione di un francobollo dedicato acquista un valore importante, duraturo e di valenza altrettanto storica” ha concluso monsignor Giuseppe Ruotolo presentando il francobollo nel bollettino illustrativo.

Il prodigio quest’anno ha avuto inizio tra le 16.10 e le 17.10 e in quest'ultima occasione – come si documenta nel verbale – “si sono rilevate a occhio nudo una seconda gemma, posta all'apice della Spina, e una terza gemma, posta 4/5 millimetri sotto la prima; ancora più verso la base della Spina, il residuo del precedente prodigio dell'anno 2005 è sembrato rifiorire”.

Per saperne di più
Il sito del Comune di Andria

 

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